ignoto è
by fernirosso
tornare sui passi come un libro che ha inghiottito
i miei piedi, tornare sui passi che ancora non ho decifrato e
dico essere la mia via
ignoto è il volto introvabile e visto
già più di cento e altre cento volte ospizio del mio sguardo
chiuso e perso in altre attese dietro la porta senza veglia
qui su questa terra che benedice i giorni
dentro la distanza tra me e me
per fare posto e accogliere
un cammino dentro le terre mai percorse dove le cose
tutte le cose accorrono per farti festa e trono
resta l’attesa
l’infinita distanza da tutto
dove ogni cosa ha inizio in un unico silenzio.



cos’è quest’ignoto, ferni?
ché lo sento diverso dal consueto non conoscere, non capire, non sapere…almeno, lo percepisco così.
bentornata, api.
ignoto è tutto ciò che diciamo di conoscere e non guardiamo, ignoto è, ancora una volta, il mondo che si dilata, alla pari del cosmo, in noi e tra noi e l’universo rendendo infinita la sua crscita. ignoto è il punto, di partenza e di arrivo, forse perché non c’è né l’uno né l’altro. Non sono ancora partita… ma sto preparandomi per farlo. Bacio,f
Tu? Tutto bene?
diciamo di si….l’estate più torporosa che ricordi!
sono qui, a riposare in attesa di tornare a lavorare, ché accadrà, come al solito all’improvviso! senza alcun tedio, sia chiaro!
quando torni,,,,ci risentiamo. bacio, api.
ormai sono arrivato al punto in cui la poesia ha un senso solo quando ti leggo. solo nelle tue poesie trovo la perfezione trina di suono significante e immagine, solo nei tuoi versi trovo l’imbuto (micro)cosmico che rende sacro(?) magico(?) logico(?) il guardarsi dentro.
il tuo pianeta è la poesia, perchè solo lì la terra può benedire i giorni, qui da noi ormai mi sa che si è arresa.
ti voglio bene, leggendoti.
metello
sto preparando lo zaino e gli scarponi,maglione e giaccavento, in baita, non serve molto. Voglio ritrovare il buon passo, il respiro che avevo lasciato tra quelle cime e le voci, che cambiano direzione con il vento.Ec(c)o, quella è parola che canta e vive, che mi ha fatto vivere anche nel deserto di questa città, apparentemente ricca. Metterò nella tasca esterna dello zaino, anche il tuo bene insieme alle carte dei sentieri in quota. Grazie Metello, alla prossima,ferni
oggi forse sento/percepisco “è il punto, di partenza e di arrivo, forse perché non c’è né l’uno né l’altro”.
Oggi la via è un immenso cifrario numerario ed io,lo sai, non vado d’accordo con i numeri..primi
sono contenta della scelta della baita, ti sento contenta, so che tornerai a cantarci le voci delle cime, buon ferragosto Ferni
Elina
sono tornata da pochissimo e già mi manca moltissimo quel silenzio: notturno profondo, piantato dentro le stelle nella gola del vento, quelle voci mai deleterie e irritanti, sempre compagne. Vi dirò. Sì, vi dirò.f