FERNIROSSO webBLOCK

(ap)punti dall'arte

sto facendo il calcolo

stilettoheights

sto premendo sul calco

sto cercando di vedere cosa resta

dopo tutto questo scorrere di giorni e commissioni

in questa commistione di stelle   pane

i cibi della sopravvivenza

Sola      sto sola     come un’aia senza semi

con un briciolo di sole  contraffatto all’angolo di scolo del cortile

dove la pioggia dell’autunno porta lontano  polveri e  ricordo

tutte le fatiche affrontate ad ogni ora

la notte e la croce   miserie fatte di volontà

assenza e ancora altro già scordato, già patito.

Sono quasi all’ultima riga di conto

e mi trovo che ancora  canto.

.

Anch’io una cicala penso

e che provvidenza di sole      il resto.

In un secchio di grani, in questa terra senza uccelli

Mi ritrovo qui    di nuovo

in questo vecchio    granaio    sepolto dai semi

in me tutte le parole      senza  frutto

chiuse     in questo involucro     celato

una cera    ruggine il rivestimento      sottile e intoccabile il segreto

la sgualcibile memoria del travestimento

sempre lo stesso    tra la faccia sinistra della morte e  la luce

mai afferrata     sta ancora la vita.

Lunghi i capelli e di un nero profondo

stillettoheights


la notte     l’attesa

la perdita e nella voce il corpo

dimenticato      quel fiume di sete

un fatto quel fiume inebriante

ribellatosi alla vita

ha reagito spontaneo

alla mia morte.

il fatto è che tu l’hai persa

e non sai nemmeno dove

nemmeno sai     di averla persa

l’ho raccolta     come una cosa preziosa

una rosa copiosa cresciuta in un corto

il metraggio di una vita tagliata

con l’accetta  una scrittura sbozzata

estinguibile sì     ma scritta

là dove nemmeno tu      che ci avevi convissuto

saprai leggere e guardare

non saprai trovarla quella riga di scrittura  né  la pagina

che ancora sta scrivendo

non sai e non saprai che l’ho raccolta

non saprai mai che l’ho accolta

che vive con me come si fa con una figlia

adottata      viva    vive  nel cuore della casa

che già conosceva       prima

prima del tuo perderla e scordarla

prima del tuo abbandonarla e non cercarla

prima del tuo chiedere indietro  la fattura per qualcosa che credi di aver dato

come si usa fare coi copioni recitati o altre mercanzie vendute e scaricate

come un peso da scordare, una montagna di cose da bruciare.

Tu non sai

come non sapevi allora

di avere qualcosa che era possibile perdere e che avere

è un verbo che coniuga le perdite e le rese.

Così ciò che avevi non è ciò che eri e

oggi sei ciò che hai  e anche ciò che hai perso

perché ha un peso ragguardevole

la tua dimenticanza.

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 78 other followers