per arrampicarmi sugli specchi di ogni loro visione
nell’acqua del mio occhio sempre attraversando lo spazio
sulle zattere della morte e le corde della nascita
per trovare alla fine immobile la luce in me
che ancora non esisto
esito ad uscire da questa antica cecità.
Questo post è stato pubblicato il 13 aprile 2009 alle 16:13 ed è archiviato in altrove, danza, e-vado libera-mente, in-chiostri, pesi solo pesi con i tag corde, danza, Debussy Soiree, Jody Sperling, morte, spazio, specchio, video youtube, visione, zattere. Puoi seguire i commenti a questo post con il feed RSS 2.0.
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14 aprile 2009 a 21:50
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