perché non ha nome l’uomo

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steven kenny

e tutti sono uno soltanto
prima che questo segno in aria si rapprenda dentro la voce
del sangue spezzatosi in dozzine di canti e di uccelli
prima che sia crocefissa tutta la mia semenza
su un altare di secoli voglio lasciare ogni paura e perdermi
vanamente tra i pensieri che mi fanno scorta
trovare la eco dei venti. Voglio un drappeggio di nuvole
e un drappello di suoni
e starò zitta sul ciglio di ogni parola inetta.
Voglio una scuola di ferite d’amore
e sandali di quercia da lasciare per strada come cantiche di neve
dentro la gola voglio un nome
come un sole da sorreggere
il buio di ogni passo che farò
e mani piene di semi di foreste e       mari

da disperdere

tracciati       di nuovi paralleli.

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