il mare dentro la bocca e nel bicchiere- In intro cussa bucca b’est su mare e in sa tassa
by fernirosso
“Su mari è altu e contene muntagne e abissi e nubi ca la terra nun tiene
Su mari è mannu doppu nu mari altro mari e altro mari appari
Su mari cagna culuri pote essere nigro come sangue rapprisu o trasparente come il cielo, su mari cagna umori pote ridere o minacciare, su mari cagna palabras e soni, pote parlari co murmuriu amicu o con sciacca de ninna nenna, chiano chiano o con gridu barrosu irosu zrasos zalatta monstrum pelagos che calma e inquieta, che culla e schianta
Su mari è matre, su mari è bestia manna, su mari è padroni.” – Stefano Benni, La storia di Odisseo Simbad perduto in mare.
E dentro quella bocca c’è il mare e nel bicchiere
la stiva delle ere
dentro il rosso
il vino è il sangue delle nuvole
tutti i cieli antecedenti la storia
di ogni parola la brocca fiorita della notte
sul labbro l’orlo della sera vita barricata
dentro il chiaro della luna, a difesa del tempo.
Tempo senza tempo e tempo delle mani
severe sollevate in alto a tagliare
separare ciò che serve da ciò che pesa inutilmente.
Dentro la terra
tra i colli e la pianura
c’è ancora un antico maremoto
un sole precipitato
fragore voce de(ll)a madre: brace calcare trachite e torba
porfidi legni e pesci che guizzano
nelle scaglie lucenti cento bicchieri di diamanti
e tra le labbra nel cratere spento
vivo del vento
ogni verde, ogni impresso fermento.
f.f.
*
In intro cussa bucca b’est su mare e in sa tassa
s’isticcu de sos tempos
intro su ruju
su binu est sambene de sas nùes
tottus sos chelos dinnantis a s’istoria
de cada paragula sa conzedda frorìa de sa notte
in sa labra s’orulu ‘e su sero bida custodìa
intro sa luche ‘e selene, a cuberrare su tempus.
tempus chene tempus e tempus de sas manos
asserìadas antzìadas in artu e truncare
irjunghere cussu chi serbit dae cussu chi gravat chene mèdiu.
Intr’a sa terra
in mesu a montes e pranos
b’est galu un’antica mòghia ‘e mare
unu sole roddulau
chimentu boche de sa mama; brasia, predas ‘e montes e torba
predas allinnadas luchentes chentu tassas de diamante
e intro ‘e sas labras de sa nurra morta
so’ bida de bentu,
cada birde, cada sintzu moghende.
.
Ri-versata da Antonia Piredda-Api


..non tentarmi,,,così svegli la mia propensione al tradurre in lingua natìa…
CI SPERAVO PROPRIO CHE LO FACESSI! Dai api. Grazie giàda… già da ora.f
bien, ferni!
sto scrivendo in sardo, questi giorni…acchiappo anche le tue parole, appenai riposo un pò, e te mando….hai visto in carte il mio ringraziamento a de Seta, e a te che ce lo proponi? forse mi sono “allargata” troppo…basta dirmelo e proverò con la sintesi, a me sconosciuta!
e dire che mi piace l’ermetismo..mah! api.
si ho visto, GRAZIE,GRAZIE DAVVERO. Sto diventando matta con altri inserimenti, perchè tra poco c’è Dante e sto cercando di trovare una buona mappa, facile da consultare. Poi il testo che non vuole formattarsi come dico io e l’ho dovuto scrivere non so quante volte, ogni volta sempre più corto perchè altrimenti mi sarei infuriata. Grazie dunque, scriverò anche lì, non dubitare. Poi sto riscrivendo il mio intervento perchè ho cinque minuti, come gli altri, del resto e dunque non posso leggere tutto quello che ho scritto in precedenza e appare nel libro pubblicato. Insomma ecco, questo è quanto. Bacio,ferni
una dedica alla nostra prima madre, nutrice terra
splendida Ferni hai dato un significato ad un giorno che non può essere solo una festa commerciale, grazie
un abbraccio da casa, Elina
il giorno 30 maggio, di pomeriggio, presento Migratorie su, al rifugio sul monte Venda,dove un tempo,poco più in basso, c’era un roccolo di caccia, ancora oggi quel punto del colle si chiama così, Roccolo.Ricordi? Ti ho portato lassù, si riesce a vedere il mare e l’Istria se il cielo è limpido. Saranno dati otto vini, otto solitari, come tralci su cui porre le parole. Ti penserò. ferni
benissimo speriamo in una bella giornata
sarò con te insieme agli altri “di famiglia”
leggerai tu? chi ti presenterà?
ricordo tutto e poi mi parlasti del Monastero e del mare
ma come era diverso quel mare dal mio
…fatto…ma dove mi metto, qui, ferni?
spedisci via e mail.poi la metto io nel post
bella bella bella! MOLTO BELLA, sa ancora di più di fieno e d’acqua, profuma di mare e di bosco , di buono. Grazie Api. ferni
grazie a te! mi piace sentir rotolare la mia lingua….è vero, sa più…di scoglio e terra! e di leggero divertimento! ciao!
complimenti ad Antonia per la sua traduzione fatta di odori, profumi, piena
no, forse ci sarà solo uno dei miei figli e poi altre persone che non conosco, ma che si ricordano dell’altro incontro, fatto l’anno scorso,sempre lì, gustandosi vini meravigliosi e tracce di poesia che avevo portato da autori diversi, me compresa. Non so quanti di preciso saranno, lo scoprirò quel giorno. Ciao Elina.f
…mandami una cartolina, grazie! api.
da dove Api? guarda qui
Questo è ciò che sta in cima al colle, il più alto di tutti gli Euganei.E’ il monastero degli Olivetani, da cui, si vede ancora meglio il mare, ma sempre se c’è una giornata limpida. Purtroppo in queste foto non si vede.
Ciao f.
…la solita esagerata, sei!
te ne avevo chiesta una, di cartolina, mica tutta l’edicola che le vende!!
merci, è un posto bellissimo! api.
Dal monastero, ormai in rovina, si vede benissimo fino all’Istria. I monaci vedevano chi stava arrivando dal mare, prima che arrivasse. Il posto che Elina conosce,sta proprio sotto questi ruderi storici, in una posizione bellissima. Credo che mio figlio Pietro abbia una foto, l’ha usata come sfondo del suo desk. vado a vedere. Aspetta eh! f
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Grazie Api, per questo tuo portare, abbracciare percorrere terre lontane, vicine in tutto ciò che è vitale. Ti abbraccio,ferni
Bellissima questa comunione,e devo dare ragione a ferni, nella lingua di Api suona e canta, si espande.Alessandro
ma come avevo fatto a perderla? Beh, non tanto per il tempo (nove maggio 2009) ma per tutto quello che ci hai scritto dopo!Ma quanti post ci sono qui dentro?francesco
belle bellissima, soprattutto in sardo. La parola si fa densa, materica.Jacopo
il mare è un corpo vasto che ci abita
dimora in noi e bagna le rive della parola
alla(r)gandola poi scivolando in piume di visioni
ciao Fernanda, ciao api
dovrebbe leggervi Api, così si rende conto che c’è un sentire comune. Grazie a tutti, ferni
certo che l’apetta legge, cara!
non avevo dubbi che i passanti che si fermano in questo luogo…colgano appieno il senso del ‘gioco e dello scambio.
ringrazio tutti,e te,che mi hai dato modo di e-spandermi :)
e che è ? api spegne le luci e tu le accendi? o hai cambiato casa, ferni?
bella, bellissima (l’ho trovata nel blog di api-furfu): a quando una tua nuova pubblicazione? sei inesauribile, una fonte che getta sempre acqua e non si asciuga mai.
brava, bella, ferni!
No,no, mi esaurisco eccome…tra poco compio 56 anni, il che significa che, pur sentendomi ancora come una liceale, nel senso della curiosità e della voglia di guardare dentro la vita,so bene cosa significhi “accumulo” e sfoglio delle pagine! In ogni caso prendo lezini da una grande insegnante, la natura.E’ millenni che si fa vecchia ed è sempre pronta a rinascersi.
Il prossimo libro? Non so, sto lavorando, l’importante è questo, credo. Un abbraccio e grazie.ferni