Non proprio “vuoto”. La tentazione di cercar di afferrare le parole è forte, anche se è evidente l’intento di usare la voce solo come strumento di suoni e atmosfere. Ho fatto un salto a visitare il sito della Rusticali. Un po’ … creepy quelle foto. Non so se sarei in grado di apprezzare un suo spettacolo per intero. Ma, a piccole dosi, è senz’altro interessante.
Non sono una visionaria, ferni. Ma s’era capito, no?
Mariangela Gualtieri ha detto di lei un gran bene attribuendole un grandissimo talento,delle capacità sceniche che superano la rappresentazione per sconfinare quasi in capacità mediatiche.
è stato l’anno scorso (se non sbaglio) in occasione del festival “la notte della Taranta” che ho visto “Esse” di Gabriella Rusticali…ricordo uno spazio libero da scenografie, l’attrice indossava un abito da sera blu notte, come per una festa già passata
le immagini quella sera mi sommergevano, ero una spettatrice che si lasciava completamente andare, fluttuava l’immaginazione
penso che sia giusto il titolo “vuoto” poichè dinanzi a queste opere bisogna spogliarsi di tutto
…bisogna perdersi per poi ritrovarsi, memoria e presente intrecciati
7 Agosto 2008 a 08:11
Non proprio “vuoto”. La tentazione di cercar di afferrare le parole è forte, anche se è evidente l’intento di usare la voce solo come strumento di suoni e atmosfere. Ho fatto un salto a visitare il sito della Rusticali. Un po’ … creepy quelle foto. Non so se sarei in grado di apprezzare un suo spettacolo per intero. Ma, a piccole dosi, è senz’altro interessante.
Non sono una visionaria, ferni. Ma s’era capito, no?
7 Agosto 2008 a 09:22
lo siamo tutti, in un modo o in un altro,anche la realtà (ma è davvero reale?) è visione…dunque anche visionarietà,non ti pare?
7 Agosto 2008 a 19:54
Mariangela Gualtieri ha detto di lei un gran bene attribuendole un grandissimo talento,delle capacità sceniche che superano la rappresentazione per sconfinare quasi in capacità mediatiche.
17 Agosto 2008 a 15:59
è stato l’anno scorso (se non sbaglio) in occasione del festival “la notte della Taranta” che ho visto “Esse” di Gabriella Rusticali…ricordo uno spazio libero da scenografie, l’attrice indossava un abito da sera blu notte, come per una festa già passata
le immagini quella sera mi sommergevano, ero una spettatrice che si lasciava completamente andare, fluttuava l’immaginazione
penso che sia giusto il titolo “vuoto” poichè dinanzi a queste opere bisogna spogliarsi di tutto
…bisogna perdersi per poi ritrovarsi, memoria e presente intrecciati
grande proposta ferni, grazie
elina
17 Agosto 2008 a 21:20
e io…non c’ero
stavo nel vuoto
ad ascoltare.
ciao bella,ferni