stagioni
s.kenny
Come un uccello il tempo ha la sua casa della cova, che lascia sempre vuota, mentre l’uovo nuovo trae in sé tutto il suo frutto.
Le stagioni si susseguono. Ora è il tempo delle foglie gialle
e dei venti freddi che punzecchiano la pelle delle più giocose fino
a farle arrossire e cadere dal trono di quel ramo di cielo dove avevano soffiato nelle orecchie del vento
tutte le storie della gente ingenua.
Ora è la stagione del fuoco e delle mani
ora è il tempo della medicina del silenzio.

Marzo 12, 2008 a 5:12 pm
oddio ferni la mia che stagione è. la stagione del fuoco che scioglie il ghiaccio è un ciclo o è solo una parvenza e poi ritornerà l’inverno? cara ferni quanto vorrei dirti che stagione sia la mia. ti abbraccio.
Marzo 12, 2008 a 5:24 pm
noi siamo un giorno uno stato in luogo nell’era d’essere.A volte siamo umani,altre siamo celesti altre ancora siamo mari altre vento o volpe o insetto o …un seme.Giao G.T. Un abbraccio,ferni.
Marzo 12, 2008 a 7:02 pm
ciao ferni e grazie di questa “stagioni”
la tua poesia è immersione continua nel tempo, nella terra,nei colori,non solo…mi capita di sentirla addosso…sono una foglia gialla giocosa caduta dal mio ramo di cielo…
elina
Marzo 12, 2008 a 7:43 pm
si,propio come foglie anche noi, figli di questo tempo in-stabile e s-costante. Un bacio.ferni