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(ap)punti dall'arte

ho rotto la tela

ho spezzato il filo

c’erano spine dentro la  mano

e tesa  nella testa ho spalancato

il piano del tempo   le ore nel palazzo

in una congiura di porte e soffitti.

Allestisco lontano nel chiostro

un silenzio raccolto nel taglio del bosco

aspetto l’amato

nell’incavo del braccio  esplosioni

di giallo  e di blu   mi ri(t)mano il battito.

non so più se è un sogno

lo strano è vivere

distesa

sul fondo     la barca

quegli  occhi    il mare  me li  mette  addosso

oltre passa lo scheletro la marea  il tempo

mi allontana dentro il ventre

del vento rovescia il seme

terra che trasporta in  me (il) suo frutto.

Contro

il legno del braccio  rema nell’estuario   l’origine

l’avvolta ombra l’oscuro torace della forma  mi avvolge

mi trattiene in quell’acqua ghiaccio e fiamma

sole ipotesi

di luce  che si infrange dentro i miei divieti

sul torto di oggi e

non so se è ancora sogno o non sono più dentro quel mondo capovolto.

La vita murata nella vita

E toccavo il vetro dei tuoi occhi

ascoltavo il sogno covato   il velo della voce

mentre si faceva ancora

più trasparente la notte.

Quando gli alberi bussavano alle porte della mia stanza

quando il treno si fermava sulla soglia del mio freddo

quando tutte le voci si sfogliavano e cadevano le vesti di quella storia

tu venivi a trovarmi.

Ogni notte lasciavi sull’uscio

della casa un segno        il tuo passare

oltre e dentro quei vuoti

e per afferrarti stringevo il molle vischio del fango

quando del vaso bagnato la forma nasce il buio e il ventre

mentre il  cuore indaffarato incapace di trovare parole

la vita murata nella vita

seguita incessante a ricordare.

25 APRILE 1945/2009-Francesco Guccini – Don Chisciotte


[ Don Chisciotte ]

Ho letto millanta storie di cavalieri erranti,
di imprese e di vittorie dei giusti sui prepotenti
per starmene ancora chiuso coi miei libri in questa stanza
come un vigliacco ozioso, sordo ad ogni sofferenza.
Nel mondo oggi più di ieri domina l’ingiustizia,
ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia;
proprio per questo, Sancho, c’è bisogno soprattutto
d’uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto:
vammi a prendere la sella, che il mio impegno ardimentoso
l’ho promesso alla mia bella, Dulcinea del Toboso,
e a te Sancho io prometto che guadagnerai un castello,
ma un rifiuto non l’accetto, forza sellami il cavallo !
Tu sarai il mio scudiero, la mia ombra confortante
e con questo cuore puro, col mio scudo e Ronzinante,
colpirò con la mia lancia l’ingiustizia giorno e notte,
com’è vero nella Mancha che mi chiamo Don Chisciotte… Leggi il seguito di questo post »

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