Non muovere le mani
Sylvain Chauveau – Nuage
Sono squame e squadre di pinne
promulgano la luce in assenza di parola
la prolungano in una vita sognata
dentro la carne segnata
tra le carte che la vita indossa e
care le bocche cave di volti
avvolte nocche che picchiettano e beccano la legge
il fiotto aperto
carme di una sola antica scrittura
biblica conoscenza
brano per brano strappata a quei vivi
mortali e le morte vive memorie nel legno che brucia
e ride del rosso
della pena cacciatrice
e morde e strappa dalla mano la vena
il campo maturo mietuto nel sangue
nel regno del lupo la cerva che scappa
mentre in agguato poco oltre il branco si fa
storia vigila i fasti dentro il creato
preda e predato
figlio padre e spirito mai nato.
No, non muovere le mani.
Voglio un ordito
di rami e di grida
merli dentro la garza celestina in un cielo che non nasce
se ne sta in apnea dentro l’inverno delle case
chiuse attorno ai corpi
a distanze impenetrabili
tirate oltre la superficie della pelle
stesa in un’africa stordita di fame e malattia
fino alle isole dove saltano i tonni nella mattanza
e voi con l’oro nel rosso
in un mare di reti dove sfuggono occhi e pensieri alla cattura
Per poco ancora per poco
fino al trapianto nell’orlo dell’orto
una lingua senza capanni
e luci e fuochi che rimbalzano la notte
fino al loggione delle stelle.
17 febbraio 2009 a 23:56
aria, respiro nei mantici del tuo dire, fino in fondo, nel crescere delle linee che sempre riesci a tracciare, al solo osservare oltre finestre spalancate, per ricongiungere il tuo essere di carta assorbente all’orto della semina,
sino al bagliore d’astri nel buio. buonanotte, api.
18 febbraio 2009 a 09:08
Buonngiorno Ferni! Non muovere le mani: eh dirlo a noi italiani che siamo noti per la nostra gestualità delle mani è una parola! Rimango sempre stupita di fronte a quanto riesci a dipanare da un imput, da qualcosa che ti preme dentro.
una lingua senza capanni
e luci e fuochi che rimbalzano la notte
fino al loggione delle stelle.
Molto bella, carissima!
Oggi è il caso di mettere anche i guanti: qui soffia un vebto freddissimo, vorrei starmene rintanata, ma ora devo uscire. Buon lavoro!
Molto bello anche il video, ciao! Silva.
18 febbraio 2009 a 13:08
ciao Ferni proprio in questo momento la prima neve
a casa vedrò il video e rileggerò con calma
Elina
18 febbraio 2009 a 13:15
qui è una giornata sorprendente:luminosissima.Un sole splendido anche se al mattino e alla sera la temperatura si abbassa. Grazie a entrambi e grazie anche ad Antonia.ferni
18 febbraio 2009 a 15:23
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