la mia cicala
by fernirosso
la mia cicala ha cantato i suoi cieli d’estate e ha calato nel pozzo della vita quanto è prezioso e in-utile, ha aperto la madia,toccato la sostanza che mi nutre e preme dentro me, come sabbia di un deserto che si popola dei suoi meravigliosi occhi. Mille occhi, luci che guardano lontano e arrivano a toccarmi dove a nessuno è concesso di guardare, dove nessuno sa arrivare. Tu sai quanto è il bene? Quanto sia simile a quello che c’è anche qui, tra una pagina e l’altra, ed è una storia del deserto, di una infanzia andata deserta? Eppure sono certa che è ancora tra quelle polveri, tra quei grani, che riesco ad incontrare quella voce, la tua, e posso amarla come nuova e antica allo stesso tempo. Per questo riesco a sopportare la distanza, la lontananza , addirittura ad oltrepassarla e sentire che non c’è spazio vuoto se non quello che serve per sentire.

bentornata, fata ferni!
solo per poco…sto per prendere …aria,un’aria che qui la si sogna!bacio,f
“… non c’è spazio vuoto se non quello che necessita per sentire.”
e che perciò, è spazio “essenziale”.
Per noi e per gli altri.
Bye, Ferni
dmk