La vita murata nella vita

E toccavo il vetro dei tuoi occhi

ascoltavo il sogno covato   il velo della voce

mentre si faceva ancora

più trasparente la notte.

Quando gli alberi bussavano alle porte della mia stanza

quando il treno si fermava sulla soglia del mio freddo

quando tutte le voci si sfogliavano e cadevano le vesti di quella storia

tu venivi a trovarmi.

Ogni notte lasciavi sull’uscio

della casa un segno        il tuo passare

oltre e dentro quei vuoti

e per afferrarti stringevo il molle vischio del fango

quando del vaso bagnato la forma nasce il buio e il ventre

mentre il  cuore indaffarato incapace di trovare parole

la vita murata nella vita

seguita incessante a ricordare.

3 Risposte a “La vita murata nella vita”

  1. “toccavo il vetro dei tuoi occhi”
    il vetro è qualcosa di freddo, lontano almeno io così sento
    ma la vita seguita a ricordare
    grazie Ferni, Elina

  2. ci sono molti momenti della mia vita qui dentro,come se fossero murati in me ma il legante avesse portato mattoni di un livello su quello di un altro, scombussolando i giorni, mescolandoli tra loro e dando così una visione di ciò che accade diversa dal solito. Ci si accorge che siamo comunque dietro a vetri che ci impediscono, pur vivendoli, di cogliere il senso.Il vivere stesso è il vetro che ci separa dal significato profondo o dall’assenza dello stesso, allontanarci ci aiuta ma confonde le carte, le rigenera, le tiranneggia evitando, ancora una volta di cogliere una immutata verità, poiché è sempre mutante. Ciao Elina,ferni

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