no non chiedo scusa

al magnus
sono sempre sotto accusa
sono sempre dentro la corrente e non posso frenare
la sua corsa dentro la mia fine. No
non chiedo scusa visto che ormai è la miliardesima volta che un atomo
dischiude il suo genio per farne i miei reticoli di sangue e paura.
Me ne sto qui con il fuoco dentro il cervello e la morte appesa al filo
quello che mi misura a peso ogni respiro.
E non valgo un grammo d’oro
e non vedo l’origine del giorno
no so dirottare il cielo dentro una mia falange.
Di cosa devo
chiedere scusa se sono già pronta
già sono una vittima comunque
anche dentro ogni mio fallo?
Sono
molto meno di un albero
meno di una nuvola che si dis/fà di se stessa
meno di un meno
meno di qualunque me io riesca a disegnarmi
dentro un foglio minuscolo quanto il mio sogno d’uomo.
No
non chiedo scusa,vivo e muoio
accettando
la lama che mi spezza.
26 Giugno 2008 a 13:36
Drammatica. Una sofferenza profonda che non scalfisce la consapevolezza d’aver fatto il possibile. Tutto quanto era umanamente possibile. Hai ragione, non scusarti.
26 Giugno 2008 a 14:26
il possibile! Fino a che punto è possibile e poi non lo è più:per me, per te, per ognuno? Tutti con una o con disuguali misure?E cambia qualcosa? Peggiora:non voglio e non posso sentirmi fortunata per la maggior disgrazia altrui.
17 Luglio 2008 a 12:50
lacerante, intimamente sofferta:
non chiedo scusa,vivo e muoio
accettando
la lama che mi spezza.
Ecco. Appunto. Un epitaffio che dice tutto.
Un grande saluto
17 Luglio 2008 a 17:17
anche a te Daniela,grazie della lettura che mi offri, e a presto,mi auguro,ferni