sento che in me cede
by fernirosso
il piede e la terra sotto il suo peso
si fa meno di un lino
sento dentro di me una sostanza chiara
e un lieve piccolissimo seme di vertigine
mi innalza sopra la voragine che sono e vedo
in un altrove che da sempre mi partecipa
un corpo che non sapevo mio
magnifico silenzio ancora mi svolge.

è come trovarsi lontano da sè, in un altrove, ma questo altrove di cui parli non è forse un vederci da fuori, alla fine ritrovarsi dopo aver preso la distanza, perdersi per poi trovarsi?
ma quanto è difficile
grazie Ferni per questo testo e per la musica
ciao,Elina
Davvero bella, Ferni…Se non ti offendi, posso farti il controcanto? Mi ispira…
Adonai
Apolide
ma certo,Apolide, magari mi capitasse spesso,è una delle cose che mi mettono gioia.Aspetto allora,ferni
Sì, è così Elina, ma è anche , dal mio punto di vista, un riconoscimento di quanto avviene che ne siamo oppure no consapevoli. Il disfacimento è il tema principale, per un ritrovamento non all’interno di un corpo quale è quello cui siamo abituati, ma a quello che nemmeno consideriamo eppure è il corpo che ci tiene in vita, percepito come a(m)biti diversi da noi. Bacio,ferni
[...] Vai alla Fonte [...]
Ferni, è venuta fuori una cosa “altra”… :|
Ho atteso troppo e mi sono discostato dal tuo sentire…
Un’altra volta, dai… scusami.
Baci
Apo
alla prossima. ferni
Ok, a presto. Prima dei pagellini ci si rivedrà diverse volte…
…mi sei cara.
Adonai
Apo
Molto bella. Sempre affascinato dall’antica complicità tra piede e terra ho molto apprezzato questa tua.
Un abbraccio, Bit
grazie Bitman,ora è aperta la via, puoi entrare quando vuoi.Grazie per la lettura e per il piacere della tua visita.ferni