N.4 INVENTIAMO UN FA-VOLARIO: Rosina e Toffolina- Elina Miticocchio
Immagini Vladimir Gvozdariki

Da mesi Rosina non parla più, se ne sta tutto il giorno su quella poltrona troppo alta. Si annoia, sbadiglia, fissa smarrita le sue scarpette.
Il mondo fuori è lontano, luminoso e colorato. Non come quei quadri di dame e signori importanti, le girano attorno e le spiano ogni respiro.
Neppure la sua bambola preferita Toffolina, con la T ricamata sul vestito, le racconta nuove avventure.Un giorno decide di inventare una storia per la bambolina.
Senza aver paura dei rimproveri e della punizione che riceverà, scende con un balzo dal trono e raggiunge a piedi scalzi il giardino.
Incontra prima la luce calda del sole poi alberi, fiori grandi e piccoli. Il vento le parla e le accarezza la fronte.
Trova un quadrifoglio, si china a guardare le sue quattro foglie. Allunga la mano per coglierlo, poi la ritrae.
Raccoglie una foglia, impacciata prepara una barchetta, la porta nel grande stagno, si sporge per adagiarla su quella morbida sponda.
La vede infine galleggiare e cambiare forma e colore.
Sorride e pensa che ora anche Toffolina merita un vestito nuovo per quel giorno speciale.
Si fruga in tasca, ricorda di averci messo un pennarello rosso.
Ecco l’abito sarà colorato rosso fuoco, basta con i colori tiepidini.
Intanto la servitù sta cercando Rosina, la casa è troppo grande per giocare a nascondino, qualcuno avanza l’idea che possa essere scappata.
Frugano dappertutto, rivoltano poltrone, materassi, armadi, grossi bauli ma non guardano fuori.
Qualcuno va a chiamare la nonna, gli altri continuano a rovistare tra gli oggetti della casa.
L’anziana raggiunge senza pensare il giardino chiamandola col nome dei colori fino a cantarli tutti riuniti in arcobaleno .
L’accoglie un albero meraviglioso di suoni e la voce della bambina che proviene da un albero alto.
Senza timore Rosina guarda il mondo sotto i suoi piedi, spalanca il suo sorriso e preme la bocca alla bambola, che non racconti a nessuno il segreto di quell’avventura.




5 aprile 2009 a 07:45
Cara Elina, la dolcezza accompagna sempre ogni tua composizione, siano esse poesie o favole. Qui, l’avventura sembra il fatto stesso di essersi immerse nei colori e suoni del giardino. Non serve molto altro alla fantasia e al cuore di un bambino … o di una bambola. :-D
5 aprile 2009 a 08:20
Ho scelto l’immagine conclusiva perchè porta un’indicazione particolare, che spesso si trascura ma, a mio parere, è indicata in questa storia:- DOCENDO DISCIMUS- Vale a dire insegnando si impara e, scendendo dal trono, in cui ci mettiamo o ci mettono, andando scalzi, privi di protezione e pregiudizio, nel mondo si potrà incontrare ciò che serve per capire chi siamo e dove siamo. Niente di più vero, per chi ha una mente accorta e limpida, tranne che per alcuni,mi pare, i nostri governanti per esempio, che vogliono dare lezioni senza dare esempio di persona e quindi dimostrando di non avere imparato dalla lezione che vogliono impartire ad altri. Grazie Elina,ferni
5 aprile 2009 a 12:24
Elina mia tenera, non avevo che da leggerti. ti aspettavo, per sorridere con te nella tua delicatezza! grazie, fatina! api.
5 aprile 2009 a 15:43
l’infaticabile Ferni ha arricchito questa favoletta di immagini particolari
un grazie per darci la possibilità di giocare con le parole della fantasia
attingendo ad un mondo limpido che è bello serbare dentro noi
grazie Rose e Api per la lettura
di Api aspettiamo qualcosa, vero?
un sorriso a tutte, Elina
5 aprile 2009 a 16:44
Ho trovato, dopo molto cercare, quella messa in scena de Il flauto magico.L’ho trovata meravigliosamente vicina alla tua messa in scena della storia e dunque eccola, in mezzo alle altre creature del segno,lei, la regina della notte, la regina del sogno. Ciao Elina, grazie. ferni
5 aprile 2009 a 18:10
Delicatissimo intreccio di colori e suoni e sogni, una piccola, grande fuga nella fa – vola. Grazie, Elina.
5 aprile 2009 a 20:35
no, elina, api stavolta non ha…parole!
mi son scordata di mandare un abbraccio a camilla! ciao, cara!
api.
5 aprile 2009 a 20:48
ciao api rispondo ringraziandoti, ho sentito Camilla per telefono proprio ora, martedì rientra da Milano
finalmente avrò di nuovo mamma cuoca e..non solo
Elina
6 aprile 2009 a 15:16
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