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(ap)punti dall'arte

Month: gennaio, 2009

Dal sito del CORRIERE DELLA SERA

http://www.corriere.it/salute/08_febbraio_08/morbo_di_morgellons_238619a4-d666-11dc-88e3-0003ba99c667.shtml

ai malati spuntano fibre dalla cute che li costringono a grattarsi fino a sfregiarsi

Usa: il mistero del morbo di Morgellons

Bollato fino ad ora come patologia psichiatrica sarà oggetto di studio presso il Cdc di Atlanta

ATLANTA (USA) – Per anni erano stati bollati come dei pazzi. Ma ora sarebbero stati riconosciuti semplicemente come i portatori di una malattia sconosciuta. Una sindrome che fa spuntare dalla pelle fibre colorate sconosciute e granuli neri, con un prurito tale che le persone colpite si grattano fino a sfregiarsi. Sintomi lamentati da migliaia di americani e che ora potrebbero essere riconosciuti portatori di una patologia specifica: il morbo di Morgellons.

LA MALATTIA – Il morbo di Morgellons, bollato per anni dalla comunità scientifica come una patologia psichiatrica, è ora oggetto di studio da parte dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l’organo statunitense di ricerca e prevenzione della malattie.Lo studio, condotto in collaborazione con la divisione di ricerca del consorzio medico “Kaiser Permanente” della California del nord, va a colmare anni di fenomeni di autoaggregazione spontanea di persone colpite dagli stessi sintomi. La maggior parte dei pazienti, liquidati come matti e accusati di procurarsi da soli le lesioni, si è riunita dal 2002 in una fondazione, la Morgellons Research Foundation, creata da Mary Leitao, che ha anche coniato il nome del morbo su una patologia simile descritta nel 1600. Il sito della fondazione ha 11.000 iscritti, la maggior parte abitanti in California, Texas e Florida: lamentano tutti strani fenomeni della pelle come forte prurito, granuli catramosi e filamenti bluastri, rossi e traslucidi che emergerebbero dalle lesioni. In molti hanno ricevuto la diagnosi di «allucinosi parassitaria», l’ossessione di essere invasi da parassiti.

NUOVO STUDIO – La patata bollente è passata infine ai Cdc che, spiega Michele Pearson, esperto dell’agenzia americana, hanno deciso di occuparsi di questa «condizione cutanea sconosciuta», dopo aver ricevuto molte richieste di intervento, in media cento al mese da novembre 2006, da parte di cittadini e medici, ma anche membri del Congresso. I pazienti coinvolti nello studio, il primo finalmente condotto per scoprire cause e trattamenti del morbo di Morgellons, si sottoporranno a esami medici, dermatologici e psichici, inclusi esami del sangue e biopsie cutanee. I primi risultati per risolvere il mistero si aspettano per la fine dell’anno. Precedentemente ci aveva provato Randy Wymore, del Centro per lo studio del morbo di Morgellons della Oklahoma State University’s Center for Health Sciences di Tulsa, raccogliendo le fibre che uscirebbero dal corpo dei pazienti e sottoponendole ad analisi nel laboratorio del dipartimento di polizia di Tulsa. I filamenti sono stati confrontati con i 90.000 composti presenti nel database del laboratorio, senza trovare nulla di simile. Le fibre, bruciate a 700 gradi, si sono annerite ma non distrutte.


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08 febbraio 2008

ANCORA UN OSPITE PER RIZZARE OCCHI E ORECCHIE: MATRIX?!

venerdì, aprile 25, 2008

L’Aeronautica militare ti vuole L.O.V.: diffusione aerea di impianti biologici nel cibo, nell’acqua, nell’aria (di C. W. Palit – Prima parte)

L’articolo che abbiamo tradotto è stato elaborato da una ricercatrice sagace e lungimirante del fenomeno “scie chimiche”, Carolyn Williams Palit. Basandosi soprattutto sugli studi di scienziati come Castle e la Staninger e su documenti in parte declassificati, la Palit giunge a conclusioni plausibili sul vero scopo delle chemtrails, ossia il controllo della popolazione mondiale, per mezzo della distribuzione un po’ in tutto il globo di microsensori che funzionano alimentati dai raggi ultravioletti. Ciò ci permette di comprendere per quale motivo gli avvelenatori stiano completando la distruzione dell’ozonosfera e di capire che, in nessun modo, essi stanno tentando di creare uno schermo contro le radiazioni solari, come ventilato ingenuamente da qualche ricercatore. Sono comunque temi illustrati dalla Palit con chiarezza ed incisività in uno studio che, senza tema di apparire iperbolici, giudichiamo fondamentale e di vitale importanza.

Bisognerebbe acquisire familiarità con il documento “Weather As a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025”, un capitolo delle previsioni future. Le persone preoccupate circa le operazioni di aerosol in tutto il mondo nell’atmosfera e definite “scie chimiche”, spesso si riferiscono a questo testo come un’evidenza in grado di dimostrare che le forze armate statunitensi sono coinvolte nelle operazioni di irrorazione per il controllo del tempo.

Izakovic Rolando, Amy Worthington e Scott Gilbert hanno esplorato il problema nei particolari. Mentre è ovvio che il tempo è manipolato con queste operazioni, le applicazioni militari attuate sono considerate di minore rilievo. Il concetto che le scie chimiche servono a ridurre il riscaldamento globale sembra essere la solita vecchia storia di copertura.

Lydia Mancini ha indagato alcuni degli aspetti delle scie chimiche in relazione al controllo mentale, ma penso di aver trovato una delle tessere finali del mosaico: l’aeronautica militare statunitense ha studiato come diffondere sensori nanometrici tra la popolazione per mezzo del cibo, dell’acqua e dell’aria, di modo che questi sensori penetrino nell’organismo.

I ricercatori hanno raccolto prove che le scie chimiche contengono non solo germi, ma anche metalli, cellule di sangue, sedativi, sostanze cristalline, sali di bario ed un tipo di fibra di polietilene e silicio.

Recentemente la dottoressa Hildegarde Staninger, tossicologa ed il dottor Michael Castle, chimico e attivista, hanno unito le loro forze per determinare se le nanofibre che fuoriescono dalla pelle dei malati di Morgellons e le nanofibre delle scie chimiche sono correlate.

I pazienti affetti da Morgellons presentano nanofibre di colori differenti che fuoriscono da piaghe che non guariscono. Le fibre di ricaduta delle scie chimiche sono simili. Sono su di te e nella tua abitazione e si possono vedere con una luce fluorescente nera. La luce ultravioletta le fa brillare. Usa anche una lente di ingrandimento, per vederle.

I filamenti, campioni di tessuto prelevati dalle vittime del Morgellons e campioni delle fibre delle chemtrails, sono stati inviati nei migliori laboratori degli Stati Uniti: AMDL Inc., ACS, Inc., MIT e Lambda Solutions. Il dottor Castle e la dottoressa Staninger hanno chiesto a questi laboratori di identificare le fibre. La dottoressa Staninger ha inoltre determinato che i filamenti del Texas coincidono con quelli analizzati in Italia.

Le fibre delle scie chimiche sono una specie di filamenti pre-Morgellons. Le fibre del Morgellons sono più sviluppate, ma sono correlate ad un tipo di nanotecnologia.

Assistiamo ad un’invasione dei tessuti umani nella forma di nanotubi, nanofili, nonostrumenti, in grado di autoassemblarsi, autoreplicarsi insieme con sensori o antenne e capaci di trasportare frammenti di D.N.A. ed R.N.A. geneticamente modificati. Queste nanomacchine proliferano in un ambiente alcalino ed usano l’energia dell’organismo, i suoi minerali ed altri elementi non identificati come alimentazione.

Esiste un’evidenza che suggerisce che queste nanomacchine ospitano al loro interno delle batterie. Si ritiene anche che siano in grado di ricevere specifiche microonde, segnali EMF ed ELF. Alcuni malati di Morgellons riferiscono che queste nanomacchine hanno una sorta di intelligenza di gruppo.

E’ possibile che le fibre delle scie chimiche diventino nanoparticelle? La dottoressa Staninger pensa di sì. Le nanoarticelle possono passare attraverso le barriere del sangue nei polmoni, entrare in circolo e raggiungere il cervello o altri organi del corpo. Jim Giles afferma: “Le nanoparticelle, piccoli grumi che potrebbero essere usati per rendere i circuiti dei computers più veloci e per migliorare l’assorbimento dei farmaci, possono raggiungere il cervello dopo essere state inalate”.

La Staninger ritiene che queste nanoparticelle siano in grado di assemblarsi dopo che hanno raggiunto il cervello o altri organi. Ella afferma che noi mangiamo questa nanotecnologia. È nel cibo, nelle piante e negli animali. Ricorda anche che le nanoparticelle replicano il D.N.A. dei germi con cui vengono in contatto. Ciò determina un aumento delle malattie. Un tipo di nanofilo è implicato nella creazione di pseudo-capelli e di pseudo-pelle. Queste proteine, in grado di replicarsi, creano anche forme chimeriche, simili ad insetti o a parassiti. Nascono pure dei bambini con queste nanomacchine nel loro organismo e ciò è la prova che questa tecnologia può oltrepassare le barriere protettive.

Il dottor Castle ha stabilito che almeno 20 milioni di Statunitensi hanno questi sensori, antenne fili e strumenti nel loro organismo. Il Morgellons si diffonde con una media di mille casi al giorno. La media è destinata a crescere nei prossimi anni. Le persone che non manifestano sintomi del Morgellons possono avere comunque una malattia non conclamata. Si ritiene che il sintomo principale sia l’espulsione di fibre dalla pelle. Se non si manifestano sintomi, vuol dire che il tuo organismo si sta abituando all’aggressione.

Clifford Carnicom è uno scienziato esperto in geodetica, matematica, informatica e fisica. Ha lavorato per quindici anni con varie agenzie: DOD, Forest Service and The Bureau of Land Management. Egli studia ciò che molti ritengono essere una conseguenza delle scie chimiche, ossia l’aumento dell’alcalinità dei suoli del pianeta. Documenta l’incremento di calcio, magnesio, bario e potassio nell’acqua piovana. E’ interessante che J. Walleczck del Lawrence Berkeley Laboratory ha stabilito, nel 1991, come gli ioni di calcio favoriscano il trasporto di elettricità nelle membrane cellulari a livello molecolare.

Carnicom documenta anche che gli alti livelli di sali nei suoli sono dovuti alle scie chimiche ed essi rendono la terra più elettroconduttiva. Queste sostanze sono facilmente ionizzate dalla luce ultravioletta e stanno causando un aumento degli ioni positivi nell’atmosfera. Questo non è salutare per gli esseri viventi. Egli ha rilevato le stesse anormalità nel sangue tra i pazienti di Morgellons.

La terra e tutti i suoi abitanti sono ora un ambiente favorevole per queste nanotecnologie che prediligono un ambiente alcalino, adatto per usare la bioelettricità e per sensori, antenne e strumenti in grado di autoreplicarsi ed autogenerarsi all’interno degli organismi viventi.

Ciò ci porta ad un altro documento dell’Aeronautica denominato: “Hit ‘Em Where It Hurts: Strategic Attack in 2025”. Questo testo merita un’indagine accurata, poiché descrive come impiantare nella popolazione “invisibili sensori biologici che sono più sottili di un capello umano”, diffondendo queste macchine nel cibo, nell’acqua e nell’aria ed usando agenti umani all’uopo.

Il resto lo si trova qui con corredo di immagini da youtube:

http://www.tankerenemy.com/2008/04/laeronautica-militare-ti-vuole-lov.html

OSPITALITA’- Scie chimiche a Gaza

Dal sito di cui riporto il link:

http://www.tankerenemy.com/2009/01/scie-chimiche-gaza.html

Un gentilissimo lettore (Grifaldo) ci ha mandato una fotografia che immortala delle inconfondibili scie chimiche nei cieli di Gaza. Un altro amico (Gliadiator) ci ha inviato la mappa satellitare della regione in cui si notano lunghissime chemtrails. E’ evidente che non sono aerei di linea che volano ad 11.000, così come ci viene sempre raccontato.

Gaza è l’enclave palestinese dove, in questi giorni, viene perpetrata un’immane carneficina della popolazione, a causa di un conflitto orchestrato dai sinarchisti e che dovrebbe essere il preludio, nelle intenzioni dei globalizzatori, di una guerra di più ampia portata. Giustamente molti lettori si chiedono che senso abbiano le scie tossiche in un teatro bellico.

Ricordiamo che Israele ha sferrato una micidiale offensiva con un esercito fra i più tecnicamente avanzati nel mondo. Lo stato sionista attacca con carri armati, elicotteri, droni, caccia, massacrando civili e soldati palestinesi, anche con l’impiego di bombe al fosforo e letali armi di ultima generazione, ma, per localizzare i nemici nei bunker e nelle roccaforti, usa la polvere “intelligente”, ossia dei microcomputers in grado di ricevere e trasmettere dati. Sono nanostrutture, collegate in una rete senza fili, con cui si possono individuare obiettivi militari per poi neutralizzarli. La “smart” dust, che fu già adoperata durante la prima guerra del Golfo per localizzare le truppe irakene, una volta diffusa nell’ambiente, funge da sistema di rilevazione.

Molti si domandano per quale motivo questo pulviscolo di microsensori sia disperso anche in nazioni in cui non si combattono guerre: come abbiamo già spiegato, la “smart” dust serve a controllare ogni persona, i suoi spostamenti, le condizioni biologiche etc. Ricordando, come osserva Bojs, che la popolazione della terra è il bersaglio, si comprende che i militari intendono, in modo surrettizio, soggiogarla diffondendo negli organismi umani, negli edifici, nelle strade, dappertutto, nanosensori le cui informazioni affluiscono, per le gestione dei dati, a piattaforme, alcune delle quali satellitari. Insomma, si vuole creare una ragnatela invisibile in cui invischiare i cittadini, ridotti ad androidi.

Questo è il progetto esplicitato nel documento parzialmente declassificato Air force 2025, documento studiato e divulgato dalla valentissima Carolin Williams Palit. Per i militari tutti i popoli del pianeta sono nemici: ecco perché l’invasione dei microelaboratori è pressoché globale.

Le macchine stanno per prendere il sopravvento?


Vi mando questa foto presa da Repubblica.it che mostra il volantino che gli israeliani stanno lanciando (insieme alle bombe) su Gaza.

(Il testo, in arabo, recita: “Agli abitanti dell’area. A causa delle azioni terroristiche che alcuni gruppi terroristici compiono dalla vostra zona, le forze di difesa israeliane hanno dovuto immediatamente rispondere nella vostra area. Per la vostra sicurezza, vi si chiede di sgomberare immediatamente la zona”).

A parte il riferimento a guerre psicologiche o comunque ad aspetti strani della faccenda (gli stessi che li bombardano, dicono di scappare. Credo che se lo immaginino anche da soli che è il caso di scappare…), ho notato il cielo. E’ piuttosto evidente l’uso di scie chimiche anche sopra Gaza ed ho pensato: “Come mai fanno sopra Gaza quello che fanno sopra Firenze?”.

Io e voi meglio di me, so che probabilmente c’è di mezzo un qualche mega-radar o la smart dust o tutte e due le cose insieme, ma personalmente metto questa foto fra le mie top 5.

Non dimostra assolutamente nulla (della serie: i soliti negazionisti diranno che è condensa o che sono velivoli militari da guerra con carburanti speciali ), ma per chi va oltre il discorso “condensa”, può essere una foto che fa capire molto.

Lsscio anche un altro link, perchè siano più d’una le fonti

http://sitoaurora.splinder.com/post/19500235/Riusciamo+a+vedere+i+vostri+te

no matter what do you do

Benny Benassi – No Matter What You Do

http://www.youtube.com/watch?v=qxmoSvLO2Bg

NB. Poichè chi ha postato il video in youtube poi non ha concesso di esportarlo, lascio il link per vederlo in youtube.Visto dall’inizio alla fine mi ha ricordato una parte ,la riabilitazione di Alex, il capo dei drughi, di  un film storico: Arancia meccanica, di S. Kubrick.  Preveggenza la sua?

Tell me what your spirit says
show me what you pray
teach me every single part
I’ll be your guide
you are a prisoner
looking for to be..
you can change your face
but can’t change your mind
no matter what do you do
no matter what do you do
no matter what do you do
no matter what do you do
no matter what do you do
no matter what do you do
no matter what do you do

Tell me what your spirit says
show me what you pray
teach me every single part
I’ll be your guide
you are a prisoner
looking for to be..
you can change your face
but can’t change your mind
no matter what do you do
no matter what do you do
no matter what do you do
no matter what do you do
no matter what do you do
no matter what do you do
no matter what do you do
no matter what do you do

*

No, non ha alcuna importanza ciò che fai.

Ammazzati di canto

ammazzati di movimento

sbattiti a destra poi rivoltati a sinistra

in su e in giù

ammazza il tuo vicino per lo schianto

del tuo sesso liberato in scena

a gesti e parole

a sospiri e grida che sanno di falso sentire.

Tutti uguali tutti fratelli

questo piccolo mediatico show ci rintrona

su falsi specchietti per allodole e fringuelli.

No non importa ciò che fai

se  prostituisci

per avere successo sopra un cubo di denaro

quel minuscolo te stesso che ancora non sai

quali abiti indossi e come si riveste di se  e di ma in un io

che spicciola la noia di chi  guarda

si consuma in stupri e droghe distribuite a buffet

in rave che distruggono in tempo irreale

tutto ciò che era umano un tempo

nel tic e nel tac di un minuto.

Non importa no non importa

assolutamente non importa

polveri sottili sedimentano dentro il cervello

e guasti  sotto il piede della gente

ne moritificano l’origine  ne rendono più simile la fine

il traguardo comunque  comune.

Fatti noi fummo per vivere?

E come bruti?

No non importa la minuscola partita

giocata in rete è da sempre la vita.

Non importa ciò che ognuno fa o recita di fare

tutto è solo un palco

e unico responsabile di scena di questa

o di ogni altra ora è il tempo

a cui non importa

non importa chi assolvere o chi no.

Tutti ci uguaglia tali e quali alla misura di una paglia

e taglia…dio o io come taglia!

Ancora mio padre alla stazione

Lord of War-Ost- Antonio Pinto

Andavamo a contare i treni

come se  a  guardarli sfilare da sotto

gli occhi fossero dentro

il viaggio

dentro quel moto perpetuo

andare e venire davanti

a quella inutile stazione

dove scendevamo solo noi

alle ore più assurde

all’una di notte quando gelava o

alle due del pomeriggio

quando il sole ti spaccava le ossa

e i pensieri naufragavano in un mare di sudore

dritti addosso alla spalla del ponte e contro il fiume

l’isola ce l’avevo un quarto alle sei

in un’ombra d’acqua sopra le testa

e il tuo volto che rideva davanti al mio

non ancora come te

vecchio solo

con l’unico gioco da giocare insieme

quella ferrovia di ricordi da vivere

miniatura dei tuoi viaggi

quelli che ti avrebbero portato

lontanissimo da me.

effetto far-falle

sto

con gli occhi spalancati

retina che pes(c)a   luc(c)i    luminosi

questo mo(n)do    senza           (d)io

per trascinarlo in luoghi che non so ri(n)tracciare

sta(n)no dentro l’illusione

il gioco ad effetto

far-falle      dentro

nel corpo che si svuota

(a r) r  e nd end osi

album Herbert- ancora in corso d’opera

ZDZISŁAW BEKSIŃSKI

Io e il mio maestro

Lupi

Bottom- Bottoni

Gli antenati

Il bacio

Autoritratto

Rafal Olbinski

Autoritratto

Lo specchio del tempo

*    *     *

Jacek Yerka

Mittle Europa

Febbre

fuori percorso (salvato per me)

I dinosauri- Le agendine

copertina

stazione di Rovigo

Rafal Olbinski

lettere verso l’Europa

l’amico

MAI PIU’UN NOME per (OGN)UNO

Il Mio Nome E’ Mai Più

Io non lo so chi c’ha ragione e chi no
se è una questione di etnia, di economia,
oppure solo pazzia: difficile saperlo.
Quello che so è che non è fantasia
e che nessuno c’ha ragione e così sia,
e pochi mesi ad un giro di boa
per voi così moderno

C’era una volta la mia vita
c’era una volta la mia casa
c’era una volta e voglio che sia ancora.
E voglio il nome di chi si impegna
a fare i conti con la propria vergogna.
Dormite pure voi che avete ancora sogni, sogni, sogni

Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più…

Eccomi qua, seguivo gli ordini che ricevevo
c’è stato un tempo in cui io credevo
che arruolandomi in aviazione
avrei girato il mondo
e fatto bene alla mia gente
(e) fatto qualcosa di importante.
In fondo a me, a me piaceva volare…

C’era una volta un aeroplano
un militare americano
c’era una volta il gioco di un bambino.
E voglio i nomi di chi ha mentito
di chi ha parlato di una guerra giusta
io non le lancio più le vostre sante bombe,
bombe, bombe, bombe, BOMBE!

Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più…

Io dico si dico si può
sapere convivere è dura già, lo so.
Ma per questo il compromesso
è la strada del mio crescere.
E dico si al dialogo
perchè la pace è l’unica vittoria
l’unico gesto in ogni senso
che dà un peso al nostro vivere,
vivere, vivere.
Io dico si dico si può
cercare pace è l’unica vittoria
l’unico gesto in ogni senso
che darà forza al nostro vivere.

Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più…

Ora che non sono più innamorato-Il tutto è falso

Nell’anniversario della morte ricordo G.Gaber, per averci lasciato qualcosa su cui fermarci a pensare.

Ora che non son più innamorato
ora che non sei più innamorata…

Ora che non ho più quelle emozioni
che non corro più a casa per svegliarti
nel pieno della notte
ora che tutto si svolge di mattina
quando a letto mi porti contro voglia
un po’ di caffellatte.
Gli occhi gonfi e stanchi, lunghe e faticose discussioni
forse niente di sincero
sempre mezza nuda, senza più pudore
senza più nessun mistero.

Com’è tutto più giusto, com’è tutto più vero
come ha più senso, come ha più valore questo nostro…

Ora che non c’è niente da scoprire
non abbiamo nemmeno una gran voglia
di fare l’amore
ora che ho quasi un senso di fastidio
se sento le tue braccia, le tue gambe
se ti sento respirare.
E quando sei ammalata con la fronte calda, ti lamenti
sì per farti compatire
mi alzo un po’ assonnato, cerco un’aspirina, ti accarezzo
fingo di soffrire.

Com’è tutto più giusto, com’è tutto più vero
come ha più senso, come ha più valore questo nostro…

Ora che noi ci siamo anche traditi
e che sono successe tante cose
che non potevo immaginare
quanto abbiamo sofferto e faticato
per arrivare a capire che domani
ci potremmo anche lasciare.
Quanta resistenza e quanta esagerata insofferenza
qualche volta anche per niente
e questa strana unione che ogni giorno si trasforma lentamente.

Com’è tutto più giusto, com’è tutto più vero
come ha più senso, come ha più valore questo nostro…


“Questo mondo corre come un aeroplano e mi appare più sfumato e più lontano.
Per fermarlo tiro un sasso controvento ma è già qui che mi rimbalza pochi metri accanto.

Questo è un mondo che ti logora di dentro ma non vedo come fare ad essere contro.
Non mi arrendo ma per essere sincero io non trovo proprio niente che assomigli al vero.

Il tutto è falso, il falso è tutto.
Il tutto è falso, il falso è tutto.

E allora siamo un po’ preoccupati per i nostri figli, ci spaventano i loro silenzi, i nostri sbagli.
L’importante è insegnare quei valori che sembrano perduti con il rischio di creare nuovi disperati.

Il tutto è falso, il falso è tutto.

Non a caso la nostra coscienza ci sembra inadeguata quest’assalto di tecnologia ci ha sconvolto la vita.
Forse un uomo che allena la mente sarebbe già pronto ma a guardarlo di dentro è rimasto all’ottocento.

Il tutto è falso, il falso è tutto.

Io che non riesco più a giudicare, non so neanche che cosa dire della mia solitudine.
Guardo con il mio telecomando e mi trovo in mezzo al mondo e alla sua ambiguità.

C’è qualcuno che pensa di affrontare qualsiasi male con la forza innovatrice di uno Stato liberale.
Che il mercato risolva da solo tutte le miserie e che le multinazionali siano necessarie.

Il tutto è falso, il falso è tutto.

Ma noi siamo talmente toccati da chi sta soffrendo ci fa orrore la fame, la guerra le ingiustizie del mondo.
Com’è bello occuparsi dei dolori di tanta, tanta gente dal momento che in fondo non ce ne frega niente.

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Io che non riesco più a ritrovare qualche cosa per farmi uscire dalla mia solitudine.
Cerco di afferrare un po’ il presente ma se tolgo ciò che è falso non resta più niente.

Il tutto è falso, il falso è tutto.

Il tutto è falso, il falso è tutto quello che si sente, quello che si dice, il falso è un’illusione che ci piace, il falso è quello che credono tutti, è il racconto mascherato dei fatti, il falso è misterioso e assai più oscuro se è mescolato insieme a un po’ di vero, il falso è un trucco un trucco stupendo per non farci capirequesto nostro mondo, questo strano mondo, questo assurdo mondo in cui tutto è falso, il falso è tutto.

Il tutto è falso, il falso è tutto
Il tutto è falso, il falso è tutto
Il tutto è falso, il falso è tutto, tutto, tutto”.

a piene mani

Jarek Kubucki

i fili del testo

le api delle parole

aprono gli angoli

nascosti dai pensieri

là dove si accrescono foreste

e le crete si  fioriscono

di immensi favolari

nel mare

negli ori delle rocce

e qui

tendono i lacci dell’incontro.

AUGURI ad API

da tutti tutti noi

Fusi nel piombo (agli angeli di Gaza)

Jarosław Kubicki

j-kubicki-20

Scaviamo
su ceneri e braci
ferro pelle cemento,
polvere
su rughe frantumate,
polvere d’ossa,
ansimo d’orrore.
Scaviamo
sulla terra
che terra non è più,
fusa nel piombo
con il fuso della nonna,
con il pianto
di quaderni, matite
scaraventate
lontano,
in altro posto
che non è cielo.
Scaviamo
con fretta furiosa
cercando aliti,
sussurri,
scostando la paura,
per un attimo
accantonata dietro
angoli di case,
inesistenti
come bicchieri di thè
sbriciolati
dal piombo,
fuso come lava
su rocce, nuvole,
notti, albe
che riflettono
ombre di memoria,
tracce d’umano.
Sterili semi
di saggi dormienti
su muri chiusi.
Nessuna breccia
da osare,
nessun anfratto,
solo rumore
sordo ai nostri
richiami.
Scaviamo,
ancora,
fusi nel piombo.

Antonia Piredda, 29 dicembre 2008

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