Tra questi estuari

Posted in altrove, e-vado libera-mente, in-chiostri, poesia, qui è da nessuna parte, ri-lettura con i tag , , , , , , , , , , on 10 Novembre 2009 by fernirosso

Martin La Spina- Giovanna Tornabuoni together with Chameleons

sin dalla  sorgente   nei crateri

dei santuari       delle ossa   scorri

il  pantano   affacciato ad un palmo del tuo cielo

e ride la tua voce

disumana queste giornate in riva alla vita

così tante volte accolta

raccolta nei deserti di tanta angusta terra.

In pochi cubiti       di  stanza

la tua profonda messe

in me dissemina me stessa

cresce la mia morte dentro la tua vita

e

non ho voce che basti

per dire quando soffi

la mia smemoratezza è cenere

nel vento  di  un oceano senza riposo

il tuo farti

ancora più prossimo.

ARTIcolazione di segni e disegni

Posted in ATTUALITA', altrove, archeologia, e-vado libera-mente, in-chiostri, lettura, paesaggistica, pensieri sciolti, poesia, qui è da nessuna parte con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 10 Novembre 2009 by fernirosso

Gracia Haby

decisi di abbandonare la vecchia strada

quando mi accorsi che non c’era

nessuna strada è segnata

là fuori

tutto è

pre-cedente

odi  roditori sapienti

l’uno con l’altro si avvicendano

cercando la    s v i s t a

ora calandosi nei greti della storia

ora facendosi astratta razione

di ogni  generazione

partecipe  e ratto

orazione che parla per fecit

i segni lasciati in terra

sui marchi di fabbrica della fame.

ho munto le mie inanimate giornate

i belanti calendari della migrazione

dall’età chiusa      dentro i cancelli

nell’eden della vigilanza

fino a queste allegorie della pietà

questi caroselli

imbrattati di    trattati

tra i brandelli di una umanità sedotta

prostituitasi per sol(i)di

a basso contenuto di passione

e quando parlo mi pungo

fino a intaccare l’osso

la camera dello spo(n)so(r)

ha sostituito il mio argento

e nel malleolo non canta la fuga

tra le dita  vegeta una

tale a  un chiunque che muore.

fossi lì tra le a(r)cu(a)te pagine dell’arca

tra le pareti della domus

aurea sarebbe la memoria

la tesorizzazione non un pugno di insetti

che mi pungono il cuore il cervello la parola

non sarebbe solo cenere     tutto

e questo breve viaggio

un ancoraggio a ciò che fu il primo      cerchio della vita

spersa

nell’eden della razz(i)a

tra filiere di sogni

incatenati al buio e alla follia

*

Tutte le immagini che appaiono nel post sono di Gracia Haby

life is a dress

Posted in in-chiostri, lettura, poesia, qui e ora ieri e ancora con i tag , , on 8 Novembre 2009 by fernirosso



Gracia Haby-postcard collage

a new fresh   dress

it’s my address

a  new day

when I’ll see me

without suit to be lived

Perché noi

Posted in e-vado libera-mente, in-chiostri, per ricordare, poesia, qui e ora ieri e ancora, qui è da nessuna parte, tra pensieri e pesi con i tag , , , , , , , , on 8 Novembre 2009 by fernirosso

Pina Bausch- Carnations

http://whatbirdsgiveup.com/images/nelken_carnations.jpg

noi eravamo

ed eravamo belli
se bello è il nome che entrambi potevamo indossare

la nudità era
il nostro giardino

e l’acqua e il vento
le nostre parole di terra quando il cielo in essa si immergeva.

noi eravamo

noi eravamo     d i v i s i     un volto unico
un volo dentro l’asse in un precipizio senza paure

noi
eravamo un dio

senza premura di un assalto
senza doveri e senza dover compiere alcun salto

noi non vedevamo la morte
non ci nutrivamo di parole cosmische

le stelle erano il nostro pane
erano l’ordine insuperabile.

lo sentivo

Posted in altrove, e-vado libera-mente, in-chiostri, la danza dei suoni, lontano ancora più lontano, lontano e fuori, paesaggistica, pensieri sciolti, poesia con i tag , , , , , , , , , , on 5 Novembre 2009 by fernirosso

quando attraversava  la strada

l’aria si scostava per rendergli il posto

per accostare l’orecchio al suono del suo passo

lo sentivo

perché il suo respiro

era fatto della seta del fiume

di tutto l’azzurro il cielo

tempestava il fiato di chi gli stava intorno

solo

perchè vi specchiasse la sua infinita bellezza.

Poi

il vento cambiò il suo disegno

dei suoi percorsi  il cielo ruotò altrove la  ruota

e lui rimase un pavone          senza più me.

Casa de Fados

Posted in altrove, e-vado libera-mente, in-chiostri, musica, poesia, ri-lettura, video con i tag , , , , , , , on 5 Novembre 2009 by fernirosso

L’unico grande viaggio della mia vita:

la vita stessa.  Casa de Fados

Casa dei venti

Casa delle voci

E il mondo    là     dove appoggio i piedi

non è che disequilibrio

nell’occhio    buio del cosmo

senza mai vederlo

senza toccarlo

un fiume.

Fuori

più fuori      oltre le  mura della casa

solo

lo specchio

per ogni  allodola che dentro

con-servo  come un’al(b)a.

sono andata lungo l’argine

Posted in Un tour di voci, altrove, e-vado libera-mente, in-chiostri, paesaggistica, poesia, ri-lettura, tra pensieri e pesi con i tag , , , , , , , , , , , , on 3 Novembre 2009 by fernirosso

Gaetano Bevilacqua

per starmene un poco con il fiume

con le cose che ti parlano con calma

dentro un silenzio che non dorme mai e   sa dove sta andando.

Volevo scendere ai ricordi

ancora  umidi dentro la mia  terra

che arriva  fino al limite dell’orto

in giornate come questa. Lei non voleva

uscissi a scorazzare di palo in frasca

come adesso faccio qui tra una parola e l’altra.

Oggi    volevo ascoltarvi     volevo toccarvi

erbe della mia infanzia

raccogliervi   è impossibile

vi nutrite dei veleni che anch’io vi infliggo

e restate là

come una linea di resistenza contro la frode

questa nostra incivile vuota ricchezza

è una miseria tinta di bugia è una parola  senza un senso

senza un dove

senza vita.

Eppure sotto le nuvole di oggi siete così belle

in ogni goccia vi flettete

riflettete il cielo dentro una sfera

una piccola misura per quell’immensità

che per voi si è capovolta.



capita- dedicata ad alda m.

Posted in altrove, e-vado libera-mente, intuizioni, la danza dei suoni, lettura, lontano ancora più lontano, lontano e fuori, molto più di una traduzione, poesia, video con i tag , , , , , , , , , , , , , , on 1 Novembre 2009 by fernirosso

.

in casa

.

come tutte le altre volte

anche domenica      mentre…

.

mentre mi lavavo

mi sono tornate in mente…

.

mi  sono     tornate  in mente

.

sì        mi sono tornate

in mente    le parole lontane

.

hanno un suono

di metalli        che tintinnano

battono      il ferro del ricordo

hanno carrucole      le memorie

e cordicelle di acciaio temperato

scrivono e

ci vuole  tempo       molto tempo

molta pioggia   molta acqua  forse è questo

è per questo che

.

…capita

capita quando mi lavo

.

capita quando sto sola

.

e mi vengono in mente        i pensieri nascosti

.

forse galleggiano

.

quando entro nella vasca

finché me ne sto a bagno.

.

I pensieri intrappolati       vengono   fuori

e iniziano ad andare e venire

.

lungo il bordo   lungo il   corpo che lascia andare se stesso

lungo il movimento dell’acqua

.

tra me e lo scorrere

l’uno     nell’altro

.

come  il tempo di oggi     su quello di ieri

ieri

ieri

.

e poi

poi  li perdo

o si perdono        i pensieri

non lo so

.

non lo so

.

non lo so

capita

.

mi hanno detto che capita

.

li vedo

li vedo che si perdono nell’acqua

.

scendono e  si coricano

.

nell’acqua

.

si scaricano

insieme alle parole

si staccano

.

si staccano l’una dall’altra

sì una dall’altra         si staccano

.

escono da dentro

le vedo     mentre

.

mentre       sto in silenzio

sott’acqua    mentre me ne sto in silenzio distesa

.

perchè escano      a livello dell’acqua

e anch’io sto sotto

.

sotto l’acqua delle parole

e mi perdo

.

o mi perdono

.

finalmente  mi perdo     mi perdo

.

mi    p e r   d o   n o

per  dono   per  dono     per do    no        per dono

.

e

ascolto      ascolto

.

g   lic

fa così una goccia d’ acqua?

Lic

no

lic         minuscolo    piccolo

lic

e    le virgole

, , , , ,

galleggiano

agganciate ai punti di domanda

???????????

dove    vanno     gli   i n t e r r o g a t i v i

???????????

sembrano un treno

tutti quei vagoncini

.

di sillabe

con   sonagli  e   locali

.

si liquefano e

mi perdo

.

mi perdo   sì     mi perdo anch’io

.

ho perso così tante cose      io

tante     tante

tante    cose

.

come    le parole       che vanno via   in acqua

come lo sporco       anche le parole

.

chissà che sapone serve per lavarle via

per levarle di dosso       una volta per tutte

.

Vanno via            scappano         via

non si riesce a fermarle e poi sono ancora lì

agganciate agli interrogativi

.

A meno che

a meno che non si decida di berle

.

insieme a quell’acqua del corpo

dove dentro c’è     una parte       del  corpo che se ne va

.

sciolto

come la neve      nell’acqua

.

Ribersi le parole

le parole  perse     le parole  che ho perso

No

N o,   no

.

Che se ne vadano        le parole

come bolle d’aria

come gocce d’acqua

.

le parole e    la loro eco

.

solo le cose

vuote       come la vasca

le cose   che si vuotano     le cose     da mettere in acqua

.

in quest’acqua dei giorni malati

.

in quest’acqua di parole

e giorni    influenzati

.

Nello scarico

uscite       le  parole

.

l’influenza si perde

.

e io e i pensieri

i pensieri    che avevo dentro e si sono gonfiati

spariti       spartiti con il gorgo       nello scarico

.

e  tu       che aspetti

che ti dica qualcosa

che ti scriva      per esteso una qualunque verità    e non sai

.

che non ne ho

non ne ho     io di verità

.

nessuna

nessuna    verità  no     nessuna,   nessuna verità

tranne questa

la mia

la sola  l’ unica  verità

.

la parola     che perdo

.

dentro l’acqua

dentro il  corpo

il mio    vuoto

.

come la vasca

questa vasca    che adesso è    vuota

.

Ancora una volta le onde

Posted in e-vado libera-mente, fotografia, in-chiostri, per ricordare, poesia, qui e ora ieri e ancora, video con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , on 31 Ottobre 2009 by fernirosso
.
ripartono da zero
riportano la storia all’inizio
srotolano la molla dell’igegnosa spirale
dal buio di quell’attimo che nessuno ha visto
là       dentro l’orbita nell’occhio ancora chiuso
azzurro  il ricordo se ne stava cieco
muto dentro il cielo
una cometa con la coda accesa
tutte le storie fino a qui bruciate.
Solo notte e paura
per calarci dal ventre
umido della  madre
sigillati nella pancia del cosmo
un’altra       madre
giardino     mare    eden del tempo che semina
le età dell’essere
in luci di stelle e pianeti orbitanti
gallassie  nebulose
abiti da forgiare      segno di innumerevoli        soli
noi       filo della notte.
Dentro
questo oscuro
mistero    abbracciato alla vigilia
ogni altro nato
muove i suoi  natali
come passi nel cerchio dei viventi.
Da qui
ancora una volta le onde

La pen(n)a scrive il testo

Posted in ATTUALITA', e-vado libera-mente, in-chiostri, lettura, pesi solo pesi, pittura, poesia, questa è vita, qui è da nessuna parte, ri-lettura, segni vuoti senza scrittura, teorie, tra pensieri e pesi con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 31 Ottobre 2009 by fernirosso

Francesco Balsamo

una lotta continua fino all’ultima porta

e non c’è bene-dizione

né luogo che accada

 

la mia parola non è pane né acqua da bere

 

solo dis-attenzione a ciò che nel solco

la mano coltiva in fiori di rosso      sangue

e

 

non so leggere

 

eleggerlo a te-ma       consumarlo     in un tasto.

Il volto di dio è     una fermata

e noi        soli      un ventaglio di se

 

scritto coi nomi di tanti     innumerevoli       p r o f e t i

 

tanti quanti sono i grani

in un granaio di alfabeti

e vuoti    di messi e messia.

 

Si resta vivi per miracolo

 

e dentro       questi forzieri  di vento

la verità s’imbalocca di più-me

uccelli migratori

 

segni di zampe sulla sabbia  cancellano l’orma

 

sempre una

del senso illeggibile       nell’intrico dei passi.

No, non posso sorreggermi che a me stesso

 

un amen, la più breve ce(n)sura

 

perché caduco quanto un albero

cedo il mio    passo    alla terra.

Tutto di me tranne le ossa

 

de- comporranno il residuo

 

il ceduo midollo della traccia

che ancora universale ricorda

la comune sostanza.

 

Il resto è parlare per nulla

 

Il resto è occupare le memorie del vento

Il resto non è restare    é tentazione

è  arrestare     il divenire      l’unica cosa che valga

 

la pen(n)a è silenzio.