TESTI INVIATI per il CONCORSO: (H)OMBRE
by fernirosso
Maggie Taylor
Testo n.21: Progressione d’ ombra
scivola l’ ombra dalla spalla e
segue il braccio, si
ferma al gomito
allunghi un dito e la levi
sulla punta del mignolo
la guardi in trasparenza
all’ occhio la porti
un velo
che offusca la luce
una trama di grigio che s’ insinua
sotto l’ iride
e aloni si pongono intorno
cerchi su cerchi
indistinta la voce ricalca il battito delle ciglia
nell’ ombra.
che passavano oltre
c’erano anni
che crescevano nel bulbo del buio
in ogni visione
c’erano sogni
che mitigavano l’inverno
ogni assente presenza.
C’erano pensieri
che scivolavano nella sabbia
in ogni scrittura
c’erano sentieri
che scrivevano l’orario dei dolori
e
c’erano persone
così lontane in quella loro vicinanza
polveri
venute dall’altrove ombre
da luoghi dimenticati
dietro muri altissimi e porte chiuse
sbarrando il passo a tutti i suoni
ai colori del piacere
d’essere qui
in questa bianca prateria di carta
.
.
fernirosso
* * *
Si procede alla sradicazione
di tutte le ombre
come sempre mezzogiorno infuoca
anime e silenzi.
Senza battere ciglio.
Il retaggio della memoria
rassomiglia sempre di più
ad un’invernata fredda
senz’acqua
e non una sola foglia addosso.
.


Avvolta nel lenzuolo fresco di bucato
disegno mentalmente innumerevoli inizi
pagine che mai scriverò di giorno
cedo alle chiamate d’altre voci
portano lanterne in corpo d’ombre
vestono i più bei colori per la mia bambina
terra mia mai cresciuta
.
©Dave Parker- Penshurst Place-
Testo n. 17: Contro il piede della terra.
Anche d’estate aveva le sue isole
il giardino si premeva contro il muro di cinta
a nord , dove più fresca l’aria alleggeriva il giorno da quel fuoco
senza tregua il calco del peso sul molle morbido dell’erba
lanciava altrove la memoria ai piedi scalzi
un’altra dimensione di me stessa
dentro una cella d’ombre
una stazione di benessere dell’anima
dentro i pensieri nutriva il desiderio
che quei segni benefici si facessero impronta di qualcuno.
Quale di noi
disegna l’io premutosi
contro il piede della terra? Quale è
e dove si nasconde
l’orma nella sua ombra?
The Emerald Valley – Cynthia Jordan
fernirosso 8/2/2009
* * *
Winkworth Arboretum-©Dave Parker
Testo n. 16: Terra d’ombra
Sb(i)ancava i suoi trecento anni di storia
rovesciando il cielo ad ogni primavera
nel lenzuolo di terra un candore di neve riviveva di migliaia e
migliaia di nuove iridi azzurre
E tu
in quell’ombra da altro luogo
riuscivi a raggiungere il precipizio di te stesso
finalmente riuscivi a perderti
come mai ti era capitato prima.
Ecco
era per quei momenti
per quelle figure che ti vedevo crescere
negli occhi e sulla fronte in bagliori
che ancora oggi ti ricordo
la tua figura intera
nella mia terra d’ombra.
.
fernirosso 8/2/2009
* * *
RYUICHI SAKAMOTO – KOKO
Testo n. 15: Ancora l’ombra è materna soglia
Di tenebre la madre
e spoglia.
E l i d o
il vuoto
dei pensieri la vacua catena
precipita
nel lento suo andare asse
in una parete immobile nel cosmo.
Non semina di parole
né germi di tempo
sparge lungo il campo dell’ombra
tutto è irto rito nell’ eterno flusso
l’incrollabile periodo
senza passi un fiume senza traguardo
e sempre oceano l’oro senza luce nella bocca di caos.
Adagiata
agita terra candida d’ ossa antiche e premature gesta
bianco nel giorno
annoderanno genesi e tramonto
un velo
versi di incompiute parole
disposte fra le vene
negli usignoli del sangue
in tutti i luoghi
nel buio
inviolato dagli idoli.
Carta e menzogna sono solo ceneri
L’appartenenza
è l’anima scordata
la discesa di spine
il legno che brucia
in chi parte e in chi muore
crisantemi di cordoglio
segnano con la cenere
l’ade di altre albe nel cuore
e nel ventre
una spoglia
esistenza.
Vita va cullando dei girasoli la tenebra e ancora
ci conforterà materna
nell’ombra
la sua soglia.
.
fernirosso 8/2/2009
* * *
Max Richter’-'Song’, from his album ‘Songs From Before’.
Testo n. 14: Desaparecidos
Dentro al vaso
non è rimasta neanche
la fame della terra
né l’acqua e
quattro foglie
se la giocano a nascondino
tra i silenzi
di questa notte bianca
bianca e
si dice che attaccato
ai piedi di un’ombra
ci sia sempre il passo che
qualcuno entra o esce o
che semplicemente
se ne sta fermo.
La mia
ha scordato il mio nome
la mia faccia
e sconcerta fiumi di violini
come solo sottovento
muore lacrima. L’acqua.
E poi sparisce bianca
bianca anch’essa.
.
Francesca Pellegrino 07/02/2009
* * *
©Jerry Uelsmann
Testo n.13: Ombre in divagazione
ombre nel verde
stagliate a ritagliare
disegni di alieni rimandi
di antiche mendaci futilità
in rupestri scritture incise a colori
di terra e di sole sotto l’ osso,
nel vivo
scaturire della vena,
in segreti rivoli da navigare in
silenzio
lunghe si fanno le ombre
quando l’ isola appare,
l’ isola dove tutto si spegne
e tutto riarde rifatto
lavica essenza
dolore, sorriso, odio, amore.
Incorrotti.
DMK,07/02/2009
* * *
©Jerry Uelsmann
©Testo n.12: Fetale
risento frangersi l’ onda
in voci d’ acqua
riecheggiare il grido dei sassi
impietriti occhi aperti fissi
mi tagliano e scuciono in
ogni mia minima parte,
fettucce di tendini aspri e
giunture divelte dalla volta
del cielo
mi avvolgono come le fasce il neonato
e sorreggono fino alla riva
ricadendo in guizzi di dimenticate fonti
dove il buio annega irrespirato in fremito
d’ ombra.
Fetale.
Ed è allora che respiro.
DMK, 07/02/2009
* * *
Benedictus- Karl Jenkins
Testo n. 11: “Benedictus qui venit in nomine Domini, Hosanna in excelsis
Quando arrivasti dicesti che eri un profugo
dicesti che la tua storia è scritta ovunque
sulle strade della terra: ci sono segni ci sono i passi
che sono i passi delle ombre, gente mai nata, gente senza storia.
Dicesti che nemmeno tu avevi una casa, nemmeno in te stesso.
E aggiungesti che bisogna annegarla la propria storia
nella storia di ogni altro, negare la propria luce per vivere
l’ombra intera l’unica parola su cui app(r)endere la vita.
Precipitarsi dall’ultimo scalino di ogni nome
sillaba per sillaba sfarinarne l’argilla
e rinascere in vece di un albero di una nuvola di una catena
solo per pronunciare l’essenza delle cose
soffiare nella fiamma e dentro la cera le impronte
nelle macerie le vecchie caste
e di nuovo precipitarsi dall’ultimo metro della propria ombra
nell’oscura gravità di un nume che forse è solo un io minore.
.
fernirosso 04/02/2009
***
©Silvana V. – effetto specchio
Testo n. 10: I templi delle ombre
Accordi gravi bassotuba scavano
solchi circolari sul vinile di giorni
dalle ombre allungate come funi
Sfondi caravaggeschi attendono
nature vive di voci e di luci
in queste stanze di silenzi cupi
grate di finestre dai vetri opachi
Le lacrime non scendono in pianura
e seccano le ciglia su queste palpebre
radure di gramigne assolate
Le carte giocate sui tavoli dei verdi
andati cantano gli echi dispersi
nelle valli dei templi delle ombre
.
Silvana V. 04/02/2009
* * *
Max Richter – Embers
Testo n. 9: Ombre sole
Densità dei vuoti
cose che restano affisse
respiri
le correnti dei venti
la stagionale migrazione dei viventi
dei vinti.
Diresti che niente di fatto
ha una radice così forte quanto l’ombra
e ci disegna tutti.
Chiavi codici tempi timbri ritmi
segnature della voce e del pensiero che si autoimpone
i livelli della sua ignoranza.
Tutto è ciò che non sa: tutto
regolarmente resta
il resto oscuro e il metro del nostro costruire
case della migranza
corpo nella mutazione delle cose
il gesso nel calco
calce nell’anonima edizione che redige e pubblica
il canone e la costante variazione.
L’inizio ancora la fine.
Tutto il resto
ombre sole.
.
fernirosso 04/02/2009
* * *
“Non possiamo vivere che nel frammezzo, esattamente
sulla linea ermetica di condivisione dell’ombra e della luce.
Ma siamo irresistibilmente gettati in avanti.” -René Char
©leonora carrington
Testo n.8: Il lume
C’erano ombre in quella stanza disadorna
e un vecchio lume abbandonato
A un passo dal sogno l’avevo scelto
fantasticavo sul tempo trascorso
Vestito di attese
subito consegnato ad un mago d’effetti speciali
ora mi fa compagnia regalandomi cento
soste alla mia attenzione.
.
Elina 04/02/2009
* * *
Max Richter – On the Nature of Daylight
Testo n. 7: Come ombra salda
E così mi ritrovo : sogno
dentro un corpo abbandonato sulla sedia
ad aspettare che faccia giorno
che l’altra me si svegli ed esca
da qui
da questa specie di vestibolo
dall’ombra dove la vita è solo una scena
una pioggia di cose immagini cresciute
in quella bocca spalancata dove caos sputa i suoi due denti
davanti
a chi sta rinunciando a vivere
sta rinunciando ad essere
qui e qualcosa.
I miei capelli sono fili
matassine di spago colorato
e ho i capelli bagnati
i vestiti attaccati alla pelle
così tanto che non posso più sfilarli
posso solo dire che apro gli occhi e
mi vedo
dentro questo ingombro di pensieri nell’atrio.
Agli antipodi di me stessa
una voce sale alla mia bocca.
Il tuo nome
come ombra salda.
.
fernirosso 03/02/2009
* * *
© TATLIN NET- dedicato a Gaetano Bevilacqua
Testo n.6: Ti ho cercato ovunque
nelle segnature sulla lastra
acidi e acqua tu sei stagioni di richiami
un calendario interiore interrato
nei morsi e nel pugno
la mano che preme e il bulino che rode
l’anima freddata
l’occhio nel vetro dietro lo sguardo un passo annidato
nel silenzio altrove.
.
fernirosso 03/02/2009
* * *
Testo n.5: In ombra. Un abbozzo appena.
In ombra, un abbozzo a(p)pen(n)a
scrivere parole friabili
pane
senza burro né marmellata.
Gettare le alt(r)e luci
in raccolte notti senza stelle
giorni d’abbandono.
Praticare la distanza
un libro che scrivo ogni giorno
afferrando l’ultimo sospiro.
Elina 03/02/2009
* * *
© GAETANO BEVILACQUA- acquerello
Testo n.4: Valico d’inverno
Gemme
candore
germogli di neve
inattese pennellate
alberi senz’ombra
fiocchi di brina.
Trama sussurrata linea
di spartito muto nel valico
soffio d’inverno
di silenzio
e brezza
colma di spazio.
Ali posate
carezza
opali sulla curva
orizzonte in attesa graffiti
di profili contorni
sfumati
verde della nascita.
.
Api- 03/02/2009
* * *
© Mehmet Ozqur

Testo n.3: Il terzo co(r)vo
Il terzo cor(v)o è un covo di silenzi
un coro di perdite: ombre.
Sto qui nella sala d’attesa.
Sto aspettando la tua morte.
Sto aspettando una resurrezione.
Aspetto.
Mesi come secoli
guarigioni di dolore
la carne mia tua
nell’ombra fattasi sfitta
ci nasconde l’attesa.
E’ lì, acutissimo e sottile,
un passaggio nella cruna
il nostro co(r)vo.
.
fernirosso 03/o2/2009
* * *
Testo n.2: Come punta di penna
Hai soffiato sul lume
il respiro si è fatto lento
il passo incerto come punta di penna
ora scricchiola sulla carta
Traccio un cerchio sulla scena
piombata nell’ombra
attorno emergono figure, campi, alberi e
in uno spicchio tra le case mia madre al pozzo.
Un attimo, non posso usare la voce.
E l’ombra avanza liquida e gli oggetti fanno rumore.
Ancora disegno contorni di fumo
basta il tuo respiro ad accendere il lume.
Elina 01/02/2009
* * *
© Silvana V.- Chiari del bosco tra le mie ombre

Testo n.1: Ombre e luci
Fra ombre e luci nelle macchie
quanti occhi – le sfumature
del verde – corrono in cangianti
gamme sotto i miei passi
Più chiara la parola nera
sull’orto bianco del foglio
sorregge un re d’inchiostro
quando l’asparago – fra aculei e rovi -
silvestre in controluce di sole
si cela nell’abbagliante riflesso
fra le perfette tele del ragno
Fra luci e ombre nelle macchie
chiamo all’appello le sillabe
assenti del mio alfabeto
per cantare ai sordi
senza muovere le labbra
.
Lucilla/Silvana V. 6/05/06; 31-01-2009














la foto mi ha ricordato un filmato, che ho portato tempo fa, che includeva uno scritto della Zambrano, intitolato Chiari del bosco.
La data mi fa ricordare che è molto, tempo che ormai ci frequentiamo, in un modo o nell’altro e, ciascuna, ha condiviso dell’altra, ombre e luci della vita.Insomma siamo molto più appartenenti l’uno all’altra di quanto si immagini. Non ti pare?Grazie per l’invio, fammi sapere con quale nome vuoi venga pubblicato il tuo testo.ferni
a te la prima battuta, Lucilla, del nuovo gioco!
e questo tuo rimbalzare dentro boschi e le sue sfumature di verde, ombrati, è davvero un camminarti accanto, nel tessere ragnatele di parole, per un attimo, mute, nel cercare la loro musicalità adatta. api.
Sei davvero un’amica incontrata alla luce del monitor! :) Sì nel 2006 ci siamo conosciute di persona, ma negli scritti anche prima, forse un anno prima…Poi vedi, ti ho ricordato anche la filosofa spagnola, inconsapevolmente, ma è così che accade. Il nome va bene come l’hai postato: Lucilla / Silvana V.
Silvana: mai nome fu più appropriato. Ciao!
Oh Api sei qui? Grazie della gentilezza. La gentilezza ecco, fu tramite questa poesia di Naomi Shyab Nye che Ferni mi contattò via e-mail in altro luogo, iniziò così: una parola tira l’altra come le ciliegie!
Molto bella la tua poesia elina. Sta cambiando, di giorno in giorno, la tua scrittura, sta prendendo corpo una misura personale della percezione. Bravissima.ferni
leggera come piuma e racchiusa come antico in goccia d’ambra, elina! bella! api.
Bellissime ombre e chiari/scuri, Complimenti a tutte. r
ciao rose, rimani qui con noi
un abbraccio,Elina
ehi, rose! finalmente rieccoti!
ferni, come sempre il gioco delle parole s’intrecciano al corpo di chi ti legge. sembri funambola su corda tesa nell’aria scura della sera. api.
bellissime le ombre di Ferni e Antonia
grazie per le vostre scritture,Elina
Ombre come spiriti, forse, Ferni…sarà la circostanza ma mi ha fatto pensare a Eluana…
Api un ombreggiare paesaggistico e silenzioso di versi in verticale!
Belle entrambe.
Ciao Rose, ciao a tutte! Lucy.
dove credi di nasconderti Rose, perdi pet-ali dovunque,ti troverei lo stesso.
Come stai? sei guarita? Baci per il sistema immunitario.ferni
GRAZIE FERNI, ora è proprio bella
voglio conservare entrambe le versioni..ci sarebbe ancora altro da dire
sì sento di avere altro ancora da far crescere in me
Elina
non ho fatto molto, l’ho fermata un attimo prima, appena prima della fine, e ho aggiunto la tua nota a penna…Ciao Bella!,ferni
bellissima l’ultima di Ferni, grazie
” Il tuo nome
come ombra salda. ”
Ombra salda sembra un ossimoro, cara ferni, eppure c’è tanto di concreto in tutta la tua poesia unica e speciale come sei tu.
Elina, diventi sempre più brava. !
Oggi qui è un giorno di primavera, ma è solo un passaggio.
ciao Lucy anche qui è quasi primavera
Camilla ha scritto una poesia piena di luce..per me
certo Ferni è speciale
ma dove l’hai mandata? me lo dici? devo cercarla? ciao elina,ferni
Complimenti ragazze le vostre “hombre” sono tutte bellissime.
Ognuna lascia una traccia in chi vi legge.
Ad hoc anche le immagini.
Un saluto
stella
ciao Violetta/stella come sono contenta di leggerti
mancavi in queste stanze, sì questo percorso è molto bello, fatto di tracce… di noi, le immagini le sceglie la padrona di casa..naturalmente
dai scrivi anche tu
mamma oggi mi ha sorpreso, ha scritto una pagina che non pensavo..
Camilla c’è posto anche per te le ho detto, ci hai provato?
mi ha consegnato una carta scritta fitta fitta, per ora la conservo qui
forse più in là…
bacio a tutte e ancora grazie Ferni per l’incontro di ogni giorno,Elina
aspetto le ombre di Stella…ma può una stella produrre ombre? Ma! Staremo a vedere.
Aspetto acnhe le fitte note di Camilla, sulla carta ombre d’inchiostro.baci a tutte.ferni qui e lì
Nota per Api:sono spiacente ma non pensavo che volessi pubblicare qui un commento apparso altrove. Ora appare ancora in quella veste e in quel post. La prossima volta,se intendi renderlo pubblico, invia ogni pezzo come viene indicato in precedenza, altrimenti non me ne accorgo e non lo prendo in considerazione.ferni
Passo di qua e porto un saluto a tutte. Che succede? Siamo ferme?
si direbbe di si.forse, si è in…ombra ed è profonda. Grazie del saluto,ferni.
Sai niente di Rose? E di Daniela? Sono sparite.
No, non so niente e non ero in contatto privato con loro….ciao!
un’iniziativa che mi paice tantissimo .
posso anche io?
vi saluto anch’io, qui oggi c’è un bel sole e …sono certa che arriverà qualche nuova ombra
un sorriso grande a tutte
bacio da Camilla che, stranamente, mi ha appena telefonato in ufficio,Elina
Ma certo Francesca,il passo ora è libero. Non sarai più in moderazione, a meno che non ti faccia viva tra molto tempo. Se vuoi inviare i testi usa l’indirizzo di CARTESENSIBILI, te lo lascio qui:
cartesensibili@live.it
Perchè non fai anche un salto in quel blog, ha scritto Viola Amarelli, un breve brano inedito di prosa e poi sto raccogliendo amici. Bacio,ferni
anche qui nuvoloso, ma indeciso se rischiare un po’ di luce oppure passare,un’altra mano, un altro giro d’ombre.
Caioad entrambi,spero che l’ombra dell’influenza mi lasci, non sto proprio niente bene e tra poco ho due ore di lezione e chissà quante di una riunione che proprio non vorrei fare.bacio,ferni
Grazie Lucy, staremo a vedere, semmai farò una chiamata per sentire se stanno bene.ferni
Qual è il problema, ragazze? Mi sono affacciata sia qui che su carte sensibili un paio di giorni fa. Non sempre si hanno tante cose da dire, ma mi fa piacere vedervi attive, anche se un po’ ombr-ose. Un caro saluto a tutte. r
ero in pensiero per la tua salute, ora sono io ad avere l’influenza! Un mal di gola terribile e la testa piena,le ossa fracassate ma niente febbre,solo qualche brivido.Così vado avanti.Forse non è tempo che cada ammalata.Bacione,ferni
Sono contenta che il cono di luce si sia allargato! Belle le ultime poesie postate! Un saluto a tutte, mi piacerebbe leggere anche un h-ombre nel senso lettarario del termine.
a quanto pare sono impegnati in altre faccende.Cosa vuoi che ti dica.Già pochi entravano in queste stanze, ora meno ancora dicono qualcosa. Ciao Lucilla. la parola deve essere qualcosa che ha natura femminile. implica una gestazione e una nascita,forse per questo sono sempre di più le donne che la scambiano come pane lievitante.ferni
Sfondi una porta aperta, Ferni! Cerca di guarire, ciao!
belli belli gli ultimi contributi
leggerli tutti ascoltando la musica riempie una giornata..piovosa
buona guarigione, non stancarti troppo
[...] Vai alla Fonte [...]
se questa pagina fosse stata di carta sarebbe tutta sottolineata con i colori che il tempo richiede
bellissima lettura
ciao alla padrona di casa
elina