Dopo diciassette anni, quella strada
di poco cambiata nel tracciato
ha le stesse case ai bordi dello sguardo
mentre cerco ancora ai piedi
del monte la salita i verdi che s’incastrano perfetti
negli odori nei tagli di luce del bosco.
Finalmente niente carte
penso
nemmeno il rumore di un foglio
penso ancora per poco e
sento che si allontana
si allontana come un filo
nero di fumo.
Finalmente mettere a terra il corpo
è l’unica urgenza che avverto
nitida chiarissima
lasciarmi toccare da loro
quei corpi radicati in una fermezza che noi
tutti noi nemmeno ci sognamo oggi.
Qui tra questi pendii rovescio la mente
la svuoto di tutto ciò che non serve per vivere
…respiro…
finalmente respiro
e sento
che m’invade
qualcosa che non abitava in me da molto
molto moltissimo tempo.
Ho ancora posto sento
in quell’immutato spazio e dentro me
il lusso dei sensi.
Le narici aperte spalancano il mondo
dentro
il mio sangue accresce il corpo
cresce si fa maestoso possente e tocco
finalmente
un filo d’erba.