mi sono messa in viaggio

ANSELM  KIEFER-  sette palazzi celesti- 2004


dentro  la cavità dei pensieri

folle          nella mente mi corrono nel sangue

più in fretta di ogni altro

mezzo   per vedere dove restano infisse le mie impronte.

Mi lascio

alle spalle questo me stesso

ragione e sentimento

sono fuggiaschi

no(ma)di scappano

non sanno d’essere legati

nel viaggio dentro me

orfani di padre e madre

persi quaggiù nel mondo dell’infetto credo

la logica esatta dell’infinita divisione.

Arte e artefatto i giochi pre-feriti

con cui impugno la spada per guardarmi in corpo.

Cosa nasconde questa mia vita?

Uguale ad ogni altra

è così v a r i a b i l m e n t e offuscata

da inutili miraggi tanti lì o là

mi portano       dove tutto cede

dove tutto cade     in una fossa di silenzio

immagini di buio.

Nasco    ed esco ogni volta allo scoperto

solo

per camminare

solo

con i miei passi

dentro l’orma  di altri

In viaggio

come gli angeli durante la caduta da un mondo

fatto di luce che acceca

in questa tenebra filtrata dal sogno di amore

per ritrovare un’anima

che forse un giorno si è perduta

e per necessità soccomberà

per vedersi e per sentirsi  libera più in fretta.

Liberarsi

dall’abito  stretto dell’angoscia

l’imprevedibile minaccia di una fine che s’intana nelle ossa.

Qui

persi

nell’immensità di questi cieli

ancora dentro il viaggio del primo essere

alla ricerca noi del primo io

un tempo raccolto

nei miti e nelle favole

cronometrato da tutti gli zeri delle idee

fissato in giorni ed ore

scritto nel nero

delle orbite

tutti gli sguardi di un cieco sconosciuto

il padre figlio di un altro come lui e ignoto

Sotto queste stelle

risvegliati nel brivido del sangue

il coraggio di questo eterno andare.

senza più parole nuove

senza altra necessità se non la morte:

terra

dell’ultima casa

l’uomo: sogno    del tempo ogni secolo

in un dio vuoto che finora ci ha tenuti a galla

sponde di una miriade di pianeti

archivi di stelle   una manciata d’istanti

5 Risposte a “mi sono messa in viaggio”

  1. ogni giorno ci porti un passo, un percorso del tuo percorrere
    oggi porti il tuo viaggio “Cosa nasconde questa mia vita?” e mi colpisce la tua parola schietta, pulita che nasce dal profondo
    c’è una cosa che volevo chiederi cara Ferni quanto male possa fare certa nudità con se stessi, certa profondità e se la parola scritta aiuti a lavarla, a consacrarne l’essenza
    grazie Ferni, Elina

  2. Cosa nasconde questa mia vita?

    Uguale ad ogni altra

    Se permetti non sono d’accordo.
    La tua vita non è uguale ad ogni altra.
    Sei unica ed irripetibile come ogni altra vita.
    Il tuo viaggio è una ricerca continua dell’io più nascosto, quello che
    gli altri non vedono.
    Questa ricerca della propria essenza, della propria luce fa star male, tanto male.
    Non è facile accettare i lati nascosti , bui, vergognosi di noi stessi.
    Ma se i mostri non escono, non avremo mai la gioia di farli convivere con la parte migliore di noi.
    Auguro a te ,ma anche a me stessa un buon viaggio…..(e per dirla con Baglioni) della vita.
    stellachetimandaunsorriso

  3. tu sei davvero unica,l’inconfondibile, l’inimitabile ed inesauribile STELLASPLENDOR. Un bacio,grazie dolcezza.ferni

  4. Calarsi, in ogni senso, scendere nell’ultimo girone ,come fosse il proprio ultimo giorno, non avviene provando dolore.E’ una specie di apnea.Viene a mancare tutto, ci simette, anzi, in questa condizione e si va persino senza orientamento. Non c’è direzione, se non inizialmente,poi avviene lo scambio, ciò che stai attraversando diventa i tuoi piedi,l e tue orecchie,il tuo corpo,ma slacciato da ciò che ri prima,non esiste ciò che eri e che magari gli altri vedono che sei. Il dolore, semmai, viene nel momento in cui ritorni in quella che chiamiamo la normalità. Spero di essermi spiegata in modo accettabile. Ciao Elina,ferni

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