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(ap)punti dall'arte

Perdo sabbia

Jian Chong Min

 

Nel palmo della mano
aperte accadono le erbe
il profumo della menta la tenerezza del timo.
Selvatici salgono la fretta del mio passo
tra le foglie già fuscio del sottobosco, anch’io stupita
mi faccio prossima ad un battito leggero
un movimento della terra.

Da quella mano,
ma è veramente mia mi chiedo,
perdo la sabbia dei minuti,attimi che si cementano
torri di formiche.

Respiro.Silenzio.Respiro.

Sì, ora lo sento, siamo un unico ora.

.

Da MIGRATORIE NON SONO LE VIE DEGLI UCCELLI- Il ponte del sale 2009

I miei murati vivi

andrea mariconti

i miei minatori dell’anima
senza gli artigli graffiano nel sangue
più duro nella vena dell’antica montagna degli incanti.
Magma rappreso rosso scosso
annegatosi alla vista.
Battito uguale al braccio
respiro che ventricola nell’antro
un sole
spremuto, scaraventa nel sasso lo spaccato
l’enciclopedia del tempo, la stessa sua ceppaia
vecchia luce spessa
millenni di rocce la mia casa
scandisce i millimetri d’osso
misura i grammi d’ora:
me

Da MIGRATORIE NON SONO LE VIE DEGLI UCCELLI- Il ponte del sale 2009

ogni notte

Julia Zanes

“si seppe un giorno che erano molti e si passò oltre”

quando vi sedete

in cerchio

e la neve vegliate tra le mie tante orme

un silenzio si posa tra la casa e gli alberi

l’oscuro si spoglia delle sue mille facce

brilla la mano che mi sfiora

e l’alba  che di luce vi riveste apre

alla fine per voi anche la mia porta.

l’unica cosa sicura

.

dicevo
sono i miei pensieri perché
posso seminarvi tra i ricordi
ripescare le vostre parole  posso  andare  restare
o posso sparire     dentro i miei sentieri che sono i vostri corpi
oltre la frontiera del tempo   posso
camminarvi in lungo e in largo posso toccarvi trattenervi
allungando le braccia  dentro gli specchi Leggi il seguito di questo post »

ti guardavo

.

stavi seduto al tavolo
e davi la schiena
ancora non ti avevo riconosciuto
guardavo te
da dietro il vetro  come fosse la prima volta
e ti vedevo mentre
stavo tornando a casa
tu lo stesso  sconosciuto
mi hai fermata
come una pietra a guardare      che ridevi Leggi il seguito di questo post »

Ho misurato la parola

.

volevo vedere quanto lunga fosse

ho camminato

per strade e vie senza guardare l’ impronta

volevo trovare chi ero

volevo vedere il mio corpo

per questo lo cercavo spingendomi così oltre

poi mi sono fermata e ho cercato se per caso fosse dentro

e da dentro  ho guardato dove

fossero i confini dove

terminava il mio corpo e  quando Leggi il seguito di questo post »

l’arancio nel becco

j.saudek


spacco l’antracite del tuo corvo

nero oscuro : ogni uno

dei tuoi lontanissimi incorruttibili pensieri.

Taglio l’arancia del tuo raggiungermi

spacco il covo che  hai costruito dentro

la mia memoria senza la possibilità di perderti

ti rincorro grano per grano

dentro il roseto dei sogni.

Quaderno delle traduzioni

stefan caltia

Restammo soli
io e te     soli
tra le dune  noi due   come le ultime righe nude
di un quaderno di traduzioni
in cui tu scrivi in me i tuoi ori
di tutte le tue ore sprofondate da mari
d’ozio in questo quieto muschio dei nostri tanti anni
un lupo l’età appesantita dal coraggio
d’essermi stata accanto giorno dopo giorno
guida del cieco  girovagare senza sapere quale ero prima
e quale tra le  altre fosse
la strada buona e buono e aperto il cielo in ogni sua remota direzione. Leggi il seguito di questo post »

Le pecore si sa che non parlano

Sandy Skoglund

E si continua. Si continua con la solita vita. Si continua a farsi la guerra, si continua con le malelingue e le speculazioni, i soprusi. Si continua a credere d’essere padroni di qualcosa che non è mai stato nostro perché già presente molto prima della nostra comparsa. Era a questo che pensavo quando suonò il campanello. Non aspettavo visite. Non avevo voglia di avere qualcuno per casa, proprio ora che stavo tentando disperatamente di sistemarla e quindi era tutta sottosopra. Praticamente tutto il primo piano era sceso in ingresso. I libri, e tutti i miei cinque o forse seicento quaderni dei sogni, stavano ammonticchiati tra l’ingresso e le scale. Bisognava essere sottili, quasi capaci di volare, per passare  attraverso quell’imbuto. Non mi mossi dalla poltrona. Avevo lavorato tutta la mattina e anche il pomeriggio, dimenticandomi persino di mangiare. Erano le Leggi il seguito di questo post »

Stupida, stupida!

.
Sono stupida
Perché mi tengo un pugnale
nella testa un dolore di lama piantato dentro il cervello e
non  penso ad altro. Niente altro che .
Non ho visto. Non ho visto che il viaggio. Non so altro.

La mia vita?
Rotta. La mia vita si è aperta oltre un campo.
Non ho testa io
ho un secchio bucato
dove butto le parole da  sciacquare Leggi il seguito di questo post »

La libertà?

gabriel sainz

” Poi, anche ammettendo che si trovasse l’organizzazione sociale ideale, come farla accettare da tutti, e come realizzarla, se la gente è piena di vizi?
Per costruire una vita migliore, devono divenire migliori i singoli individui.”- Lev Tolstoj. 1907

- La libertà? E’ sempre una riduzione, la manutenzione di una serie di parole, che vorrebbero governare le idee. Se poi queste sono politiche, allora la libertà è mercanzia e si riduce a barattare un do ut des. Cose. Solo cose, intrappolate in pesi e incoscienza in cui ci si vorrebbe identificare.
E si vorrebbe consegnare al futuro il mandato di conservarle, come si fa con i reperti di ogni archeologia. No. La libertà è un continua guerra in se stessi, e ogni suo governo non si avvale di mandati o mandanti. Leggi il seguito di questo post »

Mai ti dico.Mai

Braulio Matos

Non si incontra mai l’altro. Solo gli altri se stesso.

Per questo vale di più un amore scritto in una lettera che qualsiasi altro

vissuto corpo a corpo, nella stessa prigione del contatto. 

Amare è la più grande pazzia, solo i folli riescono a sopravviverne. Leggi il seguito di questo post »

lei gli era antenata

roberto kusterle

.

.

per questo lo lasciava passare
lei era dentro la sua testa era  la sua tempesta
e non gli lasciava tregua
stava distesa
le cosce tese come  funi o rampe
di fango il ventre  sopra l’inguine esposto
alla luce del suo tatto Leggi il seguito di questo post »

Disponendo le sedie

Cesare Sartori

lungo la parete si è formato un rigo
lungo un segno nero
un filo senza uccelli ben disposti.
Stavano lì,  vuoti segni,  vuoti posti  dove mettere seduti i sogni

come se i sogni potessero starsene fermi. Leggi il seguito di questo post »

Luoghi

Antoni Taulé

Ci sono gallerie nell’universo, grande biblioteca del tempo, in cui lo spazio costruisce geometrie, vie di specchio praticabili sul filo di un solo riflesso, come un asse su cui camminare in equilibrio perfetto. Ci sono vani che sono pozzi senza vento e bordi di collina come parapetti agli orizzonti. Ci sono innumerevoli scaffali che si moltiplicano più delle ossa di tutte le specie viventi e scorrono gli uni sugli altri interminabilmente. Non c’è lato o misura dello spazio che sia senza contenuto, l’assenza è comunque una oggettiva presenza Leggi il seguito di questo post »

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