per trovare acqua e pane
Zbigniew Preisner – Conte d’amour
affacciati su quello stesso
unico mare di nero lucente respirando
lo stesso odore di cielo in terre lontanissime
e profonda emergendo bruciata dalla luce o dal sale
tocca nutriti di quella sostanza
anche se significa uccidersi spaccarsi e ricrearsi
non una ma cento
mille volte anche in una sola volta
dentro una sillaba di farina e pioggia. Oppure:
cerca una scena e fa che la tua parola sia lo spazio di quel luogo
mentre vuota di te stessa ti fai creato di ogni altra
e se non basta
resta nel solco e nel seme
senza scena
dentro un buio così totale e ampio da poterti es-tendere
fino al confine del tuo corpo e in questo
ac-ce(n)di per lui tutto l’universo
trovato in te terra continua
nei piedi nelle mani nelle ossa nella lingua
caduta lì e seme che germoglia
altri che ti colgono
in soletudine e nella luce
sole dentro il buio io di sé disciolto
fioritura nel tuorlo.
Regalità e regalo
orlo dell’ora.
17 Luglio 2008 a 13:36
qui non ci sono orli delle ore. ma solo ore d’oro.
come sempre tocchi le corde.
17 Luglio 2008 a 17:11
sono tornata ora,dall’orlo della pianura:lassù,sui colli,il vento portava altre stagioni, ma sotto,più in basso,il caldo premeva atro odore dalla terra e dai verdi appassiti.Una lenta pesantezza che pure smuoveva le corde e faceva fiorire memorie profonde. ciao gitti,niente vacanze?
18 Luglio 2008 a 06:34
Un dono davvero regale, questa tua, ferni. Grazie.
18 Luglio 2008 a 07:14
“sole dentro il buio io di sé disciolto”
ci si ricrea ogni giorno per essere fiori “in soletudine e nella luce”
cara ferni grazie
elina
18 Luglio 2008 a 07:43
un grande giardino quello che voi,con i vostri semi,fate nascere anche in me,ciascuno portato dalla sua propria terra.Grazie,grazie.ferni