eppure

christian boltanski
eppure se credo
credo che tu mi abbia messo in cuore
tutto: il veleno e l’antidoto, le cure e la dose
che sola mi riscatta dal peccato di dolermi
di avvilirmi avvelenando di paura questo tuo
mio lunghissimo giorno
evento fatto di sabbia e vento
che mi respiri dentro la narice
imprimendone vita e affanni
togliendomi il fiato giusto il momento
che non serve
per servire.
Maggio 17, 2008 a 4:49 am
Come dire, cara ferni, che abbiamo dentro di noi la capacità di affrontare la vita, giusto? Tuttavia, sento che prevale una sorta di scoramento, in questa poesia e trovo che questo tuo gioco delle “parole figlie delle parole” a volte si attorcigli su se stesso, oscurando il significato … ma probabilmente è quello che vuoi … Forse mi darai qualche delucidazione (e te ne ringrazio anticipatamente), anche sull’immagine: una specie di albero genealogico? Un abbraccio zebrato
Maggio 17, 2008 a 8:01 am
l’insatallazione è di un artista che ha dedicato alla memoria molte sue opere. Ha raccolto, dai lager, volti oggetti e ha cercato di dare ciò che manca realmente,la voce di quelle persone, attraverso il mutismo di questi falsi collegamenti.Falso e mutilato il rapporto con questi e con ogni altro uomo subisca la stessa sote tragica. La nostra tecnologia, che pensa di ricollegare tutto al tutto, in realtà non collega nulla, proprio come quei fili, fili di memoria, tessuti dal cervello al cuore, ma non sempre è così.Ciao Rose, grazie.ferni.
Maggio 17, 2008 a 8:57 am
c’è un tu in questa poesia e una frase “credo che tu mi abbia messo in cuore tutto”…penso che dica abbiamo le cure per riscattarci, per viverlo questo giorno lungo di affanni
le cure sono i fili intessuti nel cuore
ti abbraccio ferni..e riposati dunque
elina