il margine
pre-ferisco il margine
mi approssima al limite
scavalco me stes(s)a
la soglia di ogni presunzione
il desiderio di toccare un bordo
in questa nave che mi ospita
in questo asilo della memoria nella cas(s)a della dimenticanza
mi a(f)ferro come lo zoccolo del tempo,la corsa di un cavallo
tra le gole delle vallate
un rotolo di fieno in un campo di erba medica
una tazza di tè sgocciolato sulla tavola
un sasso anonimo dentro una scarpa
nel disturbo del non pre-visto
provvedo di cercarmi e di non perdere
nemmeno un’occasione di perdere me
…come farei altrimenti a trovarmi?

Marzo 10, 2008 a 6:28 pm
siamo tanti Pollicino. lasciamo briciole lungo la via. così ci troviamo. bentornata.
Marzo 10, 2008 a 7:30 pm
ciao G.T. grazie. E’ vero siamo tutti pollicino e soprattutto lasciamo in giro parti… per farci trovare. Un abbraccio,mi è sempre gradita ogni tua visita,ferni.
Marzo 11, 2008 a 11:09 am
il non previsto ci porta, a volte ci costringe, a cercarci cioè a trovare o ritrovare noi stesse…
la leggo una ricerca interiore che può nascere da una perdita o da qualcosa di non visto chiaramente, forse anche ignorato o sottovalutato, per non farci del male…
la cecità nasce, a volte, dal non voler perdere l’idea che abbiamo di noi stesse o dal voler indossare una maschera di consuetudine “in questa nave che mi ospita”
ciao
elina
Marzo 11, 2008 a 12:39 pm
ciao “il-lumi-nata” LinEa (anagrammo il nome e trovo l’indicatore, un viaggio dsall’alltro capo della via, del mare: EnE-a). Si, anche la tua è una prospettiva in cui ciò che “si” osserva resta l’osservatore, ancora una volta, ancorato ad una profondità che spaventa e che mette in viaggio,in quell’alto mare che tutto ospita e trascende. Vena-nave : per dire ancora una volta ina continuità-contiguità a cui nulla resta esterno, estraneo,ma tutto è appartenenza e appartenente. Un bacio,sei sempre in me, un continuo abbraccio, ricordalo,ferni.
Marzo 11, 2008 a 6:21 pm
trovarmi spesso mi spaventa. trov-armi.
Marzo 11, 2008 a 6:33 pm
trova(r)mi con le armi nelle mani
ami dell’es-se-re
fosse l’essere
sere e sere intere ere di te in te
torva trovarmi in armi contro di-te
la città di questi in-ferni
Ciao coltrane, alla prossima,ferni