se scrivendo
cedesse la parola
se contando e declinando ogni sillaba nella gola la penna
franasse la montagna di un sapere che è solo
vento nemmeno insetto o ala o suono
se incamminandomi lungo un vocabolo nella partitura di un rigo
al sorgere di una voglia trovassi qualcosa
che non fosse l’addio
ancora una volta
il malcelato addio
se costringendo nelle aste un verso irrigato del mio sangue
sfilacciata la parola deponesse il capitolo dei suoi sermoni
tutte le illusioni che ha scaraventato a cuor leggero
dentro il pozzo della nostra follia
se ancora vertiginosa l’assenza si facesse più prossima alla mano
allora
canterei la mia
morte in tutti gli abiti della voluttà.
Andare- Ludovico Einaudi

28 Settembre 2008 a 06:37
Un modo straordinario, cara ferni, per dire come la scrittura sia motivante nella tua vita. Non mi piacciono le lodi sperticate, lo sai, ma, in questa mattina domenicale, tra i tuoi versi e la musica di sottofondo, ho goduto di una piacevolissima sensazione di serenità e di dolcezza. Grazie.
28 Settembre 2008 a 07:48
amare la parola, lavorare sulla parola, studiarla, viverla nel bene e nel male questo propone la tua scrittura
non è facile il “lavoro” che svolgi ma posso dirti semplicemente che è un dono agli altri per riflettere, per crescere, per conoscere nel mio caso
sono contenta di percorrere la tua scrittura che a volte sembra darmi silenziose risposte
buona giornata
elina
28 Settembre 2008 a 17:46
mi piazzo qui, almeno non distruggo i commenti per sù…
oggi nozze d’oro, cara ferni, dei miei! posto bellissimo, paesaggi ritrovati,
grande serenità. spero così per voi….buonanotte, cara. api
28 Settembre 2008 a 18:52
grazie Api di averlo detto:NOZZE D’ORO,praticamente il paradiso dello stare insieme. Grazie per aver portato un pezzetto di questa tua felicità,ferni