e mi trasporta vagone
di sudore e silicosi
strisciando sul letto
di partoriente
che si sgrava dal fine
vile metallo
che soffione diventa,
trafitti i polmoni
al crepuscolo,
dai solchi di madre
terra.
ciao Api, ieri sera ho letto il testo che tu hai scritto anche nella tua lingua madre,ricordi? Ho detto il tuo nome, spero di non aver sbagliato, ce l’ho messa tutta. E’ piaciuto molto, moltissimo anche perchè hanno detto che ho messo molta passione per leggere in sardo. Bacio,ferni
come sempre, invece, io t’invado i luoghi..pensavo alla vita di miniera!
mi sarebbe piaciuto sentirti! credo che avrei riso, tantissimo! non c’è cosa più buffa che sentire anche un isolano parlare in sardo dopo che l’ha imparato da grande! immagino il tuo sforzo e, anche se ripeto, avrei riso…tanto di cappello per la tua tenacia…scusa, ma a chi l’hai letto? spero ai figliuoli, e basta!
au contraire, chi ha letto te dalla mia traduzione, incantato rimase!! e non avevo dubbi…pasionarie le vie dell’aria…api.
No, l’ho letto alla presentazione di Migratorie…al rifugio sul Venda. Sono rimasti davvero incantati dai suoni,anche se non sono originaria di lì ho messo tutta la passione che avevo in corpo per dire nella tua lingua su mare in sa tassa. Ciao Api.f
PS: ma se ci fossi stata l’avrei fatto leggere a te, dove sta il problema?
se avessi le faccine, adesso ne piazzerei 50 con gli occhi sgranati!!! menomale che ci sono terra acqua ed altra terra a separarci,,,,che vergogna!!!..ed ancora menomale che sono una sconosciuta!
che sollievo!
ps: figurati se l’avrei letta io…mica son capace di farlo davanti ad altri! mi son sempre impapinata….meglio che l’abbia fatto tu, ché la passione in corpo non ti manca…a me cedono le gambe! api.
Perchè vergogna? Ti ho presentata come poeta di Nuoro e ho detto che hai portato quel testo nella tua terra facendone una voce di terra e mare,legandola ai nostri colli, perchè la terra dell’uomo è sempre terra sotto il sole e il vento… Se l’avessi detta tu non avresti detto gli strafalcioni di cadenza che di sicuro avrò fatto io. Ma è andata e ciò che conta è che sono rimasti incantati da quelle voci,da quelle lingue,dal sole che c’era dentro. Dunque grazie anche a nome loro.
Per Elina: non c’erano molte persone, la giornata era fredda e molto ventosa e lassù sembrava di essere proprio in montagna. Una ventina di persone scaldate dal vino (otto per la precisione, da località diverse dell’Italia e da produttori differenti appunto, tutti bianchi ) e dai testi che, via via snocciolavo introducendoli solo quel tanto che bastava per aguzzare l’attenzione su determinati passaggi. Sono stati tutti molto contenti sia dei testi del libro appena uscito e anche di alcuni inediti che ho letto in chiusura (quello sulla parola che matura al sole e quell’altro :se ti dedicassi amore, di cui hanno voluto una copia) Mi hanno chiesto dove possono trovarmi e tutti hanno voluto il libro. Attenti, parteci e felici, direi, si vedeva dai loro volti,man mano che il tempo passava si rendevano consapevoli dei miei strumenti e dunque avevano meno difficoltà ad attraversare certe zone d’ombra della parola.Ne ho letti molti, di testi, ma è sembrato che il tempo non pesasse e nessuno si è messo a chiacchierare col vicino.Annuivano,sorridevano,insomma come chi risente in sè quanto andavo offrendo.
Sono davvero lieta di questo incontro non è stato qualcosa di asettico, ma davvero partecipato e gioioso.
La prossima volta,se ne vuoi sapere di più, cara Elina…devi esserci di persona! Bacioni,ferni
sono veramente contenta e ti sento contenta
“se ti dedicassi amore”, se non sbaglio, l’hai portato qui e devo dire che è un testo che resta dentro, che abita di luce e di ombre, come una casa
la prossima volta voglio esserci e poi devo confessarti un segreto.. dicono che porti il bel tempo dovunque io vada
è un caso, è solo un caso
la prossima volta dovrebbe essere in luglio e poi a settembre a Perugia. Dovrebbe esserci bel tempo,ma se tu dici che sei una sicurezza allora sei prenotata! Ciao Elina e grazie,ferni
I miei complimenti, cara Ferni, per Migratorie e per questa presentazione che, da quello che leggo, deve essere stata altamente gratificante. Ne sono felice, per te e per tutti quelli che hanno il privilegio di conoscerti attraverso i tuoi versi.
grazie Daniela, ne sono lieta.Magari capiterà che ci incontriamo davvero un giorno o l’altro, ma anche da qui, da queste stanze e da quelle di “casa tua” dove da un po’ ci incontriamo, non è certo la distanza a disorientarci e anon farci sentire vicine. Ti abbraccio e ancora grazie,ferni
e mi trasporta vagone
di sudore e silicosi
strisciando sul letto
di partoriente
che si sgrava dal fine
vile metallo
che soffione diventa,
trafitti i polmoni
al crepuscolo,
dai solchi di madre
terra.
ciao, api.
ciao Api, ieri sera ho letto il testo che tu hai scritto anche nella tua lingua madre,ricordi? Ho detto il tuo nome, spero di non aver sbagliato, ce l’ho messa tutta. E’ piaciuto molto, moltissimo anche perchè hanno detto che ho messo molta passione per leggere in sardo. Bacio,ferni
come sempre, invece, io t’invado i luoghi..pensavo alla vita di miniera!
mi sarebbe piaciuto sentirti! credo che avrei riso, tantissimo! non c’è cosa più buffa che sentire anche un isolano parlare in sardo dopo che l’ha imparato da grande! immagino il tuo sforzo e, anche se ripeto, avrei riso…tanto di cappello per la tua tenacia…scusa, ma a chi l’hai letto? spero ai figliuoli, e basta!
au contraire, chi ha letto te dalla mia traduzione, incantato rimase!! e non avevo dubbi…pasionarie le vie dell’aria…api.
No, l’ho letto alla presentazione di Migratorie…al rifugio sul Venda. Sono rimasti davvero incantati dai suoni,anche se non sono originaria di lì ho messo tutta la passione che avevo in corpo per dire nella tua lingua su mare in sa tassa. Ciao Api.f
PS: ma se ci fossi stata l’avrei fatto leggere a te, dove sta il problema?
se avessi le faccine, adesso ne piazzerei 50 con gli occhi sgranati!!! menomale che ci sono terra acqua ed altra terra a separarci,,,,che vergogna!!!..ed ancora menomale che sono una sconosciuta!
che sollievo!
ps: figurati se l’avrei letta io…mica son capace di farlo davanti ad altri! mi son sempre impapinata….meglio che l’abbia fatto tu, ché la passione in corpo non ti manca…a me cedono le gambe! api.
“E dentro quella bocca c’è il mare e nel bicchiere
la stiva delle ere…”
raccontaci allora com’è andata, le emozioni, la giornata, il tuo paesaggio
un abbraccio, Elina
Perchè vergogna? Ti ho presentata come poeta di Nuoro e ho detto che hai portato quel testo nella tua terra facendone una voce di terra e mare,legandola ai nostri colli, perchè la terra dell’uomo è sempre terra sotto il sole e il vento… Se l’avessi detta tu non avresti detto gli strafalcioni di cadenza che di sicuro avrò fatto io. Ma è andata e ciò che conta è che sono rimasti incantati da quelle voci,da quelle lingue,dal sole che c’era dentro. Dunque grazie anche a nome loro.
Per Elina: non c’erano molte persone, la giornata era fredda e molto ventosa e lassù sembrava di essere proprio in montagna. Una ventina di persone scaldate dal vino (otto per la precisione, da località diverse dell’Italia e da produttori differenti appunto, tutti bianchi ) e dai testi che, via via snocciolavo introducendoli solo quel tanto che bastava per aguzzare l’attenzione su determinati passaggi. Sono stati tutti molto contenti sia dei testi del libro appena uscito e anche di alcuni inediti che ho letto in chiusura (quello sulla parola che matura al sole e quell’altro :se ti dedicassi amore, di cui hanno voluto una copia) Mi hanno chiesto dove possono trovarmi e tutti hanno voluto il libro. Attenti, parteci e felici, direi, si vedeva dai loro volti,man mano che il tempo passava si rendevano consapevoli dei miei strumenti e dunque avevano meno difficoltà ad attraversare certe zone d’ombra della parola.Ne ho letti molti, di testi, ma è sembrato che il tempo non pesasse e nessuno si è messo a chiacchierare col vicino.Annuivano,sorridevano,insomma come chi risente in sè quanto andavo offrendo.
Sono davvero lieta di questo incontro non è stato qualcosa di asettico, ma davvero partecipato e gioioso.
La prossima volta,se ne vuoi sapere di più, cara Elina…devi esserci di persona! Bacioni,ferni
lo so, svelo sempre il tuo lato buono, fataferni, quello che a volte gli altri non colgono…’notte, api.
sono veramente contenta e ti sento contenta
“se ti dedicassi amore”, se non sbaglio, l’hai portato qui e devo dire che è un testo che resta dentro, che abita di luce e di ombre, come una casa
la prossima volta voglio esserci e poi devo confessarti un segreto.. dicono che porti il bel tempo dovunque io vada
è un caso, è solo un caso
la prossima volta dovrebbe essere in luglio e poi a settembre a Perugia. Dovrebbe esserci bel tempo,ma se tu dici che sei una sicurezza allora sei prenotata! Ciao Elina e grazie,ferni
I miei complimenti, cara Ferni, per Migratorie e per questa presentazione che, da quello che leggo, deve essere stata altamente gratificante. Ne sono felice, per te e per tutti quelli che hanno il privilegio di conoscerti attraverso i tuoi versi.
dmk
grazie Daniela, ne sono lieta.Magari capiterà che ci incontriamo davvero un giorno o l’altro, ma anche da qui, da queste stanze e da quelle di “casa tua” dove da un po’ ci incontriamo, non è certo la distanza a disorientarci e anon farci sentire vicine. Ti abbraccio e ancora grazie,ferni