Mi svegliai dopo solo qualche minuto
by fernirosso
Yanoikko
appesa alla sedia
dove mi avevi lasciato
per andartene in qualche altra direzione
dove nemmeno tu sapevi.
Voglio accumulare strada
nel sonno delle case
mentre cerco in me la voce un suono
che mi chiami fino a quell’altra città
là dove ancora non mi aspetti
tu, ignoto
dove tra breve sentirò confuso un grano
dalla tua bocca risaldare il filo nell’attesa
maglia strappata all’astuccio del legno
l’incontro l’incauto mio avvicinarmi alla soglia il buio
di un dolore che ancora si diffonde e
resto immobile sull’ultimo passo geografia
di una carta sospesa stesa tra banchi di scuola infiniti
e la chiesa del mio volontario silenzio
nuovamente bianca
l’ ingiustificabile assenza.


..mi riporti a “la giacca” di Claudio Lolli. si sa, i ganci arrivano fin dove è possibile. buonanotte, api.
L’abbandono, l’attesa, l’assenza … cantate nella “chiesa di un volontario silenzio”, “appesa alla sedia dove ti aveva lasciato”, “geografia di una carta sospesa stesa tra banchi di scuola infiniti”. Scusami la citazione disordinata delle immagini. Bellissima poesia. Ciao, ferni. ;-)
i movimenti all’interno dei percorsi disegnano l’orma di chi li percorre…o forse l’ombra di ognuno, per questo, forse c’è il riconoscimento,sono le ombre a parteciparsi l’un l’altra. Bacio Rose,ferni
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