sotto traccia
by fernirosso
© chourmo
dentro
le pareti di casa
ho trovato nascoste
parole trafitte
da un remoto
passato che si era infiltrato
nel lavabile delle tempere
Con l’unghia di un pennino e con la lingua
mai dimenticata appresa da mia madre
ho potuto tradurre quei segni
quasi indecifrabili
erano fatti
di sabbie di fiume di gesso e
sul ghiaietto ancora portavano
l’impronta sottile
un bagliore di luce una specie
di piccola pinna di pesce.
Si addensavano vane nel vano di ogni stanza
si adombravano nella cassa morta di ogni porta
senza voce non si conficcavano nel panneggio dei punti e dei fraseggi
principali e secondarie restavano silenti
nuvole lette accumulate nel prato
dietro la finestra nel cielo appeso
all’ultimo balcone ancora illeso
lentamente si trascinavano fino al mare
un codominio di sensi
l’ultima meta l’ultima fase di una frase che non sa
cosa significhi vivere
sotto traccia.


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Grazie ferni per questo post, mi hai centrato il cuore più di quanto tu possa immaginare.
Un abbraccio.
Criss
sono felice che anche tu abbia bitato questi luoghi di ..parola. Un bacio e grazie d’essere venuta qui, ne sono davvero lietissima.ferni
l’ho letta già diverse volte perchè mi ha attratto subito, forse perchè contiene parole che formano un universo e come tali non posso che avvicinarmi con profondo rispetto
non so perchè sto pensando ora “nuvole lette accumulate nel prato” ecco da bambina leggevo a mia madre le storie o spesso le inventavo, lei se ne stava in silenzio ad ascoltare, pensava a quei bambini (i suoi alunni) segnati da bruciature di sigarette, dalla violenza dei loro genitori, dalla fame che pativano per punizione, per essere soltanto vivi, vivaci
ho imparato da lei a distinguere principali e secondarie
grazie Ferni più tardi vado da Camilla, magari torna a trovarti
ciao e scusa per la divagazione