VI SEMBRA UN LUOGO DOVE FARE UNA DISCARICA ?

l’ALTOPIANO del FORMICOSO è il cuore del Parco dell’Irpinia d’Oriente, a 900 metri di altitudine; a 3 km. di distanza e 500 metri più in basso, c’è il Lago artificiale di Conza della Campania. Pochi giorni fa è stata aggiudicato l’appalto per la POTABILIZZAZIONE dell’acqua di questo Lago. Si spenderanno 42 milioni di euro per potabilizzare l’acqua del Lago e portarla in Puglia. Poco più a monte si vuole realizzare una mega discarica. Cosa berranno in Puglia ? E  in Italia quali ortaggi mangeremo ?

per approfondimenti >>>  una breve selezione di POST sul Formicoso

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/06/17/formicoso-analisi-dei-rischi-del-prof-miele/

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/06/16/senza-titolo/

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/06/12/al-formicoso-dieci-anni-fa/

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/06/10/formicoso-for-ever/

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/06/03/adelelmo-ruggieri-presente/

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/06/02/formicoso-meraviglioso/

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/06/02/ci-sono-discariche-vuote-e-attrezzature-non-utilizzate/

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/06/02/vuota-e-la-vita-senza-ebbrezza/

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/05/30/la-nostra-proposta-a-grazzanise-la-mega-discarica-a-servizio-di-napoli-e-caserta/

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/05/27/cp-escursione-del-24-maggio-2008/

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/05/26/pro-spaccone-si-trova-a-150-km-da-napoli/

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/05/26/nessuno-tocchi-il-formicoso-3/

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/05/01/scritta-a-quello-che-in-tv-ospita-e-ride/

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/04/30/lettera-aperta-a-de-gennaro/

guarda gli altri video >>>

http://it.youtube.com/luponeve

20 Risposte a “VI SEMBRA UN LUOGO DOVE FARE UNA DISCARICA ?”

  1. cosa berremo in Puglia ? E in Italia quali ortaggi mangeremo ?
    bisogna vivere e guardare e criticare e gridare e protestare
    serve denunciare
    elina

  2. fernirosso Dice:

    l’ho riportato dal sito di un collega architetto che denunciava la situazione insieme ad altri siti di cui ho riportato il link. Ciao Elina…soffia su questo fuoco, questo non brucia le foreste, serve a bruciare una malsana economia e una orrenda politica. ferni

  3. Prof, troppi compiti a casa, con quei links.

    Non vorrei polemizzare, ma da qualche parte occorre pur farle le discariche. Certo che non vanno fatte sui colli erbosi, a monte delle sorgenti … ma resta il problema che o si producono meno rifiuti, o si accettano i problemi connessi alla loro eliminazione. Troppo facile, spedire i rifiuti a casa d’altri. E poi … noi stiamo a parlare, ma tanto le cose le decidono quelli che detengono il potere … e non parlo dei politici che spesso sono solo marionette.

  4. è il neo liberismo il padrone del mondo! in argentina, patria anche nostra di emigrazione e meraviglioso tango, ci sono migliaia di bambini che vivono nelle discariche, in uno stato di totale deperimento psico-fisico…sono arrivati alla terza generazione, nel senso che sono nati lì da altri bambini a loro volta, e fanno già a 14 anni ancora bambini..con problemi non solo di salute fisica ma, è ovvio, anche mentale, relazionale,
    sociale.
    sembrerebbe, da una denuncia pubblica di alcuni medici pediatri che cercano di fare qualcosa, che lo stato argentino se ne disinteressi volontariamente, non per mancanza di fondi o sollecitazioni, bensì per fare in modo che queste persone, nel giro di poche generazioni, si auto-elimino, scompaiano dalla faccia della terra, così come i rifiuti di cui si nutrono. E’ ABERRANTE!! è non è solo questo, o lì, è dappertutto quest’ondata feroce di disumanità. denunciare, contro/informare, non rinunciare a pensare e lottare con quello che abbiamo: LA VOCE!
    cos’altro ci resta? sono tempi tremendi, la storia è un serpente che si morde la coda…

  5. fernirosso Dice:

    Bisogna unire le nostre forze e fare economia delle risorse non buttare le cose ma farle rinascere, germogliare come fa l’erba,persino la gramigna senza mandare in asfissia l’unico luogo che abbiamo a disposizione.Non possimao pensare che qui sia circoscritto ad un ambito minus-colo:tutto cola e si trasforma, si muove e ciò che era lì viene qua.ECO-SI-S-TE-MA…con cura.

  6. sono uscita fuori tema, lo so. ma non potevo urlare, perchè URLO è,
    quello che ho detto, dopo esserne venuta a conoscenza.
    sembra che, da altre parti del globo, abbiano trovato il sistema migliore per risolvere il problema di scarti e rifiuti, di ogni genere…
    l’ECO dov’è? ti SI rifrange contro, Servono parole TEmerarie o inTEriori,
    per tutto questo…aMArezza, ferni, rabbia.
    dobbiamo lavorare con certosina pazienza, in prima persona, per usare ed osare altri modi di riproporci alla vita. un bacio, a.

  7. fernirosso Dice:

    Se ognuno di noi, dal suo posto si mantenesse integro e in relazione con la vita, con la natura,non quella delle merendine e di altre scemenze propinate, o di tossiche produzioni che i nostri desideri aumentano come produzioni,forse avremmo già fatto un bel passo. ferni

  8. Pane e frutta. Questa era la “merenda” nella mia famiglia (si era 8 figli). Mio marito non riesce nemmeno a concepire l’idea (loro erano solo in due e mangiavano merendine).

    Vi racconto questa:

    Mio padre non comperava un chilo di … mele, per esempio. Ne comperava una cassa che veniva posta nel sottoscala. Ora, da adolescenti, avevamo un mucchio di amici, forse perchè ervamo già tanti noi o forse perchè noi avevamo un cortile dove giocare e, in seguito, dove abbandonare biciclette e motorini.
    Godevamo di una certa autonomia e gli amici avevano modo di raggiungerci su nelle camere, passando da un corridoio che divideva la sala dalla cucina e infilando subito la scala.
    Molti salivano direttamente senza annunciarsi, ma la mamma, dalla sua postazione in cucina, riconosceva il passo e la voce di ciascuno e non si preoccupava (tempi spensierati per le mamme!).
    Un giorno, io ed uno dei miei fratelli si studiava (per modo di dire) su di sopra quando, verso l’ora di merenda, arrivarono un paio di amici, masticando allegramente una mela ciascuno. Nel passare, avevano attinto alla cassa nel sottoscala. Era normale, per noi.
    Dopo un po’ arrivò un altro ragazzo … con la sua mela e poi una mia amica, anche lei con la mela. A quel punto si facevano scommesse: avrebbe ciascuno afferrato una mela nel passare?
    LO FECERO TUTTI :-D e mia madre portò su dei panini, perchè “E’ un peccato mangiare la frutta da sola”.

  9. fernirosso Dice:

    bei tempi quelli, ora, a parte il caro vita e il prezzo delle mele e utto il resto, pochi mangiano frutta per merenda. Devo dire che anche da me passano molti amici dei figli, qualcuno fa quasi parte della famiglia visto che resta anche a dormire.. E in fondo non sono esigenti,almeno questi che conosco, anche se, ogni tanto, mi domando: ma i loro genitori? li hanno?.mah!

  10. ma da voi non mettete il basilico, splendido profumo estivo, a seccare per l’inverno?

  11. fernirosso Dice:

    no,lo metto in congelatore. Secco metto via l’origano, la maggiorana,l’erba mela.

  12. manoo, seccalo e poi lo metti in barattoli di vetro, si conserva bene ed il suo profumo non viene bruciato dal freddo…

  13. …..e che è l’erba mela?
    Io non più tempo per mettere via nulla.
    Quando ero una brava casalinga facevo la conserva di pomodoro, le marmellate, mettevo le “amarene” (ciliegie dal sapore brusco) al sole in vasi di vetro, erano ottime sul gelato.
    Mi dilettavo anche con i liquori ……….che poi regolarmente nessuno beveva.
    Avevo la passione per l’erba luigia , mi piaceva il suo profumo di limoncello.
    Tutti gli anni la ripiantavo perchè mio suocero, in autunno, l’estirpava credendolo un arbusto secco.
    Non arrivavo mai in tempo per bloccarlo.
    Mio suocero era un assassino di piante.
    Era per la purezza della razza.
    Se una pianta non dava frutti entro il primo anno ……………zac…….un taglio netto e ne piantava un’altra.
    Non siamo mai riusciti a mangiare un frutto dei nostri alberi!!!!!!!
    Bellissimo quando avevo mio figlio in casa.
    C’era sempre qualche amico o amichetta in giro.
    Io, da brava madre italiana ero contenta quando li vedevo mangiare.
    Sono rimaste memorabili le pizzette delle feste di compleanno……….il forno lavorava a ritmo continuo.
    Al buffet del suo matrimonio………qualcuno dei vecchi ragazzini le cercava ancora!

  14. mai stata cuoca, penso che i miei pargoli mi odieranno per non aver mangiato una torta da me fatta…che rimarrà come trauma infantile???
    ooddiommio, ma che deve fare una madre, accidenti?!
    urgono spiegazioni: ferni cos’è l’erba mela?
    stella cos’è l’erba luigia? certo che tuo suocero….
    magari da me hanno altri nomi, ho sempre desiderato conoscere le erbe officinali, trattarle, “abbunzarle”, visto che la granitica terra ne è piena..
    va bè, volevo anche fare la fioraia, la libraia, l’archeologa, la bibliotecaria etc etc. ma la streghetta che furoreggia col pentolone ha più fascino!
    grazie a Tommaso, che ha gradito il parlottare di ziepulzellle…ciao, a.

  15. fernirosso Dice:

    ERBA MELA:AGRIMONIA

    Nome botanico latino: Agrimonia eupatoria.
    Famiglia botanica: Rosacee.
    Significato del nome: Dal greco arghemon = albugine. Ovvero, il farmaco per curare la malattia albugine.
    Nomi internazionali: It.: Agrimonia; Fr.: Aigremoine eupatoire; Ingl.: Common Agrimony; Ted.: Kleiner Odermrnning; Sp.: Agrimonia.
    Nomi dialettali e sinonimi: Eupatorio, Santonica, Erba da andata, Erba Guglielmo, Erba vettonica, Erba merella, Erba mèlina, Erba gramogna, Erba gatta, Erba aspra, Fragolari salvadeghi, Erba pel el mal de corp, Arimonia, Erba mela.

    Descrizione botanica: Erba perenne irsuta a rizoma obliquo; il suo fusto è poco ramificato, eretto; foglie alterne pennatosette formate da foglioline, in maggioranza dentate alla base. I fiori sono in spiga lunga all’estremità superiore, di color giallo e fioriscono dall’aprile all’ottobre dal basso in alto. Frutto di due acheni a cono rovesciato, ricoperto di uncini, ingrossato e contenente due semi. La pianta esala un leggero odore aromatico.

    Dove si trova: Nasce e vegeta nei boschi, cespugli, campi incolti, pascoli, luoghi ombrosi, macerie, siepi, terreni sabbiosi, lungo le strade, dal piano alle zone montane inferiori dell’Europa, Africa settentrionale, Asia Minore, Persia, Asia, America settentrionale.
    Parti usate: Foglie e sommità fiorite.
    Fioritura: Maggio-settembre.
    Tempo balsamico: Settembre.
    Corrispondenze astrologiche: Giove, Sagittario e Pesci.
    Composizione chimica: Eupatorina (glucoside), acido citrico, quercitrina, un principio amaro, olio essenziale, tannino, fitosterina, gomma, vitamine C, K.

    Azione farmacodinamica: Anticatarrale, antiflogistica, antipruriginosa, astringente, colagoga, deostruente, splenobiliare, regolatrice delle funzioni biliari, stomachica, emostatica, vulneraria, pettorale.
    Applicazioni terapeutiche: Abrasioni, afta, amigdalite, atonia gastrointestinale, angina e infiammazioni di gola, afonia, faringite, tonsillite (amigdalite), colecistite, dermatosi da insufficienza epatica, depurativa del sangue e della linfa, diarrea, ematuria, enterocolite cronica, foruncolosi, gastroenterite, geloni, insufficienza epatica, ipersecrezione gastrica, laringotracheite, meteorismo, nefrite, oppressione gastrica, prurito vulvare, scottature, ulcere varicose, contusioni e storte.

    Preparazioni e dosi: Riassunto:

    Infuso 4%, riposo 20 minuti, 2-3 tazze. Infuso al 10% per lavande, gargarismi, impacchi, iniezioni.
    Estratto fluido: 2-4 grammi.
    Tintura: 1-3 grammi.
    Acqua distillata. 30-100 grammi.
    Vino: 25-80 grammi.
    Sciroppo: da prendere a cucchiai.
    Cataplasmi: foglie fresche o infuso.

    Cura delle malattie:

    Angina – infiammazioni della gola.
    Decotto di foglie secche gr. 100, acqua litri uno. Bollire fino alla riduzione di un terzo e mescolarvi gr. 50 di miele rosato. Gargarizzarsi 5 volte al giorno.
    Afonia, faringite, tonsillite, mal di gola:
    gargarismo con infuso di gr. 60 di foglie in mezzo litro d’acqua. Riposo 20 minuti, poi colare.

    Ulcere varicose:
    Procedere alla lavatura della piaga con l’infuso fatto con 5 gr. di foglie e 100 gr. d’acqua. In seguito completare la cura applicando sulla piaga stessa le foglie cotte ad cataplasma.

    Contusioni e storte: Foglie fresche in cataplasma.

    Depurazione del sangue e linfa:
    bere 2 o 3 tazze al giorno di infuso composto di 4 gr. di foglie, gr. 100 d’acqua bollente. Riposo 20 minuti in recipiente di vetro o porcellana coperto.

    Tratto Grande Erbario Medicinale
    di Tommaso Palamidessi

  16. ahhh, stavo per svenire al tuo posto!
    hai fatto copia ed incolla, spero, che io non so fare…
    grazie! si, ottimo inizio per cambiare lavoro! a.

  17. fernirosso Dice:

    per fare copia incolla:
    restando nel sito che stai visitando vai a “File”, in alto a sinistra e ci clicchi sopra col mouse.
    Si apre una sequenza di proposte:tu scegli “apri una nuova finestra”
    Ti si apre una pagina iniziale di Google e ci puoi cliccare sopra la richiesta che ti interessa soddisfare. Trovi il sito da visitare: L’altezza dei pigmei. Ora posizioni la freccetta del moise dall’inizio e tenendo cliccato il tasto sinistro del mouse fai scorrere il ,ouse dall’inizio alla fine del testo che vuoi copiare.Quando hai “strisciato” tutto quel che volevi schiacci il tasto destro del mouse ed uscirà la richiesta :copia, incolla, yaglia,seleziona…Tu scegli “copia”-Torni al sito dove lo volevi portare (il testo apppena copiato) clicchi col tasto destro nella finestra in cui vuoi incollarlo e scegli “incolla”. Fine del viaggio. ciao api.f

  18. Cedrina, Erba luigia

    Aloysia triphylla (L’Hér.) Britton – di Pietro Pavone

    Famiglia: Verbenaceae

    Area di origine: Cile

    Sinonimi: Lippia triphylla (L’Hér.) O. Kuntze; Verbena triphylla L’Hér; Zapania citriodora Lam.; Lippia citriodora Kunth

    Portamento: Arbusto deciduo, alto fino a 1,5 m, con rami angolari.

    Foglie: Le foglie, ravvicinate in gruppi di 3, sono lanceolate, appuntite all’apice, con margine lievemente seghettato, di colore verde chiaro, ricche di ghiandole secernenti un olio essenziale dal caratteristico odore di limone.

    Fiori: I fiori, riuniti in pannocchie terminali, sono piccoli, di colore viola chiaro, con corolla bilabiata, poco più lunga di 1 cm.

    Periodo di fioritura: Fiorisce in estate, da Giugno ad Agosto, talora fino all’autunno nelle regioni a clima mite.

    Coltivazione: Pianta semirustica, si coltiva all’aperto nelle regioni a clima mite, altrove in serra fredda. Predilige esposizioni soleggiate e riparate, terreno leggero, fertile, ben drenato.

    Propagazione: Si moltiplica per talea di fusto legnoso o dei rami basali in estate, per margotta in primavera.

    Utilizzazione: Introdotta in Europa nel 1794, si utilizza come pianta ornamentale in parchi e giardini per le foglie aromatiche e per la fioritura.

    Interesse: L’olio essenziale, estratto dalle foglie, è ricco di composti volatili quali geraniolo, citrale, limonene, e viene impiegato nell’industria dei profumi e dei saponi. Questa specie ha anche diverse proprietà terapeutiche, soprattutto digestive, antispasmodiche e diuretiche.
    liquore all’erba luigia

    1 lt alcool 95°
    150foglie di erba luigia
    buccia di tre limoni gialli bio
    800gr di zucchero
    1 lt acqua

    mettere le foglie e le bucce tagliate sottili nell’alcool. far sciogliere lo zucchero nell’acqua a fuoco dolce(nel bimby 10min 100° vel 2). lasciate raffreddare completamente, aggiungere all’alcool. lasciare macerare 40gg. filtrare e imbottigliare. lasciare riposare un’altro mese. fatene tanto, è buonissimo!
    raccogliete le foglie più tenere da giugno in poi, per voi fortunati più al sud anche in maggio. più verde è la foglia, più verde diventa il liquore.
    buon lavoro.

    UNA TRADIZIONE ROMAGNOLA: L’ERBA LUIGIALa leggenda racconta che il nome popolare di questa pianta aromatica sia dovuto all’omaggio che un amante della Duchessa di Parma, Maria Luigia, volle fare alla sua amata, dedicandole un liquore estratto dalle sue foglie fresche dal delizioso sentore di limone.
    Questa bella pianta originaria del Sud America vegeta rigogliosa nei climi mediterranei e specialmente nelle campagne dell’Emilia-Romagna. Le sue foglie erano utilizzate nella comune pratica casalinga dalle massaie per profumare di fresco, di pulito, di primavera la biancheria della casa.
    E’ noto che gli arbusti di questa pianta perenne sono sempre stati presenti nei meravigliosi giardini dei palazzi della nobile famiglia Rasponi di Ravenna. Ancor oggi infatti si possono ammirare molte piante di Erba Luigia nel parco del Palazzo Rasponi meglio nominato “Giardino Delle Erbe Dimenticate” situato vicino a Piazza Kennedy, nel centro di Ravenna.
    Storici del poeta romagnolo Giovanni Pascoli sono a conoscenza del fatto che quando il grande poeta lasciò San Mauro per andare a Castelvecchio di Barga portò con sé una pianta di Erba Luigia perché il profumo delle sue foglie erano una delle cose che più gli ricordavano la sua terra e la sua infanzia.

    OMMIODDIO……….ecco un altro modo di colpevolizzare le mamme.
    Mai fatto una torta per i pargoli?
    Meglio……….avrai contribuito a far contenti qualche fornaio e pasticciere…i cui figli non avranno avuto il trauma di non saper cosa mangiare.
    Come vedi i traumi dei tuoi figli saranno compensati dai non traumi di altri figli.
    Il conto torna!
    Il ruolo della casalingacuocamadreperfetta non mi si addice e le casalinghecuochemadriperfette mi stanno antipatiche.
    Ora dopo esserti sgolata per far star calmi i ragazzini della tua classe…….per rilassarti vai a cercarti l’erba mela e quella luigia…….e inebriati dei loro profumi……..i liquori e le tisane comprale già pronte.
    Ferni interessante quella sequenza di numeri che si ripetono nella tua vita……..anch’io ne ho tante…..coincidenze? Significati?……mah!!

    PS.anch’io volevo fare la fioraia, la bilbiotecaria, aprire una sala da the con libreria, l’edicolante,la contadina,la maestra, la giramondo,………..non ho fatto nulla di tutto questo………non rimpiango ………ma la strega che gira,gira il pentolon e fuoco fuoco …….quella si’mi piacerebbe!!!!!!
    2PS…..se riesci a leggere tutto il copia-incolla sei brava.
    ciao a tutte s.

  19. l’oro rosso qui in Puglia è il pomodoro, a fine agosto inizi settembre
    prima che mamma iniziasse la scuola con annesso “pendolare” facevamo la conserva per l’inverno
    cassette rosse invadevano cucina e balcone, una vera catena di montaggio,i nonni, io mamma mio fratello…la salsa era l’occasione per parlare un pò con nostra madre piuttosto “di poche parole”
    di fronte alla morbida passata, al lento bagnamaria, si scioglievano piccoli segreti, aspirazioni fugaci, battiti di cuore…la nonna sempre indulgente con i nipoti, mamma più severa sapeva subito riportarci coi piedi per terra
    “ela, gira i pomodori”..puntualmente in due/tre giorni ecco pronti quintali di salsa ma non era solo per noi, subito avveniva la spartizione e così il nostro lavoro finiva in altre cucine “che non si sporcavano mai”
    piccola divagazione ziette, lasciatela passare…
    ciao a tutti
    elina

  20. per ferni: studierò, con diligenza, i compiti per casa…
    per stella: incapace si, ma non completamente inadatta, come madre. le torte, pizzette ed annessi e connessi preparati dalla mia intrepida cognata
    e dal coniuge, che è un ottimo cuoco. almeno sapevo e so cosa mangiano i mostri! non mi sgolo mai, per fortuna ho tanta pazienza, coi piccoli del nido, ma fumo, e molto, mi sarà utile per quello, grazie, studierò anche il tuo compito!
    per elina: anche noi facevamo i pomodori in casa “semus fachende sas tamatas friscas”, le ho fatte anch’io tempo fa, nel cortile di casa, poi, lo ammetto, non riesco ad avere tempo e voglia, purtoppo. la tua descrizione coincide perfettamente con quello che succedeva da me, tutti i parenti al lavoro non solo,abitando in un cortile dove vivevano altre famiglie, si lavorava tutti insieme, giorni interi e si divideva il tutto…sento ancora il profumo della foglia di basilico che noi bambini avevano il compito di infilare nella bottiglia e la nonna, ah! la clemenza delle nonne! ciao, api.

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