L’isola e il cerchio

carlo somaschini- atlantide

Dire     dire

dire  bisogna sempre dire

dire tutto        scoprire   scoperchiare

anche l’infamia e forse più spesso la fame

che ci assale e ci divora  che ci inchioda

alla paura  di dire dove sta

la bestia che rimpolpa

lo sterco delle nostre ossessioni

la paura del diverso il terrore malcelato dell’estraneo

la stoltizia che raccatta la sua stessa misurata  menzogna

l’isola  il cerchio l’isolata furia

il volto della pietra ingoiato da medusa

e il torto e itaca e i viaggi

avanti e indietro dentro gli inferni coltivati

notte e giorno a ridosso della parola che ci crepa

la bocca e il cuore straripati in densità d’ansia

senza argini l’empietà si commisura all’assenza l’avarizia che non vuole

condivisioni con nessuno.

Dire dire dire

come a voler testare la capacità di fare resistenza a noi stessi

a quella immune fragilità che non smette di doppiarsi

moltiplicarsi ferirsi e chiudersi

diramando l’ultimo proclama di silenzio

sancito dalla parola

la parola mai pronunciata

l’ultima    esclusa.

5 Risposte a “L’isola e il cerchio”

  1. ritmo quasi affannato nell’ incalzare delle parole che si seminano una dietro l’ altra battendo il chiodo del “dire” senza paura di dire, fino alla parola estrema, quella “mai pronunciata”.
    un testo che inchioda, forza disperata e disperata denuncia. Da leggere e ri-leggere.
    Splendido.
    dmk

  2. Difficile, è difficile muoversi in spazi in cui l’assenza nega, annega ciò che dovrebbe essere la prima forma di vita. Grazie daniela,ferni

  3. Grazie per aver utilizzato l’immagine di una mia stampa. Perchè questa scelta?
    Carlo Somaschini

  4. Si cerca Atlantide come una terra esterna, personalmente sono propensa a crederla una terra interiore sommersa. Ho scelto questa rappresentazione, perchè, tra l’altro, mi riportava alla mente un lavoro di Escher su un percorso costiero. Qui il riferimento ad Atlantide era dichiarato, quindi la perdita, oltre che la distruzione di un mito, andavano in accordo con il testo.
    Grazie per la disponibilità, spero di poter usufruire ancora delle sue opere,fernanda.

  5. un testo che apprezzo per la capacità, che è forza, della denuncia
    molto interessante l’unione (e la spiegazione) con l’immagine davvero comunicativa

    un saluto, Elina

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