Dove la sera spinge qui dentro me
by fernirosso
Odd Nerdrum- Loving Couples
l’oscuro e inquieta la storia la quiete senza turbamento della morte
lancia profonda la freccia il veleno della vita
solo il silenzio erige un fondale
fonda i suoi tempi ogni attimo in cui mi esilio nell’atto di esigere
l’attitudine d’ essere altro
altrove io l’alveo
che canta me incantato
incatenato alle due corde
suo prima suo dopo per sempre oltre ciò che non so
nella bellezza tutta in me specchiata e persa
nei tuoi occhi arsa precipitando il cielo
nella voce
che sa dire solo cose oscure
nascoste a me l’origine la foce
il mattino il giaciglio la sorgente
l’umido l’ ultimo lo sguardo
fiume scuro
che vicino m’ insegue e sicuro oltre passa
la corda il silenzio gira stretto
teso nel sangue
afferra il tuo cuore sbandierato come un giglio
e lì cova la notte il declino
l’ombra sfioccata dal tuo volto
il nero di un’appartenenza al pianto il suono infranto
la vita sulla corda di quell’arco
chiuso nel tuo occhio
per sempre chiuso nell’atto di uccidere ciò che è lì e ti traguarda
perdendoti in ogni rincorsa verità
agognato segno e follia del poter credere d’essere
eterno.


solo silenzio, ferni.
hai riempito ed intriso i fogli di densità tale cui è difficile offrire commenti.
come sempre, ti seguo, bacio, api.
ciao Ferni un testo pieno, fitto, questa volta più difficile (per me)
mi colpisce molto l’immagine i volti stanchi, quasi di chi è perduto
mi chiedo quanto siano grandi cioè lunghe le tele di questo artista per poter rappresentare i volti o corpi
cmq c’è teatralità, molta tragicità (la vita ha in sè tragicità, non credi?)
ho pensato a Godot
un abbraccio, ciao api
Elina
il quadro è davvero un quadro drammatico,la testa …non ha un corpo a seguire,solo l’uomo è intero fisicamente ma, forse, è la sua mente che è interrotta.Quando viviamo presso un’altra persona,lontana da noi, mente e anima, lasciando di noi visibile solo il corpo a chi ci abita accanto, accade quello che questo quadro dipinge con tinte cupe,almeno così a me è parso di viverlo.
Saluto Elina e Api, che mi seguono anche nei luoghi più tenebrosi e meno accoglienti di questa casa. bacio,ferni
a volte la tua parola è cruda, fa male, non ammette sconti ma arriva
e vive in chi legge, forse qualcuno a volte non vuole farsi toccare, sporcare quasi da una parola/racconto che amplifica il senso, quello vero che ci abita diverso da quello che comunemente intendiamo
un pò come quelle mie vesti teatrali..
ciao,Elina
Alta poesia
e non chiacchiere!
Complimenti.
Bit
Ribadisco i forti legami con la poesia della reyes… Sicura di non conoscerla? Sembrate anime affini…!
no, non la conosco e non credo di aver letto niente di suo.Mi diresti il nome per favore, almeno la cerco
Grazie,ferni
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il nero di un’appartenenza al pianto il suono infranto
” la vita sulla corda di quell’arco
chiuso nel tuo occhio
per sempre chiuso nell’atto di uccidere ciò che è lì e ti traguarda
perdendoti in ogni rincorsa verità
agognato segno e follia del poter credere d’essere
eterno. ”
Sono qui, Ferni, silenziosamente accanto. Come Elina: nessuno sconto…
Come Bitman: poesia e non chiacchiere…
Un abbraccio, Lucy.
Anche a te,grazie Lucy,questo non è appunto un testo apribile,anche se ognuno lo apre in sé secondo le proprie tracce.E credo che sia la cosa migliore che potessi fare,anche se può sembrare duro anche questo modo di porsi, ma lo penso come più aperto agli altri.Anche il silenzio,dopo la parola,è il luogo in cui incontrarsi,ancora per un tratto.Bacio,ferni