P O E M A R I O.

Magritte – pomme

Un pomo alla volta

uno nell’altro in un perfetto

incastro accampato

nel ventrecreato

della prima matrioska eva

nutrice  fantasticata  nuda ava

cruda quanto una mela  in un fruttato

frutteto paradiso da mangiare

con rispetto di distanze e re-impianti

un seme dopo il primo

nel marchingegnoso meccanismo

riproduttore di tutti

i  figli di caino e di quel dio

che per amore mal riposto

per un figlio tra i tanti di(s)sè(n)nato

scardinò le porte di quel luogo siderale

senza pari il  primigenio  baby

garden party della storia.

Un’espansione ancorata ad un seme

e un    r a t e o      in movimento

da quei verdi (il)lustri tomi

caduti senza parola come gravi

dubbi che pare

abbiano in- scritto in noi la storia

storybord di circo- stanza che con-don(n)a ca(n)none e figli

non acquisisce mai un padre definitivo

e-man-ci-pat(h)o(s)

dalla sua spessa superbia nato

con l’arroganza di ogni figlio

frutto di una innata voglia

strappata da un tronco     foglia

di un tenero ramo   poemario di fuoco

e lingua  del  fico.

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