in un castello

Roger Johnston- fractals

d’acqua      una  f(r)onte       di ragioni

una muraglia            chiusa  del pensiero

nell’interminabile fronte del vuoto

dicono che      viva

una verità     si acce(r)chi.

Fuori dai picchetti      l’  in-fedele

intento  cor-eo-grafa

filosofie        a modello

il vivente despota

disposto lungo il limite s’intana

là dove  l’essere

umano  nella sua interrata paura

esplora il luogo       r e o

scorrere  nelle viscere

siero che si fa sangue

nel pe(n)satoio  roccolo di caccia.

Il  suo arco è l’arciere  e la muta

il sangue.

Grave ogni parola non mai matura abbastanza

non mai pres(t)a e solida abbastanza

sfreccia per  navigare l’ oscura densità

ri(s)posta altrove o in altro

siero di un atto  che non può che essere

impuro

comp(i)uto nell’uomo

legittimato nell’ essenza della vita

che scorre nascosta

in quel suo oscuro

mistero che  rinasce ancora.

Roger Johnston


3 Risposte a “in un castello”

  1. non c’è alcun nostro gesto che non lasci traccia. possiamo tentare un nascondiglio, un’ ombra, si tentano giocolerìe di strada oppure in perfetto silenzio, vuoto dietro un muro.
    non si scappa, né si presume assoluzione o colpa, però, nell’implacabile scavare dentro l’io.
    questo trovo nelle tue parole, ferni, ma potrei avere lenti deformate dall’usura o un banale calo di vista, magari solo uno specchio davanti che ha tante piccole macchie.
    bacio, api.

  2. tutto ciò che fuori dal cristallino dell’occhio si rispecchia in me, navigandomi il sangue, come uno dei tanti mari o fiumi della terra e diventa il mio corpo,senza che l’io o quel che sono, senza saperlo, possa opporsi o modificarlo, ecco, quello è ciò che mi interessa rintracciare, toccare, annusare, sfiorare almeno. Se, in un attimo,per una volta, riuscissi a intravedere come si tra-muta, allora, forse, avrei trovato qualcosa di me, senza necessaria-mente essere quel me che a tutti i costi mi è stato tras-ferito nella memoria lapidaria delle parole.
    Ciao api.bacio.f

  3. ,,,ciò che m’interessa rintracciare, toccare, annusare, sfiorare almeno….avrei trovato qualcosa di me…..senza essere….memoria lapidaria delle parole”.
    ti cito a sbalzi, e comprendo. un abbraccio, ferni, non lieve carezza.
    api

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