I sensi dell’abito
by fernirosso
mi vestono spogliandomi
del peso di oggi di quello di ieri e ancora prima
prima di ogni prima che ci mette i n p a r i
retrocedendomi
in me stesso fino a te
che mi guardi e credi che io sia nudo.
Su due sole corde
nella voce t e s s o e sfibro parole
mi termino e m e t t o a mo r (t) e il d’io
che dentro le s/traccia le tocca con la bocca sf(i)atata.
Abito rosso il rosso della gola
che cento e mille ancora in(g)anni infiora
con la parola a cuore
amore senza freccia solo un (c)artiglio che si oppone al rosso
di una lingua morta.
Abito il mio nudo
svesto la possente traccia della storia
m’inveno per prendere vento
pospongo il dire al canto e strappo
ogni parola cava dai miei verbari.
Solo il verde cresco nei sensi dell’abito.

un bambino, due anni. cassetta di cartone gialla trascinata da un filo rosso.-cos’hai lì dentro?- niente, risponde. peccato, dico io. lui afferra sabbia ghiaia e fili d’erba e mette tutto dentro, e va, nel cortile. -e adesso? posso guardare se c’è qualcosa?- oh, ma è facile, non vedi che il carretto è pieno di palle colorate?
una bambina, 28 mesi. alla finestra, il pomeriggio cala.
e dice, forte: guardate, il sole è caduto tutto per terra!!!
buonanotte, api.
ferni, 40 anni, correndo attraverso i campi in autostrada vede che:
innaffiavano i campi con l’arcobaleno.Da ogni getto un getto di arcobaleno. Si è fermata a guardare. Ciao Api, grazie di questi doni bellissimi.ferni
diciamo che il modo di salutare, per un pò, te, ferni e tutti. le-i passanti di questo posto vivo.
si dovrebbe andare in letargo, secondo natura, d’inverno, ma capita di farlo anche all’improvviso…saranno “i cambiamenti climatici”?
un abbraccio grande grande, antonia.
sì, grazie api, la conoscevo, forse è da qualche parte in questo blog. Non so cosa tu voglia dire riguardo ai saluti,tu vai tu vieni:quando vuoi, non c’è problema di stagione.Bacio,ferni
Poesia pessimista sull’amore…..,ma che con un guizzo finale di verde lascia aperta una speranza di gioia.
Non smettiamo di cantare, è l’unica forza che abbiamo.
L’inverno, il gelo, non ci devono ricacciare in gola il suono carezzevole che vuole liberarsi-ci.
I bambini hanno una bellissima capacità.
Dai loro occhi sgorgano lacrimoni che fanno pensare ad una sofferenza immane, ma basta una palla colorata per far tornare il sorriso.
Nulla dura per sempre.
Grazie a te e ad Api.
stella
Non voleva essere una poesia pessimista, piuttosto voleva porre attenzione sul corpo, quello è l’abito trascurato o che spesso danneggiamo in vario modo, invece, attraverso i sensi, ci restitutisce intatto il nostro legame particolare e vivissimo con tutto il resto del corpo che è il cosmo, l’universo intero, niente e nessuno escluso.Ciao Stella, Tutto bene? ferni
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