
teatro valdoca- OPERA-fotografie di scena
un uomo che non conosco
che non sono mai riuscita a incontrare
se non per rare momentanee futili questioni
e non interessano assolutamente alla vita
non mi conducono fino al mare dei mei tanti firmamenti.
Dentro me c’è un uomo che si è costruito una scena
da un secolo all’altro per secoli
interi e manomessi dalla guerra delle tante
storie ferite dal rancore dall’ira e dalla vendetta
per non avere scena abbastanza
in questa stanza di minuti falsi che volano via
volano
via
via
via da noi
dall’uomo che mi sta
dentro e davanti e prima e dopo con cui mi confondo
che mi domanda e non so cosa rispondere.
Non ha sponde questo fiume che scorre dentro la terra e
si nutre di se stesso
fa radici dentro i propri morti
dimentica dentro pagine e pagine i nomi di altri che sono morti
sconosciuti e vivi
in noi che siamo la loro scena.
La scena non è l’uomo
dentro c’è
qualcuno cui abbiamo dato un nome
un nome da uomo e l’abbiamo distinto in femmina e maschio
plurare singolare.
Scena è una
è sola
è fatta di uomini come terra e come sassi
come assi dell’impiantito
dipinto a suon di parole goffe e canti e alcune parole
sole.
Amore era di scena
metteva sé dentro ogni uomo
ma l’uomo non gli rispondeva
non sentiva la sua carne
farsi tremenda
non pronuncia la parola in aria non la lancia
in guerra è l’uomo sempre e mette in scena sé
spigolo di un movimento che non ha tregua.
Odio ira e guerra
dentro l’amore per se stessi
in terra fatti di terre lontanissime
dall’uomo senza scena.