Non mi va di usare la testa.

al magnus
La voglio buttare, rassettare.Voglio darle aria come si fa con queste alt(r)e stanze. Stanze di ricordi, di parole che stringono la memoria dentro minuti, giorni, piccoli segni di presenze fattesi assenza.
Cielo, apro la stanza al cielo: e il cielo è dentro me, senza cornice. Non devo nemmeno vederlo. Lo posso respirare, mangiare, mettermi un dito dentro e toccarlo toccandomi.
Ora persino le favole del mito sono la mia carne e la luna non è poi così lontana e sconosciuta. Basta fare un salto e quella dì-stanza è casa, la mia.
26 Giugno 2008 a 13:26
ti commento poco. ti leggo e basta perchè poi qualsiasi cosa dici dopo parole del genere, qualsiasi cosa sarebbe riduttiva. o banale. ti abbraccio
26 Giugno 2008 a 13:28
“Il cielo in una stanza”.
Niente romanticismi, però, in questa tua, ma un desiderio (che condivido) di evasione, di disimpegno totale dalla vita.
Più che rassettare, io risetterei, la mia testa. Sai che bello, azzerare tutto quanto e poi, forse (ma non c’è fretta) ripartire.
“Stanze di ricordi, di parole che stringono la memoria dentro minuti, giorni, piccoli segni di presenze fattesi assenza”
cara, cara ferni.
26 Giugno 2008 a 14:22
dipende da quale angolo della stanza si guarda? Se c’è la porta e la finestra chiusa? Se…se…se… e se stessi,sempre, anche se, avolte, non ci si ri-trova. Grazie a voi, vi sento.ferni
27 Giugno 2008 a 11:11
“Cielo, apro la stanza al cielo: e il cielo è dentro me, senza cornice”
sai è bellissimo quello che scrivi e reale
quasi sempre lo sento in me, ma è difficile spiegarlo e ci si sente “troppo rari”….che poi non vuol dire preziosi
ciao
elina
29 Giugno 2008 a 08:29
rara-mente, per fortuna, ci sono momenti in cui si percepisce,il luogo in cui ci si trova e, la cosa strana, è che ci si perde nell’esatto istante in cui ci si vede o si crede di farlo.Ecco, questo ultimo pensiero, forse è quello che ci salva dalla slavina.Ciao elina.
17 Luglio 2008 a 12:55
sentite e condivise, queste tue parole, ferni. Un parlare splendido che trasporta in un universo parallelo dove anche questo è possibile: ritrovarsi parte dell’ impossibile.
17 Luglio 2008 a 17:15
e non lo siamo forse già?.Ciao Daniela,ANCHE TU NIENTE VACANZE?
18 Luglio 2008 a 13:11
le mie vacanze sono già finite, cara ferni… e dunque, rieccomi qui!
18 Luglio 2008 a 13:37
bene, spero di ritrovarti in queste vie,spiagge o anche nella rete,dove già siamo,da sempre,prima, molto prima di internet.ferni