la casa ha suoni e odori risvegliati dalla fornace
zaelia bishop
una brace che ustiona la memoria
ne preme dalle muffole accese le scorze della materia
organica suona la mente ogni loro storia
ne modella i giorni secondo inclinazioni e rotazioni del tornio
il piede sul pedale che ruota
intorno ad un unico asse
tu
che ancora non sai chi ti abita.
Sali e scendi della notte le scale del profondo
un blu oltremare nel nero del corpo
un’apotema che non triangola il sapere
e la regola capovolge la vita
sull’ultima traccia
un segno rosso sfuggito
dalla tua alla mia mano.
.
A mio padre- nella traccia

28 Maggio 2009 a 18:03
“il piede sul pedale che ruota
intorno ad un unico asse”
bello.
28 Maggio 2009 a 18:55
posso sapere se hai un nome?ferni
28 Maggio 2009 a 22:55
Carlos
29 Maggio 2009 a 07:29
Se anche non fosse il tuo, almeno è un nome “umano”,l’altro sembrava il titolo di una rivista di musica o qualcosa del genere e mi suonava strano dialogare con un… titolo. A presto,ferni
29 Maggio 2009 a 09:27
bè è il mio….hahaha….
29 Maggio 2009 a 12:48
è un bel nome, storico addirittura…ma quale nome è senza storia?
Bene, benvenuto Carlos.ferni