Di te anima che vaga
*alessandro marcello-concerto per oboe e orchestra*
Ragazza col turbante (nota anche come Ragazza con l’orecchino di perla)-Jan Vermeer
Di te
anima che vaga
cerchi
sillabari d’armonie
e sonanti chiavistelli apri al tocco dei tuoi colori
nella grafia delle emozioni
scompagina la geometria d’ogni vacuo pensiero
e-lidi il dove
il quando
nei tratti dei tuoi mille lampi
radica nel verde del sempre
nuovo il timore della rosa confondi
il rossore di ogni pausa di vuoto
dentro l’incanto dei tuoi petali
vocali ingemma tra le mani e l’incauto sorriso di chi vorrebbe afferrarti
strappando a te il giallo sole dei sogni .
Sconcerto è il massimo tuo teorema
errore di una pausa nel salto irrefrenabile
del vento che ti anima
tu libera
senza regno e senza re-te.
4 ottobre 2008 a 07:44
una carezza intensa interiore su sensi ancora assopiti,
leggera e profonda ti ascolto, ti leggo.
mi regali un attimo di mattina serena e ventosa, grazie, ferni. api.
4 ottobre 2008 a 18:58
Quest’anima che va in cerca di armonie, ferni (e le trova … bellissimo il pezzo musicale) mi ha ricordato la Yourcenar e il suo Adriano:
“Animula vagula blandula,
hospes comesque corporis …
Piccola anima smarrita e soave,
compagna e ospite del corpo …”
Bellissima la poesia, ferni, a tratti intrigante.
“Sconcerto è il massimo tuo teorema
errore di una pausa nel salto irrefrenabile
del vento che ti anima”.
4 ottobre 2008 a 19:19
rose, ho bisogno anche di leggere e sentire te, compari spesso, fiore, mi fate star bene, trovando i vostri animi intrecciati…abbraccio ad entrambe!a.
4 ottobre 2008 a 20:10
Attenzione agli intrecci.
Come disse mio marito una volta, parlando nel sonno: “No! Il groviglio di gambe, no!” E’ uno degli aneddoti di casa, ormai.
Ciao, Antonia. :-D
4 ottobre 2008 a 21:00
rose..non “llegami” di aldomovar?
il vostro, nostro è solo un groviglio di animi, stiamo sempre a cercarne i capi del groviglio.
quì, invece, l’aneddoto di casa è: Oh, no, caro signore, io non mi nascondo dietro la penna!!!”, ogni volta che lo ricordano, mi uccidono! ah, la famigliola! bacio, fiore. oggi ferni è di riposo, le auguro buonanotte, a.
4 ottobre 2008 a 21:00
scusami, rose, buonanotte anche a te!! a.
5 ottobre 2008 a 07:14
Cara antonia, a me pare carinissima la battuta del nascondersi dietro la penna.
Temo che ferni sia presa dal trasloco dei figli.
Questi figli …
Io sono stata una pessima figlia (da giovane, almeno). Uno dei miei ricordi più tristi è me che parto, da incosciente, col mio zaino in spalla e mia madre che mi guarda dalla porta. Chissà cosa credevo di fare!
Però ricordo anche quando, molto tempo dopo, mi prendevo cura di entrambi i miei genitori, anziani e malati. Un giormo, menfre sfasciavo le gambe di mio padre (piagate dal diabete), lui disse: “Dai figliola, ti stai riscattando”. Lo disse scherzosamente, ma in effetti mi auguro di aver compensato almeno in parte le preoccupazioni che ho dato loro.
E così, cara ferni … il mestiere del genitore è sicuramente difficile.
Vorrei lasciarvi con una nota più allegra: la sapete no la battuta “I figli, da piccoli, te li mangeresti di baci e quando crescono, ti penti di non esserteli mangiati, quando potevi”.
Ciao a tutte. Buona domenica :-D
5 ottobre 2008 a 08:05
vedo che non sono stata solo io a caricare armi e bagagli ed andare via di casa, per andare dove? qui, nello stesso posto dove vivevano e vivono i miei,. per loro è stata durissima, accettarla, la mia scelta.
ma ci siamo ritrovati, per fortuna, accettando le diversità uno dell’altro.
bellissima la battuta, rose,si, è proprio così.ferni, ti sto vicina in questo momento di mamma, per quello che posso! baci, api.
5 ottobre 2008 a 11:56
Ciao Ferni! Bella questa tua poesia, quasi un dolce stil-novo.
Un saluto x quando ripasserai da queste parti. Ciao e in bocca ai figli.
5 ottobre 2008 a 13:43
Quando giò è così … profondo, mi fa quasi paura :-D Però adesso l’hai caricata di una bella responsabilità, la povera ferni ;-)
5 ottobre 2008 a 13:12
Oso entrare in punta di piedi nella bella, intensa e serena disquisizione di tante “fate”, innanzitutto per dire che la poesia o meglio l’inno che descive la “propria” e l’ “altrui” anima che vaga, rispecchia una realtà vera. Sempre siamo alla ricerca di “chiavistelli” che ci aprano alle emozioni grandi della vita “brillante” che auspichiamo e del “groviglio” che troviamo.
Tutto stà nell’equilbrio interiore che riusciamo ad ottenere in ogni nostra azione e nel ruolo che stiamo interpretando nei vari passaggi che come attori protagonisti ogni giorno “interpretiamo”…come genitori, lavoratori, figli, amanti, credenti, poeti e ogni altra nostra attività.
Tu Ferni con le tue parole “illumini” la strada facendomi-ci sentire meno solo-i rendendo un po’ più districata la ricerca dei “capi del groviglio” (come dice api) e quindi più vicino-i a ciò che auspichiamo…grazie di questo grande aiuto ;)
Un abbraccio e un saluto a tutte…e buona settimana. gio
5 ottobre 2008 a 14:24
Però poi viene da chiedersi cosa ci sia nella testa di quei genitori, vero? :-(
5 ottobre 2008 a 14:52
Cara Rose…mi hai fatto impensierire sulla “responsabilità”, ma Ferni è coraggiosa ;) voi donne lo siete molto, molto… :) :) ;)
Bellissimo il filmato, (purtroppo la mia ignoranza non mi permette di capire le parole) sono veramente “da mangiare di baci”…ci sono nipotine così dolci che conquistano il cuore e l’anima…ne conosco una ;)
Grazie “fata” Rose anche per la tua “luce” ;) …senza escludere quella di tutte le altre…
Lo dedico a voi tutte…sperando che vi piaccia :
http://www.youtube.com/watch?v=CnE4Q3uOcRM
Ciao, gio :)
5 ottobre 2008 a 16:46
Ferni, quando torni, c’è bisogno di spruzzare un po’ di spray anti insetti: api, mosche, zanzare e compagnia bella. Giò noto un certo sfottìo :) ah povere fate, povere donne….speriamo che sia femmina. :)
5 ottobre 2008 a 17:06
staccarmi da loro,vedere le loro stanze vuote è stato molto molto più doloroso di un parto.Leggere i messaggi di mio figlio più piccolo che capiva da subito, nel tragitto il distacco e la mancanza, è stato perdere un pezzo del mio corpo, e vi assicuro che ho iniziato a perderne all’età di sei anni. Con difficoltà e dolore profondo mi sono ricostruita, ma ogni volta è stato sempre più difficile:non si impara a non amare i figli, la famiglia per me sono solo loro,non ho altro. Poi certo tutte le persone che incontro e conosco mi rinfrancano e mi arricchiscono nel cammino, come spero anch’io di fare nei loro confronti,ma i figli, per una madre sono davvero prima di tutto carne, spesso carne dolorosa e anima, forza, addirittura virilità. Si cercano le risorse da ogni parte pur di riconvogliarle su loro. Non sono ancora nell’equilibrio adeguato. Vi ringrazio e vi abbraccio tutti/e,ferni
5 ottobre 2008 a 18:25
Sai ferni, mentre ero via di casa, da giovane, ho sempre avuto la certezza che in qualunque momento fossi tornata, sarei stata accolta senza condizioni e senza domande. Credo che per un figlio sia importante sentire comunque questa disponibilità nel genitore … anche (soprattutto) mentre fa delle stupidate.
Ciao, giò. Non conoscevo quel gruppo musicale. Sembrano bene agguerriti … tu però mi sa che li hai scelti per il nome ;-)
Non ho capito perchè Ilaria voglia … disinfestarci.
5 ottobre 2008 a 18:38
Ma no, era solo una battuta,penso. Si Rose anche i miei erano così e anche per questo, anche se non ho mai fatto grandi pazzie, non vedevo l’ora di vederli.Buona notte,ferni
5 ottobre 2008 a 19:40
ho scritto cose … e le ho cancellate, perché si rischia di dire cose banali … dico allora solo che ti capisco e mi spiace e per quel che vale un sincero augurio che la cose vadano per il meglio …
Un abbraccio forte. L.
6 ottobre 2008 a 11:35
“…….. l’incauto sorriso di chi vorrebbe afferrarti
strappando a te il giallo sole dei sogni .
………del vento che ti anima
tu libera
senza regno e senza re-te.”
Quest’anima che tutti cercano di afferrare di modificare ma lei è libera senza regno e senza sostegni.
Mi piacciono queste immagini di un’anima libera che non si può e non si deve imbrigliare.Vi sento forza e orgoglio.
Ferni sento la tua tristezza per il distacco dai figli.
Vorrei scrivere tante cose…….ma come Lucio sento che non servirebbero a nulla…………e come Lucio ti capisco e ti comprendo……ci sono già passata.
Ti spaccano l’anima in due.
Solo una cosa……..il tempo(frase banale ma vera) mitiga il dolore.
Del resto il compito dei genitori è quello di seminare ma il raccolto non è loro.
Hai ragione, devi ricominciare da capo per l’ennesima volta, devi ricucire uno strappo e credimi non è detto che il rammendo non sia un’opera d’arte.
Un abbraccio forte forte!
Rose, non sei stata una cattiva figlia……..hai semplicemente cercato la tua strada e comunque tu c’eri quando i tuoi genitori avevano bisogno di te.
Ti pare poco?
stella