FERNIROSSO webBLOCK

(ap)punti dall'arte

Un racconto per regalo- di S.M.

Ho ricevuto in regalo un racconto di Anais Nin, lo porto qui, nel blog,

perché c’è un suggerimento sotto, sotto, forse nemmeno tanto sotto. S’intitola Strade.

- Parigi. Cammino per le strade. Tormento Henry che mi riempie la testa di strade, di nomi di strade. Gli dico: “Invece di un pensiero, adesso mi porto dietro il nome di una strada nuova. Penso alle strade, le guardo dall’autobus. Non ho più idee, mi limito ad osservare, a guardare, ad ascoltare. Rue de Faubourg du Temple, Piazza Montholon. Cosa si ha quando si ha il nome di una strada?”.

“Niente”, risponde Henry.

La mia testa ora è vuota, è piena di strade.

Può darsi che uno non abbia niente quando ha il nome di una strada, ma uno possiede una strada al posto di un pensiero; e lentamente la terra, la strada, i fiumi guadagnano terreno, riempiono la testa di rumore, odori, immagini e la vita interna recede, si ritira.

Questo avanzare della vita, questo ritirarsi della meditazione fu la mia salvezza. Ogni strada rimpiazzava un sospiro inutile, un rancore, un rammarico, un rodersi interno. Square Montholon trionfa sulle lunghe ore spese nel costruire una comunione immaginaria, ideale, con mio padre. Profumi, clacson e il turbine del traffico disperde i fantasmi. Mi lascio vivere, mangio in tutti i ristoranti di Parigi. Vado a tutti i teatri, voglio conoscere tanta gente, possedere una mappa della realtà come Henry possiede la mappa di Parigi o di Brooklyn……. Venite Piazza Montholon, Boulevard Jean Jaurès, Rue Saint Martin, come dadi allegri a danzare nella mia testa vuota.

Anais Nin, I Diari, vol. I (1931 – 1934)

Per tutti gli amici e per fare festa anche nella distanza-2 maggio 2009

That’s What Friends Are For

E’ Per Questo Che Ci Sono Gli Amici

Non ho mai pensato di potermi sentire così
fintanto che non è capitato a me
Sono felice di avere la possibilità di dire
che credo di volervi bene

e se  per caso dovrete  andare via
bhe allora chiudete gli occhi e provate
a sentire come siamo oggi
e poi se riuscite ricordate

Continuate a sorridere, continuate a splendere
Sapendo che potete sempre contare su di me, è sicuro
è’ per questo che ci sono gli amici
Per i bei tempi e per i brutti tempi
Sarò al vostro fianco per sempre
E` per questo che ci sono gli amici

Bhe siete arrivati dandomi amore
e ora vedo che c’è molto di più
e per questo vi ringrazio

Oh per i tempi in cui saremo separati
Bhe chiudete gli occhi e ascoltate
le parole che arrivano dal mio cuore
e se ci riuscite… ricordate.

A mia madre- Migratorie…

“Le peuple migrateur” – Finding beauty – music by  Craig Amrstrong

.

Migratorie, non sono le vie degli uccelli,  sono paesi che ci abitano e ci tessono filo per filo, da un luogo all’altro,  un pianeta senza fine.

Poiché il testo, da cui ho ripreso il titolo, fa parte di una raccolta in uscita, oggi, giorno del mio compleanno,  per i tipi della casa editrice Il Ponte del Sale, dedico  queste righe, le uniche che ho il coraggio di definire poesia, a mia madre che, fin da piccolissima, quando ancora non sapevo leggere, mi ripeteva fino alla consumazione, le poesie che volevo mandare a memoria per poi dirle io a lei, così come le sentivo crescere e viaggiare in me. Non potendole fare dono di fiori come un tempo, le dedico queste poche erbe di scrittura, so che in lei migreranno e saranno essenze, ancora una volta, fiorite .

Un grande grazie a tutti coloro che, con me e in me, hanno reso vive quelle righe, le hanno rese migranti.

f.f.

.

da MIGRATORIE NON SONO LE VIE DEGLI UCCELLI- Il Ponte del Sale 2009

.

Io non so come

guardandoti mi vedi allo specchio

mentre mi lavo dai pensieri della tua notte.

Io non so quando sei arrivata

stendendo i tuoi se(g)ni tra le mie guance e là

bocca ti fai del muto tuo venire me in me.

Io non so

non ti so proprio e sono te in me.

.

A mia madre – 1985

.

2 maggio 2009

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 78 other followers