e lo sento correre

* juul kraijer *
via da me
il sangue come strade mai più rintracciate
come respiro mai più bruciato dentro questi alvei
dei ricordi terribili
roghi che hanno devastato più e più volte
le mie poche terre in un fitto di rovi e rose canine
strappate ai germogli per mai più ricrescere.
E’ così arida questa strada e piena di sabbia la mia bocca
oggi, oggi che altri
mi hanno detto che andrete via
per una scelta che avete misurato
da giorni di silenzio e lontananza.
15 Luglio 2008 a 06:45
uso le tue parole, permettimelo.
le uso per ricordare Bolzaneto, quello che è accaduto e quello che accade oggi. da ieri, 14 luglio 2008, le strade sono più aride e le bocche ancor più colme di sabbia. almeno così intendono farci credere. buon giorno, di rabbia, antonia.
15 Luglio 2008 a 08:11
è una risposta molto lunga questa qui di seguito.Riporto quanto è apparso su Repubblica il 26 luglio 2001 (quanto lontano sembra quel tempo eppure i frutti stanno nascendo da quello e da precedenti fioriture)
La notte dei pestaggi
a Bolzaneto il lager dei Gom
“Calci, pugni, insulti: i diritti costituzionali
erano sospesi. E dicevano: tranquilli, siamo coperti”
di MARCO PREVE
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GENOVA – Un poliziotto che presta servizio al Reparto Mobile di Bolzaneto, e di cui Repubblica conosce il nome e il grado ma che non rivela per ragioni di riservatezza, racconta la “notte cilena” del G8. “Purtroppo è tutto vero. Anche di più. Ho ancora nel naso l’odore di quelle ore, quello delle feci degli arrestati ai quali non veniva permesso di andare in bagno. Ma quella notte è cominciata una settimana prima. Quando qui da noi a Bolzaneto sono arrivati un centinaio di agenti del Gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria”.
E’ il primo di uno dei molti retroscena sconosciuti del drammatico sabato del G8. Il nostro interlocutore ammette che “nella polizia c’è ancora tanto fascismo, c’è la sottocultura di tanti giovani facilmente influenzabili, e di quelli di noi che quella sera hanno applaudito. Ma il macello lo hanno fatto gli altri, quelli del Gom della penitenziaria”.
E il pestaggio sistematico nella scuola? “Quello è roba nostra. C’è chi dice sia stata una rappresaglia, chi invece che da Roma fosse arrivato un ordine preciso: fare degli arresti a qualunque costo. L’intervento lo hanno fatto i colleghi del Reparto Mobile di Roma, i celerini della capitale. E a dirigerlo c’erano i vertici dello Sco e dirigenti dei Nocs, altro che la questura di Genova che è stata esautorata. E’ stata una follia. Sia per le vittime, che per la nostra immagine, che per i rischi di una sommossa popolare. Quella notte in questura c’era chi bestemmiava perché se la notizia fosse arrivata alle orecchie dei ventimila in partenza alla stazione di Brignole, si rischiava un’insurrezione”.
La trasformazione della caserma di Bolzaneto in un “lager” comincia lunedì con l’arrivo dei Gom, reparto speciale istituito nel 1997 con a capo un ex generale del Sisde, e già protagonista di un durissimo intervento di repressione nel carcere di Opera. Appena arrivati – vestiti con le mimetiche grigio verde, il giubbotto senza maniche nero multitasche, il cinturone nero cui è agganciata la fondina con la pistola, alla cintola le manette e il manganello, e la radiotrasmittente fissata allo spallaccio – prendono possesso della parte di caserma che già alcune settimane prima del vertice era stata adattata a carcere, con annessa infermeria, per gli arrestati del G8.
La palestra è stata trasformata nel centro di primo arrivo e di identificazione. Tutti i manifestanti fermati vengono portati qui, chi ha i documenti li mostra, a tutti vengono prese le impronte. A fianco alla palestra, sulla sinistra, accanto al campo da tennis, c’è una palazzina che è stata appositamente ristrutturata per il vertice ed è stata trasformata nel carcere vero e proprio. All’ingresso ci sono due stanzoni aperti che fungono da anticamera. Qui, la notte di sabato, fino a mattina inoltrata di domenica, staziona il vicecapo della Digos genovese con alcuni poliziotti dell’ufficio e qualche carabiniere.
“Quello accaduto alla scuola e poi continuato qui a Bolzaneto è stata una sospensione dei diritti, un vuoto della Costituzione. Ho provato a parlarne con dei colleghi e loro sai che rispondono: che tanto non dobbiamo avere paura, perché siamo coperti”.
Quella notte. “Il cancello si apriva in continuazione – racconta il poliziotto – dai furgoni scendevano quei ragazzi e giù botte. Li hanno fatti stare in piedi contro i muri. Una volta all’interno gli sbattevano la testa contro il muro. A qualcuno hanno pisciato addosso, altri colpi se non cantavano faccetta nera. Una ragazza vomitava sangue e le kapò dei Gom la stavano a guardare. Alle ragazze le minacciavano di stuprarle con i manganelli… insomma è inutile che ti racconto quello che ho già letto”.
E voi, gli altri? “Di noi non c’era tanta gente. Il grosso era ancora a Genova a presidiare la zona rossa. Comunque c’è stato chi ha approvato, chi invece è intervenuto, come un ispettore che ha interrotto un pestaggio dicendo “questa non è casa vostra”. E c’è stato chi come me ha fatto forse poco, e adesso ha vergogna”. E se non ci fossero stati i Gom? “Non credo sarebbe accaduto quel macello. Il nostro comandante è un duro ma uno di quelli all’antica, che hanno il culto dell’onore e sanno educare gli uomini, noi lo chiamiamo Rommel”.
Che fine hanno fatto i poliziotti democratici? “Siamo ancora molti – risponde il poliziotto – ma oggi abbiamo paura e vergogna”.
(26 luglio 2001)
15 Luglio 2008 a 10:36
vergogna? paura?
con il loro silenzio hanno distrutto vite, permesso torture non riconosciute,
hanno zittito con il loro silenzio le urla di molti, terrorrizzati, violati, annichiliti davanti a tanto orrore.
conosco bene l’articolo, conosco quasi ogni passo fatto in questi anni, da chi nascondeva e da chi liberava la voce. la costituzione?
norme scritte di civile comportamento, ogni giorno-ora minuto-attimo deleggitimata.
come le anime, i pensieri, i corpi, le coscienze. non mi accontento, no,
non basta, per tutta l’umanità che sento sulle spalle!
15 Luglio 2008 a 11:02
sono con te,pienamente.Se tutti si ponessero, in ogni occasione, in ogni loro impegno e relazione con il prossimo, che è uno di noi,sempre, in piena responsabilità di se stesso, ognuno è ogni altro non solo un “io”, penso che non accadrebbero avvenimenti del genere. E c’è chi parla d’altro, chiamando in campo demoni e diavoli proprio per stornare la responsabilità dagli uomini e la visibilità dell’inganno. Grazie, Antonia,ferni
15 Luglio 2008 a 20:51
non mi devi ringraziare, siamo due persone che, sconosciute, si confrontano, su percorsi che sono comuni.
oggi, dopo averti scritto, ho saputo che era morta una mia amica, piccola donna, grande cuore, scoppiato dal dolore di vedersi quasi sola a combattere con un intrico di mostri. a lei i miei pensieri, le lacrime che l’hanno bagnata non sono servite a non lasciarla sola, stanotte.
scusami, a.
15 Luglio 2008 a 21:52
scusarti? di cosa? il dolore è di casa in ognuno.
Ricordi? C’è un tempo per ridere e c’è un tempo per piangere…
ANTICO TESTAMENTO
I LIBRI POETICI
Ecclesiaste
Capitolo 3
La morte
Per tutto v’è il suo tempo, v’è il suo momento per ogni cosa sotto il cielo:
un tempo per nascere e un tempo per morire;
un tempo per piantare e un tempo per svellere ciò ch’è piantato;
un tempo per uccidere e un tempo per guarire;
un tempo per demolire e un tempo per costruire;
un tempo per piangere e un tempo per ridere;
un tempo per far cordoglio e un tempo per ballare;
un tempo per gettar via pietre e un tempo per raccoglierle;
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci;
un tempo per cercare e un tempo per perdere;
un tempo per conservare e un tempo per buttar via;
un tempo per strappare e un tempo per cucire;
un tempo per tacere e un tempo per parlare;
un tempo per amare e un tempo per odiare;
un tempo per la guerra e un tempo per la pace…
e tutto è in noi,mai esterno alla vita che ci accoglie oltre ogni piccola fine.
Ricordalo, ricordalo. Noi siamo pre-cari,sempre.Un abbraccio grande,ferni