Poco fa

maksymilian novak zemplinski

Avevano flauti le nuvole oggi.
Infiltrandosi nella stanza
dai veli delle finestre sollevavano i miei pensieri
verso altre stagioni in altro luogo.
Correvo da mia madre e cantavo come non ho
mai più cantato.
Mai più se non nella mente.
E c’erano tutti: tutti quelli che avevo lasciato.
In quella stanza
dentro un natale pieno di neve
in regali (di) parole piene di sole
e illusioni. Cantavo cantavano
tutto rideva e m’illudevo che mai
più
mai più sarebbe stata diversa la mia vita.
Così dentro quegli occhi, tra quelle mani
stavo tornando    ora      in questa precisa sera d’estate
mentre ancora il vento (s)temperava il mio malessere
quello stare malferma dentro la mia vita sconnessa
senza un appoggio che non fosse il mio piede         concavo e rovescio
aggrappato alle nuvole
a quelle nuvole lontane     inafferrabili
fluttuanti dentro una memoria instabile

acqua dei ricordi.

8 Risposte a “Poco fa”

  1. antonia p. Dice:

    possiedi, come dono di dee riflesse nei tuoi specchi, di dissossare i pensieri, con furia o delicatamente. nessuno resta indifferente a ciò che scrivi. sei una fonte d’acqua nel deserto di questi giorni. ed imparo, si, continuo a farlo. una abbraccio, a.

  2. fernirosso Dice:

    credo che questo capiti…con l’età, si cerca l’ossatura,la mandorla essenziale. Ciao,f

  3. un testo che arriva subito, da afferrare al volo
    la pittura di questo autore è affascinante, mi piacerebbe capirne di più…
    ciao
    elina

  4. fernirosso Dice:

    è una pittura surrealista, quindi la si avvicina con la mente ma la si deve superare con l’intuizione per afferrare ciò che l’impronta dell’immagine stabilisce dentro te o risuona nelle tue eco. Ciao elina.f

  5. antonia p. Dice:

    oh gesù, quando ti metti a parlare di pittura, da enorme ignorante quale sono, mi perdoooo! un abbraccio, a.

  6. fernirosso Dice:

    ma no, è tutto molto semplice. Tu guardi il quadro e il tuo occhio vede cose che sono in relazione tra ma…c’è qualcosa che non torna, non torna secondo le regole abituali e non puoi usare la logica, si ferma anche quella, spingendoti ad accogliere ciò che vedi, a lasciarlo entrare in te ,lasciando che sia la visione a rovistare nella tua memoria, in ciò che hai profonda-mente ospite in te. Ecco, da quel momento senti il quadro dirti qualcosa, non lo vedi sola-mente, hai superato la dimensione del reale cogliendo ciò che è la natura superlativa del reale,la sua meraviglia, le sue molte epifanie. Ciao Antonia,f

  7. una domanda: scegli la pittura surrealista poichè forse rende una realtà interiore? mi spiego meglio liberandola dalla ragione, dai suoi condizionamenti, la realtà diventa poesia?
    …dalla risposta dipendono altre domande
    ciao fernissima
    elina

  8. fernirosso Dice:

    Sì, si libera dalla spire della logica, della mentalità comune, quella che in anni e anni di catechizzazione sia religiosa che laica viene impartita per mantenere tutti all’interno di un recinto e restare entità utilizzabili, senza nome, senza pensiero proprio. Gli artisti surrealisti erano quelli che si sono opposti al regime,un regime totalitario, a ben guardare, specialmente alla luce dei fatti odierni,e hanno messo in piazza, senza mezzi termini quello che stava sotto, l’osceno vero del capitalismo e di ogni regime che inquadri l’uomo dentro i propri territori i-deo-logici,anche se spesso appartenevano a famiglie benestanti. Il surrealismo salta questi corridoi di indottrinamento, scardina dalla radice ciò che è l’abitudine costruita,chiede la partecipazione completa di chi guarda, chiede venga tagliata la testa e su quella esca la sensazione,l’intuizione,la parte primitiva e primaria della vita. Il surrealismo contemporaneo ha raccolto i luoghi “oltre”,le nostre terre di mezzo, le ombre, ciò che resta oscuro e l’ha dilatato oltre le misure consuete, spiazzando in ogni caso, tutte le scuole,attinge al pozzo dei grandi ma li innesta nell’albero dell’oggi per aprire il futuro, nell’essenza che già ospitiamo, tanto quanto il passato. Ciao Elina,ferni

Leave a Reply