“Il compito attuale dell’arte è di introdurre caos nell’ordine” Adorno.
Tutto ciò che è perso è perso ineluttabilmente
Ho varcato l’ordine delle arterie e tra le vie d’aria
in ogni corpo ho trovato l’incudine di un sogno oltre la soglia dello sguardo
in lotta l’una con l’altra
cercano la giusta collocazione in quel caos
in quell’interiore disordine che ci assale come un mare
stupore
angoscia
meraviglia
sgomento
non ci sostiene
il peso di quelle immagini
perversamente c’inquieta.
fascino e repulsione sono il corpo
la metamorfosi mostruosa
il frutto nell’alveo notturno della paura.
I mostri che ci abitano,
risalgono la tela dalle profonde viscere dello smarrimento
vengono nella penombra dei nostri gesti.
Ipnotizzano lo sguardo accerchiano la mente
e ci perdiamo in viaggio
dentro l’oscuro di luoghi impensabili nell’atto di un rito
che sacrifica l’altro, ciò che noi non siamo se non
nello specchio dell’altro l’altra
che ci rinasce di nuovo a fresco
dentro il ventre surreale di un mondo dentro
l’impossibile.