PAOLO BORGHI- CAVITA’ RISONANTI
by fernirosso
Cavità segrete e risonanti, l’immobilità del tempo, la mutevolezza delle sembianze in forme durevoli e incontaminabili di bellezza.
Nella mostra a Malnate di lui si trova scritto, nella presentazione delle opere:
(…) Quando l’arte contemporanea si guarda nell’arte antica sa di contemplarsi in uno specchio infranto. Se così non fosse l’arte cadrebbe nella gelida palude dei calchi antiquari e dello sterile citazionismo. Per Borghi come per gli artisti contemporanei che hanno scelto l’Antico e le litografie classiche a stella polare del loro percorso espositivo (penso a Igor Mitoraj ma anche a Savinio e De Chirico) la contemplazione dello specchio infranto è possibile solo a patto di utilizzare le chiavi interpretative che ha messo a disposizione la Modernità. Esse sono due, tutte e due necessarie: il Simbolismo e il Surrealismo. (…) Accade così che le sculture di Borghi diventino enigmi, sciarade filosofiche, allusioni ad un “altrove” che abita la nostra anima e attraversa i nostri sogni prima di manifestarsi nel mondo visibile (..)
Antonio Paolucci, 1999
Sul filo della metamorfosi
Malinconia segreta
L’ora senz’ombra
Passaggio frettoloso
Il cantico dei cantici-
“Il mio amore è sceso nel suo giardino, nelle sue aiuole di spezie,per pascersi nei giardini, per raccogliere gigli. Io sono del mio amore e il mio amore è mio, egli che si pasce fra i gigli!” Lui:” Sei bella, amica mia, come Tirza, bella come Gerusalemme, terribile come cose strabilianti!” (6,2-4)
eco
Sulla scogliera
Il luogo del sogno
Equilibrio temporale
Torso inglese
Fine dell’adolescenza
Torso blu
La scogliera di Saffo
Il nodo sospeso
La valle dell’Eden
La metrica di Saffo
Il grande arco
Figure in an Unstable Landscape
Madre e figlio
Sopra il paesaggio
Paesaggio matrilineo
Notizie biografiche
Nasce a Como nel 1942, segue i corsi di pittura, disegno e architettura al Castello Sforzesco e all’Accademia di Brera. Nella bottega del padre Stanislao, cesellatore di fama, impara tutte le tecniche del trattamento dei metalli. Arricchito da questa esperienza, scopre la necessità di dedicarsi alla scultura. Acquista famigliarità con la grande dimensione che lo porta ad eseguire in bronzo lavori di grande impegno per committenti italiani e stranieri; negli anni 1965-70 realizza opere per la cattedrale di Esmeraldas in Ecuador, per la parrocchia di Rovellasca, oltre al Monumento ai Caduti di Fino Mornasco. Seguirà la scultura in legno, marmo e terracotta. Nel 1972 tiene una mostra personale presentato da Mario De Micheli. Nel 1980 gli viene dedicata una ampia mostra al Museo di Milano a cura di Franco Solmi. Nel 1984, i Musei Civici di Varese, presentano una sua antologica.
Nel 1986 è invitato alla Biennale internazionale di Venezia; nel 1989 e nel 1993 alla Biennale Nazionale d’arte città di Milano. Espone a l’Aja nel 1987. Nel 1990 è presente a Dallas, Wolfsburg, Amburgo. Nel 1991 espone a Tokyo e Wuppertal. Partecipa a rassegne a Parigi nel 1996, 1997, 2000. Sue opere pubbliche sono collocate a Malnate, Agrigento, Los Angeles, Roma, Poggioreale, Trieste, Alcamo, Gorla Maggiore.
Ha realizzato monete per il Vaticano e la medaglia ufficiale per il Giubileo 2000. Ottiene altre importanti commissioni nell’ambito ecclesiastico, tra cui il portale della cattedrale di San Francesco di Paola e il nuovo presbiterio di Duomo di Terni. Da tempo collabora con importanti architetti tra cui Paolo Portoghesi. Nel 2005 ha realizzato la tomba del vescovo martire Oscar Romero nella cattedrale di San Salvador.
Vive e lavora a Malnate, via Via Cacciatori delle Alpi 11 – 0332 425365
F. Gualdoni, Sculture 1998-2001, Mazzotta, Milano 2001
AA.VV., Paolo Borghi. Erosioni, catalogo della mostra, Palazzo del Ridotto, Galleria Comunale, Cesena, 1999
AA. VV., Paolo Borghi sculture 1984-1997, catalogo della mostra, Museo delle Arti Palazzo Bandera, Busto Arsizio, 1997
sito di riferimento:
http://www.artevarese.com/av/view/artisti.php?sys_tab=300c4&sys_docid=37





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bellissime sculture, sembra che l’artista prediliga figure femminili rappresentandole con volti dai lineamenti perfetti, quasi divini
allusioni ad un “altrove” ?
un post da vedere e rivedere, grazie Ferni
un abbraccio,Elina
Un’apoteosi del nudo femminile! A quanto pare hai portato tutta la mostra, ferni. Un artista varesino, dunque. E pensare che ho abitato in quella zona per vent’anni.
La prima opera che ho visto di questo artista fu Sulla scogliera. La incontrai in una recensione in una rivista d’arte che usavo acquistare e portare a scuola. Me ne innamorai come mi capitò con Mitoraj. Da allora ho continuato a seguirlo. Ho trovato tutte le sue opere raccolte in rete, e mi sono costruita la mia galleria personale. Ora posso visitarla quando voglio, posso ammirare e studiare le sue curve tratte dalla nascita del tempo, cullate nel mito fino alle nostre porte di casa, al nostro corpo ormai dimenticato e perso tra adempimenti e piccole grandi questioni di lavoro. ferni
[...] Vai alla Fonte [...]
è proprio questo entrare nella vita della pietra.Perdere il respiro e cantare un battito eterno.Penso sia la cosa più bella che esista:una specie di misticismo nella palsticità di una parola muta e mutevole.Grazie della visita.ferni
Queste sculture tolgono il respiro…
Maestro di rinascita , le sue opere fioriscono dalla terra, come se la terra distrutta dall’uomo ancora ci meraviglia e rinasce la vita, la bellezza, la stessa armonia facendoci ricredere che la terra ancora ha molto da dire.
Un pensiero estemporaneo di ammirazione delle opere del maestro.
LILLO MAGRO
CARO PAOLO COMPLIMENTI PER LA TUA SENSIBILITà E CREATIVITA ARTISTICA,UN SALUTO DA DUSAN