il silenzio dove t’incontro
mentre tu non parli
io
resto ad ascoltarti
con la paura di incontrarmi sulle strade del silenzio
in quell’ampio dove
i corpi mancano ai corpi
mentre tu non parli
io
resto ad ascoltarti
con la paura di incontrarmi sulle strade del silenzio
in quell’ampio dove
i corpi mancano ai corpi
26 Giugno 2008 a 13:49
Notevole, ferni … l’abbinamento delle tue parole al filmato.
Non so se si possa davvero incontrarLo nel silenzio di un monastero (al di là dell’atmosfera suggestiva, ho le mie idee su queste convivenze forzate dentro mura e regole) ma quello che porti è sempre interessante.
Come trovi queste cose?
Tu dici che cercando Lui, troviamo noi? O troviano Lui in noi? o noi in Lui? Comunque la metto, mi pare che abbia senso.
26 Giugno 2008 a 14:13
l’abbinamento non voleva “legare” le immagini della certosa al testo, ma i suoni che lì si vivono, nell’immersione in un silenzio che…non esiste.Dovunque, in quel ricercato silenzio (interiore, esterno, delle parole con-cave che ci affondano nell’io o in quelle con-vesse-messe che ci rendono messe dell’es-ta-si:uscire fuori di sé) c’è un suo-no e un segno di quel suono.Il vento e l’agitarsi delle foglie, o l’ombra sulla parete, la pioggia e il suo rim-balzare in rivoli ripetuti ovunque sulle pietre, la voce di un gatto o quello di una suola, di una forbice che taglia il panno di lana chiusa nel palmo che batte l’impulso del cuore, o i propri capelli caduti per terra in un soffio sonoro quanto un respiro…sempre per rammentarci che non esiste solitudine profonda e isolata ma sempre condivisione. Ciao Rose,bacio,ferni