questa notte faccio fagotto
R.E.M. _ Everybody Hurts
erri de luca -gianmaria testa-gli invincibili
m’imbarco sulla catalana
una barca un’ isola un’arca una balena
piena di lividi e tagli
un vecchio legno tarlato
un foro di pensieri che scarico fuori bordo ogni ora
per sfasciarmi anche io lì
dentro un (r)acconto di dolore
pescato dal nero dentro la pancia del mare
di questa notte che ci ingoia.
Si, questa notte faccio fagotto
la faccio finita con la cattività in lingotto
scappo dalla riserva
che mi riversa dentro la taglia di un animale di piccola misura
infilzato dal canino puntatomi addosso da altri
animali da fiera
buoni come schiavi tanto quanto noi lo siamo da ventenni.
No questa notte rischio la cancrena
raschio la rena della mia vita di catene
mi faccio strada dentro il continente che mi ha pre/dato
padre madre e fratelli tagliandomi in pezzi che già non riconosco.
Mi farà da guida il niente che ho messo
dentro il mio sacco: un dente di serpente e il veleno
nell’istinto le mani il silenzio e quest’oscuro dentro la fronte
la mia lingua dentro il cavo dell’osso
una pelle vecchia come lo era il mio paese
sopra vento fino a queste cos(t)e
arrotolate dentro la storia che ora è mia.
Nell barca non vedo: tutti sono lo stesso nessuno. Abbiamo tutti lo stesso fragore
dentro le onde di un pensiero che ci ugauglia
e sento che è viva
questa barca
fatta di un unico legno cui ci siamo aggrappati.
Le vele gonfie hanno dentro il nostro fiato
forzano la manovra di abbandono
stridono le sartie degli affetti e gli antichi alberi
delle memorie lasciate a riva, l’altra
cui non faremo ritorno.
E/vita di chiamarla sorte: questa vi(t)a cresciuta per forza
dentro un obbligo che ci ha cerchiato la fronte e la bocca
navigata dentro la rovina che crediamo
sfami la nostra attesa di pane e famiglia.
Noi siamo battesimi dentro la sorte
l’acqua santa di un nuovo mar rosso
siamo l’antico fattosi sangue
dentro le storie tratte dai venti
di viaggi e di burrasche che l’affondano
un anno alla volta
sotto la volta disarmata di questo cielo che ci crepita dentro:
vite di una vita incuneata
presa e p(r)estata milioni di uomini fa.
Questo post è stato pubblicato il 23 Luglio 2008 alle 19:20 ed è archiviato in e-vado libera-mente, musica con i tag balena, Everybody Hurts, fagotto, imbarco, isola, lividi, mare, REM, tagli. Puoi seguire i commenti a questo post con il feed RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta, o mandare un trackback dal tuo sito.
23 Luglio 2008 a 22:40
la tua africa, l’africa che ci appartiene per diritto di potere!?
l’africa di altri che sono l’antico fattosi sangue.
ti manderò, prima o poi, il mio piccolo racconto “risacca”, forse le tue parole magistrali potranno incontrarsi con l’umiltà delle mie.
di nuovo ‘notte, e svegliati dentro un corpo scoppiettante di sorrisi, a.
24 Luglio 2008 a 07:53
grazie Antonia,oggi va un po’ meglio,ma non desiste.So di essere più dura del dolore,quindi la spunterò con lui che, in fondo,mi pungola comunque.Aspetto il tuo racconto con gioia.ferni
24 Luglio 2008 a 08:06
per ROSE:va bene in questo corpo 14? Ciao bella e aspetto notizie per quel che sai.f
24 Luglio 2008 a 09:13
Il 14 è un bellissimo corpo, ferni. Grazie. Farei a cambio col mio
Straordinaria la tua capacità di immedesimazione e di sentire, cara ferni.
“Le vele gonfie hanno dentro il nostro fiato
forzano la manovra di abbandono
stridono la sartie degli affetti e gli antichi alberi
delle memorie lasciate a riva, l’altra
cui non faremo ritorno.”
Avrei potuto citarrla tutta, perchè ogni verso piange un dolore millenario che hai saputo rendere magistralmente.
Ciao, ferni. Più tardi ti faccio sapere. Spero per la tua schiena. Lasciala riposare ancora un po’, dai!
24 Luglio 2008 a 09:15
CitaRRla? OOps! Sorry per il refuso.
24 Luglio 2008 a 10:09
io ne faccio a iosa
più re-fusi nella chiosa
molto..molto più di una rosa che osa
ciao rose attendo tue nuove.f
24 Luglio 2008 a 15:02
“Abbiamo tutti lo stesso fragore
dentro le onde di un pensiero che ci ugauglia
e sento che è viva
questa barca
fatta di un unico legno cui ci siamo aggrappati”.
estrapolo questo verso bellissimo
…e poi questo brano dei REM non è magnifico?
rimettiti in forma ferni
un abbraccio elina
24 Luglio 2008 a 18:35
grazie,mi aggrappo al legno duro e vecchio che mi cresce fino al tarlo,prima o poi mi rimetto in piedi e al vento,a presto,f.