più di ogni altro

andrew doronin


è il buio che mi preme

mi sbatte contro il muro della mia demenza

mia cecità costruita di proposito

anni dopo anni a livellare le asperità

a mettere a bolla il filo di un amore

e mi nasceva tra le cosce

il cervello di un uomo che non faceva che varchi

e archi di trionfo ad un tesoro senza gioia.

Amore sillaba la parola sciancata

schizza la ferocia  sperpera il seme.

Apocrifa la famiglia

nei vangeli mai riconosciuti

naviga a vista

giorno dopo giorno verso un rifugio

verso la solita caverna.

2 Risposte a “più di ogni altro”

  1. Acrobati/marionette appesi al filo in un improbabile circo …

    Speranze disattese e amarezza … mi chiedo se esistano famiglie canoniche … e poi, quale sarebbe il canone?

    Toni forti in questa poesia, ferni. Un abrazo.

  2. che malinconia che trasmetti…
    dura, metallica, mangiafuoco che urla
    ed i fili s’ingarbugliano.
    brutta situazione ritrovarsi
    legate, mani e piedi, speranze disattese e amarezza, si, rose…
    quali altri canoni dovremo ancora pagare, e quanto?
    la parola famiglia, in questo momento, è quella che più mi è lontana,eppure sono sillabe che mi tengono sotto un tetto comune,
    senza alternativa alcuna faccio la falena che muore un pò ogni volta che s’infrange sulla luce fittizia. perdonate l’allegria…un bacio,a.

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