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(ap)punti dall'arte

Piango per vedere

se ancora lo so fare

per levarmi dal viso questo sfacelo

piango per togliermi di dosso questo pensiero

cresciutomi dentro senza vederne il  corpo

e dentro la mia casa ovunque perso.

Voglio piangere senza far finta di recitare

una tristezza che mi inchioda il cuore

dentro le mani mi resta il vuoto

di tutti questi anni trascorsi a fare i conti

con voi e con me stessa

chiusa dietro una cassa che mi consuma i soli e i sogni.

Piango per vedere se ancora ci riesco

piango perchè mi muore dentro il mondo

e non ho più parole che mi cantano la festa.

Piango voglio levarmi di dosso i pensieri

di prima e di adesso

voglio piangere e dipingere con quell’acqua e

i miei colori

un mondo nuovo dentro il sangue che mi scorre

ancora e ancora dopo secoli di uomini e menzogne

dopo canti e preghiere

dopo milioni di stelle cadute a ferragosto

dopo le ferie e le canzoni

disegno un  natale fuori stagione

faccio primavera  con i semi del mio pianto.

Piango piango e vedo che  ancora lo so  fare

piango di gioia e faccio festa

per ogni goccia delle mie lacrime    un cristallo

mi brilla    intera  una notte in terra.

la vide una volta

e voleva buttarcisi

per farla finita

una notte che durasse intera

dentro la cava

una casa fitta di anime senza più cielo

solo buio dentro e intorno

senza più frecce

senza più canti

senza
terra e terra ovunque

persino dentro i pensieri

dentro la scrittura

terra trafitta

terra senza più confine.

Voleva finire

quella terra di calce

attraversare la mancanza

per imprimerle un corpo     il suo

una volta per tutte voleva rendere lei

(im)mortale.

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