Luna p(i)ena e vita breve

by fernirosso

Quando capiterà?

Quando

capiterà di  guardarci.

Quando capiterà di  mettere il  mondo

al muro  e di tenerci in tasca una carta istoriata  millimetro per millimetro

raschiata ripulita  e   rischia(ra)ta

come una pellicola o un estratto  di parole    il ciclo di un valzer.

Quando?

Quando si accenderà  il desiderio   (ac)cedendo la pena.

In una sola mano    aperta  voglia e catena

e  amore    amore sarà  una volta di vento     un soffitto dentro la casa

rotolata dai poemi

precipitata dai camini

senza più b(r)aci      spenti

in una bocca silenziosa che arde

il destino nel legno di una notte

d’albe ripetute  e tramonti mai perpetuati

Quando      mi  chiedi.

Quando si spegnerà il sole dentro la fonte della nostra lingua

quando abbacinata  la sera

dalla luce dei corpi vorrà scappare dentro un’isola di tempo

e se  ti abbraccerò sarà la notte  a pronunciare il mio nome

così se mi mentirai dicendo parole incomprensibili al mio orecchio

resterà  mio e solo mio il  tuo nome segreto

qello con cui vengo a cercarti quello con cui gioco la mia vita.

Tra il cuore e la memoria

matura in un solo momento

la tua assenza e di pena

scucendo il battito dal petto mi parla quel tuo startene muto e immerso

ai limiti dell’immenso.

Abbracciami anche tu, abbraccia  questa mia continua notte

l’ oscurità che mi tradisce e mi asseconda

abbraccia questa mia notte feconda

come fosse l’unica cosa che riesci  a raggiungere perdendoti

perdendo tutto il cielo

la via antica delle stelle mentre la  luna

in p(i)ena ci mostra la sostanza della vita

è così breve il volo della notte

la frattura celeste       di  una divina fattura.