EMORAGGIA- Una performance luminosa per coinvolgere la citta’ sul ruolo e il futuro dell’istruzione, in particolare di quella artistica.

per dare un’idea di ciò che abbiamo vissuto ieri sera in diretta,mentre il rosso pulsava al battito cardiaco di ognuno di noi come fosse un solo battito e il suo sangue ha iniziato e continuato a riversarsi nell’acqua del fiume, il Piovego, che lambisce dall’origine dell’edificazione  quello STABILE,la parte retrostante, oggi il fianco continuo del corpo dell’Istituto d’Arte.

Tutti i convenuti non hanno potuto fare a meno di resistere: era una creatura viva, la scuola, il vecchissimo “SELVATICO” , che vorrebbero, come gli altri istituti macellare. Mostrava il suo rosso, come schizzato copioso e denso da una giugulare recisa  che sparge la sua emorragia intorno,  la s-carica nel fiume, mentre la vita della città  scorre  intorno a lei, in un buio che avvolge tutto. Batterà ogni notte per quindici giorni e lo si sentirà  quel cuore, auscultando le pareti della scuola come quelle di una cassa toracica di un corpo vivo.

Davvero impossibile resistere a tanta tragica e vivissima bellezza.

“…e forse tutto è scrivere
tutto là-scìa un segno, leva
e vela, tutto è letto e lezione
…e non c’è attimo che sfugga
persino il vuoto
…è
cavo
s o n a n t e
evo di ogni orma
che ins(i)eme   c o n- t i e n e
l’a-vita

grave e gravità.”

LA CORDA SUL FIUME

C’era una corda, una corda da macello, andava stretta sul collo in un nodo SCORSO/IO e le bestie, senza più vita, si facevano carne da consumo.

Una pratica selvaggia, aumentata a dis-misura, anche se non tutti gli uomini hanno spento quella fame.

Antica  e disastrosa, praticata follemente in mattatoi contemporanei, schizza del sangue un rosso,     che nell’acqua del fiume se ne va, sotto, profonda,  raccolta in una con-cava forma, un arco gettato tra il qui e il là.

Il letto nascosto,  SE’-GRETO,  porge e ripone nella terra, una scrittura d’argilla S I L E N T E, curva tesa tra i gravi e cura  nei giorni della vita.

TORTI e RITORTI in un solo filato, la corda sul fiume è una LANCIA per salvare chi affoga

e nessuna ferita è più perfetta nell’arco del globo, nell’occhio che coglie l’istantanea grafia.

E’ un ponte maestro fatto saltare tra la riva sinistra di una storia, acqua che scorre sotto gli occhi di tutti e l’altra, riva che continua-mente è affaccendata  nei lavori di uno scavo senza sosta, un  ripristino  SELVATICO, un fiume mai assopito e vivo, nei corsi  ricorsivi delle storie, Storia di pagine archiviate dentro un battito che pulsa.

E’ un corpo, quella corda a ponte tra-gittata a suon di pesi, FATTI, di una sola identica sostanza: acqua e res-piro, un fuoco che sostiene a galla, sul filo di un raso, maestri e studenti, acqua antica è raso-io, rasenta una  nascita scordata, che senza fine riproduce ad ARTE se stessa.

A precipizio sull’orlo, sull’oro del tempo, momento di una cupola rovescia, accoglie il destino, un vuoto organico radica l’inizio ap-peso tra il segno dell’inizio e quello paradossale della fine.

COR-DA

quella corda di persone, fatta di  fiati    filati

dorsale SON-ORA

di tutte le ore, dono in un nodo ripetuto, allaccia il cielo alla terra, memoria di un’armonica fune, la vita: il magico cordone ombelicale.

E si ripete, in riflessione dentro il ventre dell’acqua scura, il tempo, mai lo stesso e sempre identico a se stesso, tra un essere e l’altro dello stesso uovo, un uomo, anno-dato ad equilibri instabili, soggetto alle correnti, sciame di venti, mulinello di passioni

I n c a s t r a t e   nei vertici delle ossa, le spine sapienti dell’arco, stanno di guardia a guardare, quella dorsale tragica, dinamica bellezza, che brilla, la sua mina in se stessa, nella cava dei soli là, sulla riva sinistra del fiume che scorre.

*

Compagni in questa serata gli Amissi del Piovego che, con le loro imbarcazioni, in notturna, hanno dato una visione particolare agli ospiti dell’evento… direttamente dall’acqua, in quella curva spesso non praticata dai cittadini di Padova.

www.selvatico.padova.it

http://amissidelpiovego.it/index.php?mact=News,cntnt01,detail,0&cntnt01articleid=132&cntnt01returnid=15

http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=74493

6 Risposte a “EMORAGGIA- Una performance luminosa per coinvolgere la citta’ sul ruolo e il futuro dell’istruzione, in particolare di quella artistica.”

  1. una cascata a gocciolarsi in scintille a sovrastarsi l’un l’altra per raggiungere un chiaro letto fra i sassi.
    Non avevo sbagliato nel ri-conoscerti, qui si annusa la Poesia in forma profumata.

    ero passata per vedere la tua casa ma anche per lasciarti la mia risposta al tuo commento sulla mia Venezia ( o meglio una delle moltissime mie Venezie sempre diverse)pensando che forse non lo avresti letto sul sito, ecco te lo lascio qui.
    Feliz tarde
    Lunaa
    mi piacciono i forum dove la poesia si dilata confrontandosi e intrecciandosi con altre visioni, che se poi le vai bene a guardare, fanno un tuttuno come la voce dei bravi soprano con la musica.
    Venezia è tutto e anche e ancora tutto quello che non è ancora stato detto, ho scritto molto per la mia Dama di cui indosso la veste mascherata nel mio avatar, perchè essa è anche la molteplicità dell’essere l’inizio e la fine di civiltà eterne che s’infrangono fra le sue lievi onde.
    La lettura della tua Venezia mi ha seguito nei pensieri in questo giorno.

  2. Lorenza Dice:

    Cara Ferni hai saputo dire con tanto calore lo sgomento e il dolore che noi proviamo davanti al macello dell’Istituto (anzi, di tutti gli Istituti d’Arte d’Italia). Proprio oggi la Gelmini ha dato la nostra sentenza di morte. Morte di molteplici saperi, morte di una cultura formata in anni e anni di esperienze, MORTE, MORTE e ancora MORTE del saper fare. Una parte di me che è nata e cresciuta in questo contesto, dove ho potuto respirare, essere libera di pensare, libera di creare, altamente motivata per poter dare…..Ora sta male, ho un pugno nello stomaco che si fa sentire senza mai mollare. Il mio sogno era quello di poter terminare in una scuola viva e attiva in tutti quei laboratori PRINCIPI di pathos artistico….di quel qualcosa in più che tutte le altre scuole (o meglio i ragazzi) non hanno e non potranno mai avere.
    Siamo unici, ERAVAMO UNICI……saremo ancora unici?!……
    Baci Lorenza

  3. non so ancora con precisione cosa è successo, ero a scuola e sono tornata in questo momento da stamattina. Per strada ho sentito il notiziario radio, ma solo il titolo, non conosco in contenuto.Vado a vedere ora, certo non mancheranno gli invii del CIAN e del BLOG DELL’ISTRUZIONE ARTISTICA. Non so che dire, ora, se non che sono costernata.ferni

  4. la riforma Gelmini sui licei non è che l’ennesimo taglio operato
    taglio di ore, discipline, taglio degli insegnanti
    dove sono finite, cancellate forse? o invisibili? le tante buone sperimentazioni realizzate nelle scuole a costo del lavoro, dell’applicazione precisa, quasi dedizione personale fatta nelle varie esperienze?
    senza pensare alla non correttezza nei confronti delle famiglie e degli alunni
    che inizieranno il percorso formativo in base al vecchio sistema per poi trovarsi al secondo anno con orari e materie nuovi
    è un vero pugno nello stomaco

  5. mi domando come facciano! oppure è semplice, si tratta di persone che non vedono, non solo non capiscono, che un solo obiettivo,il resto è niente, meno che zavorra e questa si chiama arroganza non solo inettitudine.E’ la più sporca merceologia quella che si pratica, non è produzione di qualità. La scuola sarà scuola di profitto,mercantile, e dunque a basso profilo. Si parla di criminalità, questo l’aiuterà a svilupparsi. f

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