da strade dif-ferenti
by fernirosso
Alireza Sadreddini- These old letters.
siamo giunti a questo nodo
noi disa(r)mati e a volte ostili
alla vita sbandierata fuori dalla finestra
la stessa dove sti(vi)amo silenziosi ogni cosa
dove restiamo a guardare
le colline delle nuvole le tracce dei conigli a due teste
le rive di oceani incontenibili.
Intanto sbandiamo perdiamo le cose (f)utili di oggi
poiché ci è chiaro più del giorno
quando il giorno è fatto
che altra è la luce che abbiamo cercato.
E la macchi(n)a si rimette in moto
si apre si dirama e ci ripara
in fondo, di tutte le peripezie e le paure che noi stessi
costruiamo cammin facendo perdendo
qualche sasso troppo pesante che ci feriva le tempie
che dava punta di freccia alla selce di un dolore
mai dimenticato
che non si sfalda
che non disa(r)ma il mondo.


parole e immagine bellissime
si giunge al “nodo” e lì capita che ci si avveda di quanto si è lontani dall’ obiettivo, quello vero, quello sperato. Ci si giunge “disa(r)mati”, come, d’ altronde, sempre si é. Questo essere “disa(r)mati” è pieno di significato, è parola – chiave, per come intendo io il testo(lettura soggettiva, chiaramente). E il testo mi ha colpito:
… tutte le peripezie e le paure che noi stessi
costruiamo cammin facendo perdendo
qualche sasso troppo pesante che ci feriva le tempie…
mi ha colpito, dicevo, e mi è piaciuto moltissimo. Grazie, ferni.
dmk
Grazie a Tommaso Ariemma e anche a Daniela. Penso che qusto testo sia non un tracciato, ma segni, un insieme di segni, che ognuno legge secondo la propria esperienza, secondo la propria relazione con se stesso e la vita, il mondo. Non c’è una logica palese, né una morale, non volevo vi fosse,solo segni, come quelli del palmo nella mano, dentro cui si aprono percorsi in-tel-leggibili a chi li vuole toccare, sfiorare, avvicinandosi alla propria pietra, o forse, alla propria pietà.ferni
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