dentro il bosco in una città ho trovato un corpo
Secret Garden – Heart String
e mi stai davanti
umido segreto
un bosco capovolto dalle impronte
torri di ali pagine di suoni
sotto i piedi
vecchie sostanze il tuo corpo radici inquiete
cammini decomposte vesti
vieni con me spostandoti
in lievissimi fruscii abiti
le foglie i sentieri
sorreggi cordoni di insetti sopra la tua lingua
l’urgenza
il volo la cattura e la preda
lo striscio la trasparente sottilissima muta
la velina di una serpe
la tua pelle contro il mio passo
pesante tra le erbe.
Raccolgo il tuo occhio
dentro gli schianti
mentre ti intacco la schiena
scabra: tu dentro di me una freccia
movimento simultaneo un respiro
senza tracciato un segno
l’approssimarsi del confine.
Secret garden the promise
20 Luglio 2008 a 13:06
E’ da ieri che ogni tanto rileggo questa poesia … senza venirne a capo
Mi dà sensazioni piacevoli, quindi, quel ‘corpo’ non può essere un … cadavere … Potrebbe essere il bosco stesso o comunque, una presenza naturale che si fa tutt’uno con te:
“Raccolgo il tuo occhio
dentro gli schianti
mentre ti intacco la schiena
scabra: tu dentro di me una freccia”.
Potrebbe essere anche il ricordo di una persona … qualcuno che non è più, ma che hai interiorizzato … No, propendo per il bosco, conoscendo il tuo amore per la terra e tutto ciò che è in natura.
20 Luglio 2008 a 13:29
all’interno della città ci sono aree dedicate al verde, ai giardini, ai parchi, ma la mappa della città,un corpo intero anch’essa,con i suoi polmoni, i suoi occhi, il suo volto mutevole,le braccia,la bocca,…insomma un corpo completo,vivono i corpi separati degli uomini che la abitano.Un bosco a loro volta, fatto di alberi vecchissimi e tenerissime gemme. Ho insomma invertito, capovolto i ruoli e visto da angolazioni di volta in volta mutevoli ciò che noi siamo e il luogo in cui viviamo che, solitamente,siamo soliti dividere,confinare e dunque emarginare dentro ambiti precisi,ma meno vitali.Dentro questo luogo c’è un insieme di luoghi, ricordi il testo della Zambrano sui Chiari del bosco?,che noi non pratichiamo se non con le nostre regole, regole che imbavagliano il sentire.Ciao Rose,..il cadavere? si c’è anche quello, appartiene a chi non sente la vita in ciò che ha intorno e dentro.ferni
20 Luglio 2008 a 19:25
Benedetti i poeti disposti a s-piegare le proprie poesie.
Grazie, ferni.
Qui è un perenne dialogo fra noi due … perchè mi vengono in mente Thelma e Louise? Beh, speriamo di non fare la loro fine.
20 Luglio 2008 a 19:31
rose & ferni: one story. Bacio,f
21 Luglio 2008 a 06:15
Se proprio, proprio … meglio ‘ferni & rose’. Ubi major …
30 Luglio 2008 a 14:18
….e dai non ci siete solo voi due!!
In ritardo c’è sto anche moi!
Coraggio rose & ferni fra un pò ci saranno milioni, che dico, centinaia di milioni di persone che leggeranno.
ciao
stella
30 Luglio 2008 a 14:37
ma va’! Esagerata! Poi non ci si raccaPEZZA più.Personalmente vado in tilt se già non ci sono- Come ho già detto le porte son aperte.,puoi andare dove vuoi.Anche noi siamo qui,tra una stanza e l’altra.ferni
1 Marzo 2009 a 16:51
sono tornata qui dopo aver guardato le splendide parole dei tuoi allievi
non c’è nulla di più bello che vedere interpretato un testo attraverso immagini contemporanee
certe realizzazioni danno la misura di quanto sia essenziale, malgrado l’abbandono del sistema, credere nei nuovi artisti, nella nuova linfa e anche in noi stessi, nei nostri quotidiani sacrifici
ciao grande Ferni
1 Marzo 2009 a 17:17
Ti ringrazio,spero tu abbia allargato l’immagine,taluni elaborati sono davvero molto belli anche se, al pc,non rendono come altri che, invece, guadagnano dalla luminosità del sistema di trasmissione,proprio perchè sono stati ideati al computer.
Io li ho visti tutti, finchè li costruivano,questi messaggi, anche i ragazzi affiancati da insegnante di sostegno hanno dato il loro contributo e sono presenti nella galleria di immagini del blog, a dimostrazione,ancora una volta, che questa scuola fa e da molto. Ciao e grazie.ferni