la casa ha suoni e odori risvegliati dalla fornace
zaelia bishop
una brace che ustiona la memoria
ne preme dalle muffole accese le scorze della materia
organica suona la mente ogni loro storia
ne modella i giorni secondo inclinazioni e rotazioni del tornio
il piede sul pedale che ruota
intorno ad un unico asse
tu
che ancora non sai chi ti abita.
Sali e scendi della notte le scale del profondo
un blu oltremare nel nero del corpo
un’apotema che non triangola il sapere
e la regola capovolge la vita
sull’ultima traccia
un segno rosso sfuggito
dalla tua alla mia mano.
.
A mio padre- nella traccia


